MEET Milano 2007: 'Aspettiamo 100 mila visitatori, anche dall'estero'

MEET Milano 2007: 'Aspettiamo 100 mila visitatori, anche dall'estero'
Promuovere la nascita di un “sistema musica”, che in Italia non è mai esistito; e poi attrarre nei nuovi spazi della fieramilano di Rho anche espositori e visitatori provenienti dall’estero, assicurando all’evento un vero carattere internazionale. Gli organizzatori di MEET Milano 2007, la fiera dell’industria dello spettacolo che andrà in scena tra il 21 e il 24 settembre prossimi nella periferia del capoluogo lombardo (in concomitanza con il MiTo, festival internazionale della musica promosso dai Comuni di Milano e Torino), hanno idee chiare e ambizioni niente affatto celate: si aspettano di accogliere nei quattro giorni della manifestazione non meno di 100-120 mila persone e di affittare almeno 20 mila metri quadrati di spazio espositivo (7 mila dei quali già prenotati); per farsi conoscere in Italia e nel mondo hanno già stanziato un budget pubblicitario da un milione e mezzo di euro.
Tanta sicurezza, impegno e determinazione sono frutto dell’esperienza e del know-how maturati da Expocts, l’ente del gruppo Fiera Milano che organizza e gestisce già 23 manifestazioni dedicate ad altrettanti settori merceologici, e che come già annunciato (vedi News) punta a raccogliere in un unico spazio tutta la “filiera” dell’industria dell’intrattenimento e dello spettacolo, articolando la sua proposta in due saloni differenti: uno, il Miv - Music International Village, aperto anche al pubblico (con spazi a disposizione di produttori e distributori di strumenti musicali, editoria, discografia, scuole di musica, tv e radio: anche se queste ultime, rivelano i promotori del MEET, non sembrano aver voglia di accettare l’invito a fare a loro volta “sistema” mettendo temporaneamente da parte invidie e rivalità); l’altro, On-back stage, riservato ai soli addetti ai lavori dei settori audio professionale, strutture, illuminazione per spettacoli, “architainment”, servizi digitali, web, videobroadcasting e operanti nel campo di tutte le tecnologie multimediali che, spiega Donato Mazzarelli (consulente su strategie e contenuti della manifestazione) “ormai attraversano trasversalmente il mercato della musica”. L’obiettivo finale, spiega il direttore generale di Expocts Fabio Majocchi, è di coniugare “business e cultura nel suo scenario più naturale, Milano”; magari facendo capire “ad autorità pubbliche e istituzioni didattiche che conoscere la musica e suonare uno strumento è il motore primo di socialità e una soluzione contro il disagio sociale e il bullismo nelle scuole” aggiunge Antonio Monzino Jr., presidente dell’associazione Dismamusica (produttori e distributori di strumenti musicali) e partner numero uno della fiera.
Aleggia ancora, nei discorsi, il fantasma del vecchio Salone della Musica di Torino, che alla discografia ha lasciato addosso più di una stimmata: ma stavolta gli operatori coinvolti saranno molti di più, si eviteranno auspicabilmente le beghe politiche che danneggiarono quell’esperimento e questa, dice Maurizio Cercola (responsabile dei rapporti tra MEET, associazioni e media), “diventerà anche un’occasione importante per dialogare concretamente con le istituzioni e non far passare sotto silenzio una crisi che ha già prodotto una riduzione del 40 % nella forza lavoro di questa industria”.
Ci sarà spazio, naturalmente e per fortuna, anche per i momenti ludici, le esibizioni, gli incontri tra artisti e pubblico ed altri eventi, proposti o selezionati da Franco Zanetti: nella sua “wishlist”, la riproposizione da parte di artisti famosi di album storici di cui cadono ricorrenze significative, la ricostruzione in loco del mitico Studio 54 di New York, un ring per confronti “pugilistici” (a parole..) tra personalità del settore, un rave party di inagurazione. Mischiando alto e basso, lezioni sulla storia della musica organizzate in collaborazione con l’Università Cattolica e il primo campionato italiano di “air guitar”.
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