Comunicato Stampa: EUROJAZZFESTIVAL IVREA

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EUROJAZZFESTIVAL IVREA

Sette appuntamenti, concentrati fra il 5 e l’11 marzo, coinvolte sei località diverse tutte in provincia di Torino, 27 anni di storia scanditi dai migliori artisti della scena internazionale. Queste in sintesi le cifre dell’EUROJAZZFESTIVAL IVREA che ritorna per una nuova e importante edizione. Dopo il clamore del suo Carnevale, uno dei più importanti d’Italia, Ivrea lascia spazio e attenzioni alla musica con il suo appuntamento che da 27 stagioni esporta il nome della città eporediese nel mondo. L’EUROJAZZ FESTIVAL 2007, presenta un programma vario e diversificato e riesce a dare spazio a nomi di assoluto valore, confermandosi come uno degli appuntamenti culturali più prestigiosi nel calendario primaverile internazionale. Anche per questa edizione la rassegna propone interpreti appartenenti a generazioni ed aree geografiche diverse, da lungo tempo consolidati nel successo o giunti alla ribalta più recentemente, in un incontro fecondo di stimoli e suggestioni per un pubblico che di anno in anno viene crescendo. Nuova edizione, dunque, e nuove emozioni per gli spettatori, chiamati ancora una volta ad applaudire i talenti emergenti, le promesse consolidate e i nomi già entrati nella storia della musica jazz. Prosegue così l’opera di allargamento dei confini propri del jazz per questa rassegna: dopo averla meticciata con altre musiche col procedere delle edizioni quest’anno si vuole offrire un vasto ed articolato panorama degli attuali sviluppi della musica jazz attraverso concerti che vedono artisti di prim’ordine, in una varietà di stili che testimonia della inesausta vitalità, degli stimoli creativi e delle personali elaborazioni di cui essa è ricca. La prima parte del programma si svilupperà indagando gli aromi sonori del jazz giovane, e toccherà alcune località canavesane mentre la seconda porterà sul palco dell’ottocentesco Teatro Giacosa un autentica e straordinaria scala reale con Flavio Boltro, Piero Odorici, Nick The Nightfly, Eliot Zigmund. Tutti nomi che vanno ad arricchire un album prezioso per Ivrea: quello di EUROJAZZ, già affollatissimo di stelle che si sono negli anni succedute. Ad aprire il ciclo lunedì 5 marzo nella Cappella del Monastero di Rivalta Torinese il duo formato da Luigi TESSAROLLO e Fulvio CHIARA in un repertorio ormai collaudato ma di assoluto spessore e intitolato “Musica in Piemonte tra passato e presente”. Martedì 6 il primo concerto in terra canavesana, a Settimo Vittone, con i JUST ALPIN di Norbert Dalsass. Mercoledì 7 a Bollengo tocca al gruppo KIND of BLUE, con un repertorio interamente dedicato a Miles Davis. Si va a Pavone Canavese giovedì 8 marzo, dove nella Chiesa di Santa Marta suona il WATER DREAMS, protagonista di una performance che coniuga musica e danza e presentazione del relativo cd. Inizio del gran finale a Ivrea venerdì 9 al teatro Giacosa con NICK the NIGHTFLY & the MONTECARLO NIGHT ORCHESTRA e a seguire ELIOT ZIGMUND con il suo SPRING JAZZ TRIO. Nel pomeriggio aperitivo e chiusura di serata con il QUARTET JAZZ. Sabato 10 occhi puntati su PIERO ODORICI che guida una ricca formazione chiamata per suonare in memoria di Alberto Alberti, uno dei personaggi italiani che ha dedicato la sua vita al Jazz, promotore e organizzatore di eventi come Umbria Jazz del quale è stato uno dei fondatori. Segue il FIVE FOR JAZZ con un grande musicista italiano, ma di fama mondiale, come FLAVIO BOLTRO che ha conquistato, nonostante la giovane età, una fama a livello continentale pari ai grandi di sempre. Infine si segnalano i concerti del DUO DONETHOR, nel pomeriggio per l’aperitivo e di ELISABETTA PODRON Trio a fine serata. La chiusura di domenica 11 marzo a Vidracco con l’omaggio a Billie Holiday di LAURA CONTI e il GIANNI CAZZOLA Quartet. Il programma del 27° EUROJAZZ Festival Ivrea comprende una serie di appuntamenti serali ad ingresso libero in alcuni locali di Ivrea, con giovani formazioni. Inoltre sono previste mostre fotografiche con immagini in bianco e nero degli artisti che si sono esibiti nelle ultime edizioni del Festival e seminari in via di definizione. Organizza Aics Contromusica insieme a Music Studio e Ivrea Jazz Club con la direzione artistica di Sergio Ramella, in collaborazione con la Provincia di Torino, la Regione Piemonte e i comuni dove si svolgono tutti i concerti. Info e prenotazioni ai numeri 011/238.63.80 - 011/238.63.72, sito Internet www.jazzaicscontromusica.com.

c.so Novara 77 – 10153 Torino
www.jazzaicscontromusica.com – mail: eurojazzivrea@virgilio.it

singola serata a Ivrea 18 euro + diritti prevendita
abbonamento 2 serate a Ivrea 30 euro + diritti prevendita
(prevendite attive dal lunedì al venerdì, al mattino dalle 10,30 alle 12,30, al pomeriggio dalle 15 alle 16,30
presso Ass. Il Contato - p.za Municipio 12 -Ivrea - tel.0125/641.161

Tutti gli altri concerti sono ad ingresso gratuito

Indirizzi:
Teatro Giacosa Ivrea p.za del Teatro 1 tel. 0125/402.67

Per ogni ulteriore informazione al pubblico telefonare ai numeri
0125/410.215 (Comune di Ivrea)
0125/641.161 (Il Contato del Canavese) - 0125/40.450 (Music Studio)
e-mail: eurojazzivrea@virgilio.it
www.jazzaicscontromusica.com

Per altre informazioni stampa, fotografie, accrediti (richieste entro il 28 febbraio 2007) i giornalisti possono rivolgersi al numero 349/511.08.51
indirizzo mail: eurojazzivrea@virgilio.it

27° Euro Jazz Festival d'Ivrea e Canavese


LUNEDI' 5 – RIVALTA TORINESE - ore 21,30
Cappella del Monastero – via Baleno
Tessarollo-Chiara Duo in ”Musica del Piemonte tra passato e presente” Luigi Tessarollo, chitarra classica - Fulvio Chiara, tromba

Esecuzione in chiave contemporanea classica e jazzistica di brani tratti da melodie note della cultura musicale popolare piemontese. Un'operazione ancora irrealizzata fino ad oggi, con l'abbinamento sonoro assolutamente inedito di tromba-chitarra classica. Il duo Tessarollo-Chiara rivisita le canzoni della tradizione popolare piemontese portandole a un livello di linguaggio universale e a una sonorità nuova, adatta a nuovi ritmi, colori e ambientazioni del mondo contemporaneo. In questa nuova veste, nelle canzoni della tradizione “entrano in gioco la chiave jazzistica della trascrizione e il particolare timbro di uno strumento come la tromba che rimandano a notti metropolitane, luci al neon, asfalti lucidi di pioggia, sale fumose, esistenze crepuscolari giocate sul filo del disincanto, l’esatto contrario della solarità campagnola e naive degli originali, che richiamano merende all’ombra dei pergolati rimate dallo schianto delle bocce che cozzano una contro l’altra, mentre sul tavolo arrivano, assieme al vino, pesciolini fritti e acciughe al verde. Insomma un’operazione perfettamente riuscita di sdoganamento e di riscatto dalle convenzioni” (dall’introduzione di Bruno Gambarotta). Il cd è arricchito, oltre che dai testi di Buno Gambarotta, anche dalle introduzioni di Giuseppe Culicchia e di Luciana Littizzetto.

Figura consolidata nel panorama jazz nazionale, il musicista di Torino, Luigi Tessarollo, ha tenuto concerti in U.S.A. (New York e Boston), in Europa (Festival International de Liege, Gouvy Festival, Comblain La Tour - Belgio, Grenoble Jazz Festival, Radio Nazionale Svizzera, RAI Italiana,Ajaccio Jazz….) e nei più prestigiosi Festival italiani (Umbria Jazz, JVC Festival, Jazz & Image a Roma, Festival Internazionale di Cagliari, Verona Jazz Festival, EuroJazzFestival d'Ivrea, Jazz In'It di Vignola,Clusone Jazz, Bordighera Jazz & Blues…). Ha collaborato spesso, in progetti stabili, con la maggior parte dei più noti musicisti Jazz di Jazz e con numerosi artisti stranieri di fama internazionale (Lee Konitz, Slide Hampton, George Garzone, con cui ha collaborato per circa dieci anni, Barry Harrys, Larry Schnider, Bob Gullotti, Hal Stein, Bob Porcelli, Douglas Yates, Matt Wilson...). Nel '97 fonda il Mediterranean Trio con Dario Deidda al fretless e Alex Rolle alle percussioni, con cui realizza, dopo alcuni anni di presenze in festival e rassegne specializzate, il CD omonimo per Bonandrini. Attualmente il Trio si è evoluto in un progetto che fonda le esperienze e le ricerche di numerosi anni di lavoro sia come leader che come compositore. Dall'inizio del '99 al 2000 è impegnato nel quartetto con Adam Nussbaum (batterista di Michael Brecker, John Scofield, John Abercrombie, Gil Evans, Carla Bley...), Riccardo Fassi e Paolino Dalla Porta con cui ha all'attivo 4 tournée e la pubblicazione del cd Bemsha. Nel Novembre del '98, in duo con Stefano Bollani, parte il progetto dedicato a Bill Evans e Jim Hall, da cui il CD omonimo registrato dal vivo in Svizzera per la Radio Nazionale. Nel 2000 nasce l'Italian Standards Trio con Manhù Roche alla batteria e Ares Tavolazzi al contrabbasso. Recentemente, con la Regione Piemonte e il Premio Grinzane Cavour i quali hanno contribuito e collaborato per la prima volta alla realizzazione di un lavoro discografico con connotazioni jazzistiche, è uscito il cd Musiche del Piemonte tra passato e presente nel duo assolutamente inedito di chitarra classica e tromba, con note e commenti introduttivi di Littizzetto, Gambarotta, Culicchia. Da menzionare inoltre l'ideazione del quartetto Passage con Maurizio Giammarco, Dean Johnson e Ron Vincent (già ritmica di Gerry Mulligan) con cui ha inciso due CD e si è esibito in Festival Internazionali e in cinque tournée; nel 1991 l'invito a rappresentare, con composizioni proprie, il jazz italiano al Grenoble Jazz Festival, e nel 1995 la sua presenza come chitarrista nell'Orchestra Nazionale dei Musicisti Jazz Italiani.

Nel 2004 la Regione Piemonte e il Premio Grinzane Cavour per la prima volta contribuiscono alla realizzazione di un lavoro ad indirizzo jazzistico "Musica del Piemonte tra passato e presente": un progetto discografico di Tessarollo in collaborazione con Fulvio Chiara, primo e unico lavoro discografico realizzato con chitarra classica e tromba. Il disco contiene rielaborazioni originali di materiale compositivo mutuato dalla storia della canzone piemontese ed è impreziosito da un libricino di ben 50 pagine con commenti e note di scrittori Piemontesi quali Luciana Littizzetto, Bruno Gambarotta, Giuseppe Culicchia, Gipo Farassino. Copiosa è la sua attività di compositore: circa 120 brani tutelati dalla S.I.A.E. di cui circa 60 editi e pubblicati su CD. Molti dei suoi dischi, incisi in gran parte come leader, sono distribuiti in Europa, in U.S.A. e in Giappone. Nel 2005 la casa editrice musicale Carish pubblica alcune composizioni di Tessarollo nel libro "Italian Jazz Real Book", raccolta di brani dei compositori di jazz più significativi in Italia. Le sue numerose esperienze formative, sia culturali (studi musicali in India, in Turchia, incontri con grandi maestri del jazz come Jim Hall, John Scofield, Dave Holland; Diploma di Musica Jazz al conservatorio di Alessandria, studi di musica classica con M.Dell'Ara e A.Gilardino, Diploma di Chitarra Classica), sia professionali (chitarrista della RAI-TV nei primi anni ottanta, trasmissioni televisive su reti nazionali, collaborazioni con Augusto Martelli, concerti con Gloria Gaynor...) lo hanno reso un musicista completo e di consolidata esperienza. La sua personalità artistica è poliedrica ed eclettica, ricca di più scelte espressive che si riflettono in special modo nelle proprie composizioni e nell'utilizzo di sonorità diverse sia totalmente acustiche sia coadiuvate da processori elettronici. Intensa è anche l'attività didattica: dal 1998 lavora per la scuola di musica jazz Berklee School di Boston ai seminari estivi di Umbria Jazz. Nel 1991 è invitato al Festival di Grenoble per uno stage sul jazz italiano con il prorprio Trio per il Centro Culturale Italiano e nel 1992 per uno stage sull'improvvisazione in quartetto con M. Giammarco, D.Johnson e R.Vincent al CDPM di Bergamo. Nel '94 e nel '95 è Docente dei corsi di Musica d'Assieme e di Chitarra jazz ai seminari estivi di SpazioMusica Stages Internazionali,con i pianisti Mal Waldrom ('94) e Barry Harrys ('95) Riccardo Zegna, Danila Satragno, G. Prina Tiene conferenze al Lingotto di Torino sui temi "La chitarra nel Jazz" (nel '96) "L'improvvisazione nel jazz attraverso lo standard" (nel '97), e concerti-seminari sul tema "Capire e apprezzare il Jazz". Numerose le collaborazioni didattiche con i musicisti jazz quali Philip Catherine, Bireli Lagrene, Brad Buethe, Jim Kelly. Nel 2002 è Docente di Chitarra e Musica d'insieme ai seminari di perfezionamento jazz di Deux Alpes (Francia) con G. Gazzani. Dal 2003 Docente dei corsi estivi di Jazz e di Musica d'Insieme al Castello di Cortanze (AT). E' stato anche 12 anni - dall'87 al '99 - docente dei corsi collettivi di Teoria Jazz e di Chitarra Jazz presso l'Associazione culturale Centro Jazz Torino. Fulvio Chiara nasce artisticamente come trombettista autodidatta di jazz, si dedica all'arrangiamento e alla composizione, con quest'ultima partecipa ad alcuni festival della canzone d'autore, riscutendo pareri positivi dalla critica.

MARTEDI’ 6 - SETTIMO VITTONE
Salone Comunale Piantagrant - ore 21.30 (a cura di Music Studio)
Just Alpin
Norbert Dalsass, bass - Roman Hinteregger, drums - Marco Gotti saxes, clarinet - Renzo Vigagni, synth - Titta Nesti, vocal art

Tre ambiti culturali alpini (Sudtirolo, Norditalia, Grigione - Svizzera) hanno piantato un seme musicale e personale, facendo nascere un bel fiore variopinto. transalpin accoglia la sfida dell'avventura. Non c'è linguaggio comune, la musica stessas diventa fonte di espressione e di communicazione. Il paesaggio alpino ha formato le persone, che a loro volta danno forma al tipo di musica. Un ricordo quasi poplare, con strutture inusuali e sonorità moderne proviene dalla parte svizzera, narrativo su base di immagini l'apporto del Norditalia, nonchè l'approccio interattivo e vivace il contributo di Bressanone (Sudtirolo). L'arricchimento di questo giardino musicale in aggiunta agli strumenti più usuali, quali il basso, la batteria e percussioni, sassofono e clarinetto, con sintetizzatore, vocal artist e djembè africano dimostrano la vivacità dell'idea di transalpin. Il nuovo disco dal titolo walkin'on fire esce in ottobre 2006. L'outfits del gruppo si trasforma. Per la nuova fase di creatività artistica il nome del gruppo sarà Just Alpin, nome che sintetizza un modo di convivenza culturale, partendo dalle radici, ma contenendo tutto il mondo.

MERCOLEDI’ 7 – BOLLENGO
Salone Pluriuso – via Biella - ore 21.30 (a cura di Music Studio)
Kind of Blue in “The music of Miles Davis”
Claudio Angeleri, pianoforte - Emilio Soana, tromba - Gabriele Comeglio, sax alto - Giulio Viselli,sax tenore - Marco Esposito, basso - Stefano Bertoli, batteria
Kind of blue rappresenta un disco fondamentale nella storia della musica del 900 per la concomitanza di molteplici aspetti: l’incontro di un gruppo di musicisti di livello assoluto guidati da un genio del jazz come Miles Davis, la sperimentazione di un metodo di composizione istantanea a cui Davis si stava dedicando con grandi risultati creativi da qualche anno (Ascenseur pour l’échafaud), l’introduzione di procedure improvvisative modali con l’apporto teorico di Bill Evans, l’alchimia generata dall’interplay dei musicisti sulla base delle suggestioni create da composizioni straordinarie.Tutto ciò è stato ben analizzato e storicizzato da un libro “cult” del jazz scritto dal giornalista americano Ashley Cahn con l’aggiunta della trascrizione integrale degli arrangiamenti e delle improvvisazioni di quel disco memorabile.Proprio dall’incontro con Ashley Cahn, con il supporto del giornalista Claudio Sessa all’interno del festival Voceversa tenutosi a settembre 2005 al Teatro Litta di Milano è nata l’idea di riproporre quella musica con finalità prevalentemente didattiche proprio per entrare in profondità nella musica di Kind of Blue. Per realizzare tale progetto sono stati convocati alcuni noti musicisti italiani come Emilio Soana (tromba), Gabriele Comeglio (sax alto), Giulio Visibelli (sax tenore), Claudio Angeleri (pianoforte), Marco Esposito (contrabbasso), Stefano Bertoli (batteria). Naturalmente l’intento non era di “rifare” Kind of Blue rileggendo le trascrizioni del disco, quanto di provare a rivivere quella musica attraverso la metodologia di composizione istantanea adottata da Davis partendo dagli stimoli offerti dagli arrangiamenti e da alcuni assoli ormai classici (Davis in So What, Kelly in Freddie the freeloader ad esempio) per svilupparli con la sensibilità e la creatività odierna dei musicisti coinvolti. Ogni brano inoltre veniva smontato e ricomposto spiegando le caratteristiche musicali ed offrendo al pubblico un ulteriore chiave di lettura dell’opera davisiana.

GIOVEDI’ 8 – PAVONE
Chiesa Santa Marta - ore 21.30 (a cura di Music Studio)
WATER DREAMS “Presentazione cd su progetto per danza-chitarra-percussioni e immagini” Cristina Ruberto, danza - Massimo Barbiero, marimba, vibrafono e percussioni - Maurizio Brunod, chitarra classica e acustica
Luca d’Agostino e Roberto Ciffarelli : fotografia e proiezioni

“La direzione del progetto cerca un equilibrio tra il lirismo della melodia, sia essa frutto di un movimento oppure di una serie di suoni e ritmi…o della somma e iterazione tra le tre componenti. Dove è l’acqua nel suo essere innaferabile come la vita a porsi come punto d’ispirazione sia alla scrittura che all’improvvisazione. Una ricerca sulle contaminazioni fra musica colta-contemporanea, il jazz d’ispirazione europea e l’improvvisazione totale. Si tratta di una ricerca che si snoda sia sul piano tecnico che in quello concettuale, dando origine ad esecuzioni che riflettono l’espressività del momento concertistico. Come aprire le pagine d’un diario interiore e regalare agli ascoltatori una parte di sé: i ricordi, le emozioni, i riflessi della lacerante contemporaneità, le consolazioni intime. Lo strumento, in una metamorfosi dell’immaginazione, riesce a riassumere la completezza di un trio e il fascino di un orchestra, ad innalzare un canto lirico e ad aprire le porte di un laboratorio armonico”

VENERDI’ 9 – IVREA
Aperitivi Ore 19.00/20.30 (a cura di Music Studio)
Bar di Re Arduino Ivrea (piazza Gioberti)
Quartet Jazz

Teatro Giacosa ore 21 - p.za del Teatro 1 tel. 0125/402.67

NICK THE NIGHTFLY & THE MONTECARLO NIGHTS ORCHESTRA

La Montecarlo Nights Orchestra nasce da un’idea di Nick the Nightfly e dalla sua passione per le ‘swinging big bands’. Con la direzione di Gabriele Comeglio e col patrocinio di Radio Montecarlo, si propone subito come organico eclettico, capace di suonare diversi stili, dal big band jazz al soul jazz al pop più raffinato. Tra gli autori che l’orchestra ha inserito nel proprio repertorio ci sono Frank Sinatra, Burt Bacharach, George Benson, Van Morrison, Duke Ellington, Cole Porter oltre a numerosi e diversi altri ‘classici’ del jazz. Tutti gli appassionati di buona musica conoscono Nick The Nightfly come DJ radiofonico, anche se pochi sanno che egli è anche un grande interprete. Da anni, infatti, Nick canta in diverse formazione musicali e anche in radio ha spesso ‘duettato’ in diretta con alcuni suoi ospiti, come Pat Metheny, Gil Goldstien, John Pizzarelli, Sergio Cammariere. La Montecarlo Nights Orchestra è formata dai più importanti ‘session men’ e solisti jazz dell’area milanese, tutti con lunghe esperienze in big band. Tra i componenti vanno segnalati Gabriele Comeglio (che ha diretto l’orchestra dal 1996 al 1999, oltre ad aver collaborato con Mina e Franco Battiato), Mauro Parodi (trombone, anche per Mina e Renato Zero), il batterista Stefano Bagnoli e il bassista Marco Ricci (tra i team ritmici più richiesti in Italia), il pianista Claudio Angeleri, il chitarrista Sandro Gibellini.

Teatro Giacosa ore 22,30
SPRING JAZZ TRIO
ELIOT ZIGMUND, batteria - PAOLO BIRRO, piano - LORENZO CONTE, contrabbasso Eliot Zigmund è un musicista che vanta una carriera artistica straordinaria. E’ stato dal 1975 al 1979 il batterista del leggendario Bill Evans e, per cinque anni, ha costituito il trio del fenomeno francese Michel Petrucciani, con Palle Daniellson al basso. Ha collaborato ed inciso con alcuni tra i più grandi nomi del jazz moderno (Jim Hall, John Abercrombie, Steve Swallow, Don Friedman, Stan Getz, Lee Konitz, Red Mitchell, Eddie Gomez, Pat Metheny, Benny Golson, Enrico Pieranunzi) e tanti altri. Oltre alla sua carriera musicale come performer egli si è dedicato all’educazione jazzistica in qualità di insegnante indipendente. Suoi recenti lavori sono la collaborazione con la Cologne Radio Big Band per la realizzazione del progetto “Bill Evans Genius” e le esecuzioni delle musiche di Kurt Weill con il sassofonista Piero Odorici ed Eddie Henderson. Paolo Birro, vicentino, diplomato nel 1987 presso il Conservatorio di Vicenza sotto la guida del maestro Carlo Mazzoli, con il massimo dei voti, la lode e la menzione d’onore. Nello stesso anno si dedica esclusivamente al jazz iniziando una intensa attività concertistica con alcuni tra i più grandi musicisti italiani e stranieri: Lee Konitz, Scott Hamilton, Steve Grossman, Art Farmer, Johnny Griffin, Ray Mantilla, Gianni Basso, Enrico Rava, Claudio Fasoli e tanti altri. Lorenzo Conte, veneziano d’origine, si forma musicalmente presso il Conservatorio Benedetto Marcello, di Venezia, frequentando successivamente i seminari di Bruno Tommaso. Contrabbassista di grande talento e musicalità ha fatto parte di numerosi gruppi suonando con Mauro Negri, David Boato, Robert Bonisolo, Carlo Atti, Ruud Brink, Tom Kirkpatrick. Svolge attualmente anche attività didattica a Verona, dove risiede.

Ore 23.30 /24.30
Bar di Re Arduino Ivrea (piazza Gioberti)
Quartet Jazz

SABATO 10 - IVREA
Sinagoga via Quattro Martiri 20 – ore 17,30 (a cura di Music Studio)
Duo Denethor
Massimo Marino, fisarmonica - Loris Deval, chitarra
“Sospeso fra la malinconica fragilità della coppia d'artisti, con la propria esperienza ed il proprio bagaglio di ricordi e memorie, e la passionale veracità dei due strumenti, usualmente impiegati in ambito festaiol-popolare, ma qui riscattati – specie la fisarmonica – in una dimensione più intima e toccante”

Aperitivi ore 19.00/20.30 (a cura di Music Studio)
Bar di Re Arduino Ivrea (piazza Gioberti)
Elisabetta Prodon Trio Bossanova
Elisabetta Prodon, voce - Flavio Brio, chitarra - Valerio Signetto, sax soprano

Teatro Giacosa ore 21 - p.za del Teatro 1 tel. 0125/402.67

RICORDANDO ALBERTO (in memoria di Alberto Alberti)
Piero Odorici, sax – Marco Tamburini, tromba – Roberto Rossi, trombone – Nico Menci, piano – Paolo Bendettini, contrabbasso – Owen Hart jr., batteria

ALBERTO ALBERTI ha contribuito alla diffusione del jazz in Italia, fin dagli anni ’50, diventando il punto di riferimento per molti grandi artisti jazz americani come, tra gli altri, Miles Davis, Dexter Gordon (di cui è stato manager per l’Europa), Sarah Vaughan, Ella Ftzgerald, Chet Baker, Dizzy Gillespie, Cedar Walton. E’ stato sicuramente una delle presenze più significative per la musica jazz in Italia che ha saputo promuovere e diffondere in tutto il paese ideando manifestazioni un po’ ovunque. A lui si deve la creazione del Festival Jazz di Bologna nel 1958 e, nel 1973, fu uno dei fonditori di Umbria Jazz. Stava preparando il Bologna Jazz Festival che si è tenuto a novembre e che è stato a lui dedicato.

Nato il 28/07/62 a Riola, (Bo), Piero Odorici, inizia lo studio del sassofono all'età di dieci anni e in breve la professione. Fa le prime esperienze nel campo della musica jazz alla scuola del Maestro Giorgio Baiocco. In seguito partecipa ai seminari di: Enrico Rava,Franco D'Andrea, Sal Nistico, Steve Grossman, Mal Waldron,Barry Harris. Ha tenuto concerti in gruppi stabili e come sideman con: Ray Mantilla, Ben Riley,George Cables, Jimmy Cobb,Cedar Walton, Billy Higgins, Sal Nistico, Steve Grossman, Slide Hampton, Eddy Henderson, Red Rodney, Lee Konitz, Joe Lovano, Steve Lacy, Enrico Pieranunzi, Roberto Gatto, Massimo Urbani, Salvatore Bonafede, Dado Moroni, Luigi Bonafede, e molti altri. Ha partecipato a varie trasmissioni televisive e radiofoniche. Ha tenuto tournee in Finlandia, Francia, Canada, Svizzera, Germania.

Marco Tamburini, trombettista, compositore e arrangiatore, vanta illustri collaborazioni (Slide Hampton, Eddie Henderson, Steve Grossman, Christian Escoudè) come il suo compagno d'avventure musicali Marcello Tonolo, pianista compositore e arrangiatore (Massimo Urbani, Giovanni Tommaso, Enrico Rava, Chet Baker, Lee Konitz, Steve Grossman, Eliot Zigmund.) Tamburini e Tonolo, che hanno condiviso numerose esperienze musicali come la big band Keptorchestra, la Gap Band, Massive Groove, ripropongono questo quartetto, dopo il successo dello scorso tour, forti degli illustri partners americani: Cameron Brown, sicuramente uno dei bassisti compositori e arrangiatori più apprezzati e importanti del panorama jazzistico (Archie Shepp, Art Blakey's Jazz Messengers, Don Cherry,George Russel, Lee Konitz,Joe Lovano) e Billy Hart, batterista dai mille colori, creativo, versatile e con grande personalità (Jimmy Smith ,Herbie Hancock, McCoy Tyner, Stan Getz, Miles Davis).

Teatro Giacosa ore 22,30
"FIVE FOR JAZZ"
Flavio Boltro, tromba - Pietro Tonolo, sax tenore e soprano - Luigi Bonafede, piano - Marco Micheli, contrabbasso - Francesco Sotgiu, batteria
Originariamente composto da Bonafede (ideatore, compositore, coordinatore del gruppo) e dai ben noti Massimo Urbani, Pietro Tonolo, Paolo Pellegatti e Piero Leveratto, il gruppo negli anni '80 aveva partecipato a numerosi ed importanti Jazz Festivals come Umbria Jazz, La Grande Parade du Jazz a Nizza, Torino, Pesaro, La Spezia, Ferrara, Roma, Sanremo nell''84 (concerto che la RAI registrò dal vivo e che permise di stampare "Live in Sanremo", uno tra i CD più belli del panorama jazzistico. Negli anni '90, per ricordare la prematura scomparsa di Massimo Urbani, Luigi Bonafede ha voluto formare un secondo "Five for Jazz", riunendo intorno a sé degli altrettanto noti musicisti jazz (Flavio Boltro, Emanuele Cisi, Rosario Bonaccorso e Francesco Sotgiu), registrando per la Soulnote un CD intitolato "Soulscape". Il nuovo "Five for Jazz" ha in comune con il primo Tonolo e Bonafede, con il secondo Boltro e Sotgiu. Tutti i componenti del gruppo hanno tanti anni di concerti, registrazioni e collaborazioni alle spalle e, pur avendo caratteristiche e personalità molto differenti, riescono, grazie alle composizioni originali, al profondo amore e rispetto per la musica ed all'antica amicizia e stima reciproca, ad ottenere una compatezza unica ed a creare con il pubblico un contatto profondo e sincero. E' nel DNA del gruppo l'energia, il "tiro", lo swing, la tensione emotiva: insomma, ci sono tutti gli ingredienti del grande Jazz d'oltre oceano insieme al senso melodico/compositivo di Casa Nostra.
Flavio Boltro nasce a Torino il 5 maggio 1961. Il padre è musicista, trombettista e grande appassionato di jazz, mentre la madre è un'insegnante elementare. « Mi sono ritrovato immerso nel jazz fin da piccolo, da quando avevo tre anni. Mio padre mi prendeva sulle ginocchia prima di andare a letto e mi faceva ascoltare Amstrong e tutti i dischi di quegli anni ». Quando Flavio ha 5 anni, la sua famiglia si trasferisce a Pianezza, a 25 km da Torino, dove il musicista trascorrerà l'infanzia e l'adolescenza. «A nove anni e mezzo, ho detto a mio padre che volevo imparare a suonare la tromba». I genitori di Flavio sono convinti che il ragazzo voglia fare musica così come altri vogliono giocare a calcio o iscriversi a un corso di ceramica. E invece resteranno meravigliati di fronte alla serietà dimostrata nell'affrontare questo strumento, con il quale si esercita tutti i giorni. A 13 anni, si iscrive al Conservatorio, dove si reca un giorno alla settimana per prendere lezioni da Carlo Arfinengo (1a tromba dell’Orchestra Sinfonica di Torino). Un anno dopo, il padre chiederà all'insegnante di seguire il figlio privatamente per prepararlo all'esame di ammissione al Conservatorio, che frequenterà per sette anni.

Una volta diplomato, la sua vita sarà segnata da due momenti determinanti, che coincidono con l'incontro di due formazioni che saranno per lui l'occasione di farsi conoscere e apprezzare. La prima è LINGOMANIA, guidata da Maurizio Giammarco. Il musicista possiede già un quartetto, ma aspira a trasformarlo in un quintetto. Una sera, al Capolinea, il celebre club milanese, Giammarco vede Flavio esibirsi con il trio del pianista Mario Rusca e lo chiama la settimana seguente per fissare un incontro. Nasce così il famoso quintetto, formato da Roberto Gatto alla batteria, Furio Di Castri al contrabbasso, Giammarco al sax, Umberto Fiorentino alla chitarra e Flavio alla tromba. Questo gruppo acustico dalla matrice e dalle sonorità elettriche rappresenta una novità per quegli anni e riscuote grande successo in Italia, aggiudicandosi, per due volte consecutive, il premio per il Miglior Disco e il titolo di Miglior Gruppo dell'Anno. Quando intraprende questa avventura, che si protrarrà per un biennio, Flavio ha 25 anni. Parallelamente, incomincia a ricevere diverse richieste di collaborazione, in particolare da Steve Grossman, con il quale si esibisce regolarmente. « All'epoca in Italia c'erano 2000 club; io ci suonavo spesso con Steve ma mi esibivo anche ai festival internazionali in quintetto con Cedar Walton, Billy Higgins e David Williams alla sezione ritmica. E, poco prima che si concludesse l'esperienza con i Lingomania, con Clifford Jordan e Jimmy Cobb. Ho tenuto anche due concerti con Freddie Hubbard a Umbria Jazz oltre a quelli di Torino e di Milano. »
La seconda formazione decisiva è il trio costituito insieme a Manu Roche alla batteria e a Furio Di Castri al contrabbasso. « Questo gruppo ha funzionato a meraviglia! All'epoca non esisteva un trio di tromba/contrabbasso/batteria; c'era solo il quartetto di Ornette; ma nessun trio. Mi è venuta questa idea e ne ho parlato con Furio. Al suo terzo anno di vita, il gruppo è diventato un quartetto con l'arrivo di Joe Lovano. Abbiamo fatto una tournée di 12 date in Italia e abbiamo inciso delle composizioni mie, di Furio e di Lovano, ma il disco non è mai uscito! »
Ed eccoci arrivati ai primi anni novanta. E' estate, tempo di vacanze! Flavio parte in moto per la Corsica, con tenda e sacco a pelo… Qui ha l'occasione di assistere da spettatore al Festival di Calvi, dove, l'anno seguente, tornerà invece in veste di concertista per esibirsi in quartetto accanto ad Antonio Farao, Manu Roche e Paolo Dallaporta su richiesta di Lionel Benhamou. Durante le memorabili jam session di quelle serate, Flavio ha l'opportunità di fare importanti incontri che segnano l'inizio della sua avventura francese. Nel 1994, Laurent Cugny, che ha appena preso le redini dell’ONJ, è alla ricerca di un trombettista e di un sassofonista: la sua scelta ricade proprio su Flavio Boltro e sul suo compagno di gioventù Stefano Di Battista. E un anno prima della conclusione della sua esperienza con l’ONJ, Flavio entrerà a fare parte del sestetto di Michel Petrucciani.
Da tempo Flavio Boltro, Stefano Di Battista ed Eric Legnini, amici di lunga data, cercano due musicisti per costituire un quintetto. Il loro progetto si concretizzerà nel 1997 con l'arrivo di Benjamin Henocq alla batteria e di Rosario Bonaccorso al basso. Il nuovo gruppo, lo Stefano Di Battista/Flavio Boltro Quintet, riscuoterà grande successo fin dal 1998. Ma questa è già storia recente, che tutti conosciamo! Oggi il quintetto esiste ancora, nonostante Stefano e Flavio abbiano imboccato anche altre strade. Continuano infatti a tenere concerti in double bill (doppio spettacolo) con un repertorio adatto a ogni circostanza. « A 17 anni ho capito di saper suonare la tromba e speravo che potesse darmi da vivere. Quando nella vita si è circondati da persone generose, è sicuramente un aiuto per la musica. »

Dopo Festival Ore 23.30 /24.30 (a cura di Music Studio)
Bar di Re Arduino Ivrea (piazza Gioberti)
Elisabetta Prodon Trio Bossanova

Domenica 11 marzo - Vidracco –
Damanhurcrea via Bandissero 21 – ore 21.30 (a cura di Music Studio)
OMAGGIO A BILLIE HOLIDAY
con Laura Conti (voce) e Gianni Cazzola Quartet
Gianni Cazzola, batteria - Aldo Mella, contrabbasso - Claudio Chiara, sax contralto - Riccardo Ruggirei, pianoforte

La vita e la musica di Billie Holiday rivivono attraverso l'interpretazione della cantante-attrice Laura Conti, che accompagnata da un quartetto jazz d'eccezione diretto dal batterista Gianni Cazzola, ne ripropone i temi più significativi, dallo swing disincantato al blues più struggente.

Gianni Cazzola è considerato, da oltre 50 anni, uno dei piu dotati batteristi italiani. Ha fatto il suo debutto nel 1957 con il gruppo di Franco Cerri, nel 1958 entra a far parte del famoso gruppo Basso-Valdambrini, e in seguito, come free-lance accompagna grandi musicisti come Chet Baker, Lars Gullin, Dexter Gordon, Mal Waldrom, Johnny Griffin, Charlie Mariano, Al Farmer, Don Byas, Joe Venuti, Pepper Adams, Red Rodney, Ira SuHivan, Kay Winding, Jimmy Owens, Lee Konitz, Gerry Mulligan, Bob Berg, Curtis Fuller, Joe Farrel, Tommy Flanagan, Jimmy Woode, Phil Woods, Ray Brown e Clark Terry. Nel 1977 entra a far parte del gruppo di Giorgio Gaslini, poi collabora con Guido Manusardi e Gianluigi Trovesi, Nel 1981 inizia la sua collaborazione con il gruppo di Franco D’Andrea. Ha insegnato nei corsi di jazz al Conservatorio di Milano e ha fatto parte della “Orchestra delle Radio Europee". Ha partecipato a moltissimi Festival e Concerti, suonando fra l’altro in Cecoslovacchia, USA (New York, San Francisco), Germania, India, Polonia, Francia, Svizzera, Canada, Austria, Jugoslavia, Africa... E' stato ospite del Festival di Nizu con l"Italian All Stars" e ha partecipato ad una tournee in Camerun nel 1987 con il quartetto di Franco D’Andrea. Alcuni tra i dischi piu significativi da lui incisi sono "Abstraction" (G. Cazzola Trio), "Basse-Valdambrini Quintet", "Live at the Public teatre - New York" con il quintetto Giorgio Gaslini, "Lars Gullin", "Buddy Collette", "Quartet Live" di Franco D’Andrea, "Ornitology" con Phil Woods e il Franco D’Andrea Trio.

Aperitivi & dopo festival
Bar di Re Arduino Enoteca Vino & Dintorni Ivrea
Mostre e presentazioni libri
Luca d'Agostino - Roberto Ciffarelli - Luca Buti -Maurizio Givovijch

Inoltre

Mostre Fotografiche – Spettacoli di Danza – Presentazioni Libri – Workshop fotografici

Luca d'Agostino

Quaderni d’archivio 02 Discoteca Regionale FVG (Osoppo, 2006)

Di origini milanesi, ma da sempre residente in Friuli, Luca D’Agostino ha iniziato a fotografare da giovanissimo, e non ha più smesso. I risultati oggi si vedono, perché Luca (che comunque giovane lo è ancora) è uno dei più apprezzati e accreditati fotografi del jazz in Italia, e i suoi lavori non compaiono solo sulle più importanti riviste italiane e straniere, ma anche sulle copertine delle maggiori label europee, a cominciare da quella forse più prestigiosa (e da sempre caratterizzata dalla sofisticata selezione delle immagini) - la ECM di Manfred Eicher. Era perciò nell’aria che Luca D’Agostino presentasse in un libro una selezione dei suoi scatti e - visto il suo forte, personale legame con la terra in cui vive, nella quale è vivissimo il fermento del jazz - non era inatteso che questa includesse un gran numero di immagini della vita musicale locale. Così come è infatti accaduto. Il legame con i luoghi friulani compare in tutta evidenza fin dal titolo del volume: Tirait! è infatti parola del dialetto friulano, che significa “tirate”, e sta scritta sulla porta della Discoteca Regionale del Friuli Venezia-Giulia, splendida realtà che si è proposta di conservare tutto il materiale reperibile sulle attività musicali della regione, la stessa che ha commissionato a D’Agostino il lavoro., è che «per incontrare la musica creativa bisogna compiere un atto di volontà». “Tirait”, dunque, anche per entrare nel libro fotografico di D’Agostino. Fotografa dal 1984, seguendo particolarmente il jazz per vari festival ed etichette discografiche... Sono nato nel 1968, e ho fatto della fotografia una professione già dal 1984; giornalista pubblicista dal 1989, ho collaborato con numerose agenzie fotogiornalistiche nazionali ed internazionali, appassionandomi ben presto agli spettacoli (sono corrispondente della stessa pagina del quotidiano Messaggero Veneto, per il quale segue il jazz regionale e nazionale). Membro effettivo riconosciuto Tau Visual – Associazione Fotografi Professionisti di Milano, socio Nps (Nikon ProfessionalService), sono socio fondatore di Phocus Agency – Fotografi di cultura e spettacolo

Roberto Ciffarelli
EMOZIONI SCRITTI IMMAGINI DEL JAZZ ITALIANO
ROBERTO CIFARELLI
180 PAGINE FORMATO 25X25 cm COPERTINA RIGIDA
254 FOTOGRAFIE IN BIANCONERO
83 MANOSCRITTI AUTOGRAFATI DAI MUSICISTI
"Questo libro è un atto d’amore verso il jazz e i suoi artefici, una testimonianza della passione che anima Roberto Cifarelli, da anni una presenza costante nei club, nelle sale da concerto, nei festival e in ogni altro luogo dove si possa ascoltare questa musica.”“In fondo, le fotografie e la loro impaginazione compongono un vero e proprio album di famiglia, dove gli amici e i parenti vicini e lontani sono i musicisti, che suggellano la loro presenza fotografica con un pensiero, un racconto, un commento, una testimonianza.”“In questo atteggiamento emerge anche il carattere di questo lavoro e la personalità di chi lo ha realizzato, che è quella di un uomo capace di vivere la sua passione da vero cittadino del mondo musicale e non da ascoltatore occasionale e snobistico, e per questo rappresenta la parte migliore del pubblico.”
Luca Buti
Nato a Montevarchi (AR) nel 1971, vicino dove ancora adesso vive.
Inizia un approccio professionale con la fotografia nel 2000, da quando si occupa di musica jazz come giornalista. Anche se la fotografia di eventi musicali rimane la sua attività principale, molti suoi lavori abbracciano una gran varietà di soggetti: fotografia astratta, urbana, di persone ecc.
Avendo sviluppato la sua tecnica prevalentemente in maniera autodidatta, Luca appartiene alla generazione di fotografi nati in camera oscura, ma attenti a tutte quelle chesono le potenzialità del digitale. Le sue parole al riguardo: “È come se i pittori usassero un pennello tecnologicamente più evoluto... Il digitale è solo uno strumento...”. I lavori di Luca sono principalmente basati su sistemi 35mm, a proposito dei quali, oltre alle tecniche tradizionali affianca tecniche alternative quali fotografia IR/UV, cross processing e manipolazioni digitali.La sua visione principale è quella di “fotografia come pura arte”, un’arte che comincia un centimetro dopo la realtà e che finisce un centimetro prima della pittura: “Le fotografie devono essere diverse dalla realtà il più possibile. Questo significa creare piuttosto che scattare. Una sfida dove la mente del fotografo gioca il ruolo più importante”. Ciò che caratterizza la fotografia di Luca è il suo continuo movimento dal formalismo dei suoi lavori in bianco e nero come la serie “Jazzin’”, all’apertura verso temi più liberi e visionari come le sue serie dedicate ai “Racconti del Mistero dell’Incubo e del Terrore” di Edgar Allan Poe o all’action painting di Jackson Pollock. Se c’è una costante nelle foto di Luca è la sua forte volontà di guardare dentro al soggetto (come se usasse una macchina con raggi-x...).

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