Ritorno al futuro: ecco il nuovo album dei Righeira

Ritorno al futuro: ecco il nuovo album dei Righeira
C'erano una volta gli anni '80. E ci sono ancora, visto l'ondata di revival che ha riportato sull'onda personaggi, musiche e mode del decennio. I Righeira sono uno dei simboli di quel periodo: con una manciata di singoli hanno fatto la storia del pop italiano, dominando le classifiche nazionali del 1983 (l'anno della celeberrima “Vamos a la playa”) fino a fine decennio.
Nel 1992 Stefano Rota e Stefano Righi, alias rispettivamente Michael e Johnson Righeira, sciolgono il loro duo, per ritornare solo dopo 9 anni dopo. Oggi, venerdì 9 gennaio, esce il loro primo vero album in 15 anni, “Mondovisione”.
Eppure nei vari revival loro si sono visti e sentiti poco. “Ne abbiamo fatto parte solo sottotraccia”, dice Johnson, “facendo serate qua e là. Quando ci siamo ritrovati e abbiamo deciso di riniziare nel 2000, l'abbiamo fatto partendo da 'Vamos a la playa', ma questo è un disco totalmente nuovo”. “2001 Vamos a la playa” era infatti un album di riletture in vari stili del loro brano più famoso, mentre “Mondovisione” è un disco di inediti, 13 canzone nuove più una cover di “Girl U want” dello storico gruppo electro-rock americano dei Devo.
Il ritorno dei Righeira, però, non è passato attraverso i reality show, come è successo ad alcuni colleghi del periodo. “Non ce l'hanno mai chiesto”, dice Michael. “Qualche abboccamento, qualche tempo fa, ma nulla di concreto. Forse ce l'avessero chiesto qualche anno fa, quando portavamo in giro 'Vamos a la playa', ci avremmo fatto un pensierino... Ma oggi no: torniamo con un disco vero, mica con musica fatta da altri mentre tu sei in TV. La verità è che negli anni '80 c'era più spazio per la musica in tv, oggi c'è molta più tv ma poca musica....”. “E la profezia di Andy Warhol”, aggiunge Johnson “è diventata un incubo: diceva che saremmo stati tutti famosi per 15 minuti, mentre oggi quelli che vanno in TV ci rimangono per mesi e vogliono rimanerci per sempre”.
“Mondovisione” è un disco “retrofuturista”, con canzone che ammiccano al pop elettronico “vintage”, con molti strumenti analogici – con un gusto retrò, insomma – ma con riferimenti e attenzioni al mondo odierno e al futuro. “L'abbiamo registrato in casa, perchè oggi la tecnologia permette questo ed altro, andando in studio solo per quello che in casa non si può fare”, dice Johnson. “Oggi diamo la tecnologia per scontata, ma mi ricordo negli anni '70 quando eccezionalmente la televisione dava i film alla mattina, era un evento”.
L'ossessione odierna per il tubo catodico è uno dei fili conduttori del disco: torna in diverse canzoni, dall'iniziale “Accendi la televisione”, passando per “Il destino di una nazione” (“si decide alla televisione/dipende tutto dalle riprese/il futuro di un paese”) alla title-track, una ballata quasi acustica. “Anche se questa canzone è stata l'ultima che abbiamo scritto”, spiega Michael. L'altra ossessione è il cosmopolitismo: le canzoni citano la vecchia Germania orientale (la DDR, pseudonimo usato in passato dai due, e rispolverato per “Die wende”), i riferimenti alla nuova potenza mondiale di “China disco”, oltre allo spagnolo che fece la fortuna di “Vamos a la playa”, e che qua ritorna in “La musica electronica” e in “La mujeres che tu quieres”, rielaborazione di “Girl U want”, brano storico dei Devo. “Sono uno dei nostri riferimenti”, dice Michael. “Uno dei famigerati dischi da isola deserta insieme ai Kraftwerk e magari a 'Don Giovanni' di Battisti. Nessuno come loro ha saputo fondere il rock e l'elettronica”. Già, l'elettronica: cosa ne pensano i Righeira del proliferare di suoni sintetici di oggi? “L'ultima vera innovazione è stata quella dell'house, che ha umanizzato l'elettronica”, dice Johnson. “Per il resto non ci piacciono gli schemi del genere, noi siamo fondamentalmente musicisti pop”. I progetti futuri del gruppo? “Stiamo cercando di mettere in piedi uno spettacolo, che sia più vicino all'idea di una performance che di un concerto tradizionale, sfruttando anche l'immaginario estetico che abbiamo curato per questo disco”, che nel libretto del CD riprende la grafica 8 bit e l'elettronica “umana” del televideo. “Non vogliamo fare il verso ad altri, funzioniamo quando siamo i Righeira e basta”.
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