Jammin' a Venezia: con Iron Maiden, Pearl Jam, Aerosmith e Vasco

Jammin' a Venezia: con Iron Maiden, Pearl Jam, Aerosmith e Vasco
A Venezia (Mestre, per essere più precisi), per un assalto di rock all'arma bianca capeggiato da Iron Maiden, Pearl Jam, Aerosmith, i riformati Smashing Pumpkins (vedi News) e il capopopolo Vasco: come ampiamente anticipato (vedi News), in occasione del suo decennale il Jammin' Festival pensa in grande (quattro giorni di musica, dal 14 al 17 giugno) e si trasferisce in laguna: più precisamente al Parco San Giuliano, enorme polmone verde disteso su 700 ettari di superficie con la città dei dogi sullo sfondo, un gioiello a detta di chi ha avuto modo di vederlo (e pensare che sorge su una vecchia discarica) circondato da acqua su tre lati (suggestivo, ma chissà le zanzare....). Certo una destinazione glamour, molto più di Imola, con quella finestra che dà sul centro storico di una delle città più belle del mondo e la porta aperta alla pacifica invasione dei fan tedeschi, austriaci, sloveni. Ma anche una sfida logistica mica da ridere, considerato il traffico da incubo che blocca tangenziali e vie di accesso anche nei giorni di routine lavorativa. Per questo, anche se siamo soltanto a febbraio, le autorità locali e la Milano Concerti di Roberto De Luca (che ha da poco rinnovato con la multinazionale Live Nation per altri altri tre anni) sembrano già aver già studiato i dettagli nei minimi particolari. Il Jammin' a Venezia è per tutti una grande occasione da non fallire e il sindaco Massimo Cacciari, assalito dai flash dei fotografi, sembra il più convinto di tutti: "Così la faremo finita una volta per tutte con la vecchia immagine di una città che annega, di una città che muore, vecchia decrepita e incapace di attrarre i giovani e nuova imprenditoria. Invece non è così, e anche il luogo che ospiterà il festival lo dimostra: un ponte tra la città lagunare e quella terrestre, tra Venezia e Mestre, e proprio Mestre è il polo di sviluppo e di nuovi investimenti che devono servire alla città per superare definitivamente la sua insularità". Si rievoca, immancabile, la disastrosa esperienza dei Pink Floyd nell' anno horribilis 1989: "Ma questo è l'esatto contrario", replica subito Cacciari. "Lì eravamo di fronte a un evento mal ideato e mal organizzato, in uno spazio cittadino, piazza San Marco, assolutamente inadatto a ospitare un'invasione di quella portata: e andò bene che non ci furono morti e feriti. Stavolta invece ci stiamo preparando per tempo, anche con l'aiuto di prefettura e forze dell'ordine". Si parla più di logistica che di musica ("Ci assicureremo che tutto il traffico venga smaltito entro domenica notte, così da non incidere ulteriormente sul traffico in tangenziale del lunedì mattina", assicura Cacciari), di treni e di parcheggi, di navette e di campeggi. E De Luca spiega che, paradossalmente, sono anche quelli i motivi che lo hanno spinto a cercare una nuova sede per il suo festival. "Ringrazio Imola per la collaborazione che ci ha dato in questi nove anni, ma non è per problemi di agibilità dell'autodromo che ho deciso di cambiare: la vecchia sede era troppo dentro la città, era impossibile avere a disposizione un campeggio (a Mestre invece ci sarà, spazio previsto per 4 mila tende), e soprattutto Imola non era un nodo ferroviario importante, mentre solo da Milano a Mestre ci sono 23 diretti al giorno, e 13 da Roma. E poi sono stato folgorato dalla bellezza del posto, un parco immerso nel verde circondato da laghetti, panchine, camminamenti, acqua su tre lati e l'impagabile scenario della laguna sullo sfondo. E dalla sua grandezza: 1,9 chilometri dall'ingresso alla punta estrema, 900 metri di larghezza nel punto più ampio".
Il cast è ancora in via di allestimento, ma oltre agli headliner (per Pearl Jam, Aerosmith e Smashing Pumpkins si tratta dell'unica data italiana) ci saranno anche Slayer, My Chemical Romance, Killers e Linkin Park (entrambi in esclusiva italiana), Incubus e J-Ax ad aprire per Vasco, in una giornata che dovrebbe essere tutta italiana. "Io lo considero il miglior Jammin' Festival della storia", dice De Luca, "quello col cartellone più compatto e omogeneo. Vasco suonerà anche altrove, è vero, questa è la prima data del suo nuovo tour. E lo ringrazio molto, perché anche per lui Venezia è un'incognita: mi ha dato fiducia come aveva fatto a Imola nel '98. Se suona altrove non è un problema: sempre a Imola raccolse una volta 200 mila spettatori pur avendo in programma diciassette date. Di gente come lui un festival avrebbe sempre bisogno. E a proposito", aggiunge, "questo è molto più festival dei precedenti: ci sono quattro palchi, stavolta, il venerdì e il sabato avremo dj di grido come Claudio Coccoluto e Mauro Picotto, abbiamo potenziato l'offerta del Green Village e la gente potrà venire al parco anche per leggere, passeggiare, rilassarsi, fare sport". Biglietti in vendita da domani, 40 euro per la singola giornata, 140 per l'abbonamento (facoltativo) ai 4 giorni. Sarà l'inizio di una lunga storia d'amore tra il rock e Venezia? De Luca se lo augura: se tutto va bene, il matrimonio proseguirà per otto anni.
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