Comunicato Stampa: A Cagliari la prima edizione di SIGNAL

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A Cagliari, Quartucciu e Monserrato la prima edizione di SIGNAL, festival di musica “avanzata”, sperimentale ed elettronica.
E accanto a concerti e performance una rassegna di videoarte.

* Marc Ribot, Victor Nubla, Paolo Angeli, Elio Martusciello, Okapi: sono alcuni dei protagonisti di SIGNAL (Teatri del suono), il festival di musica “avanzata”, sperimentale ed elettronica, in programma da questo sabato (13 gennaio) al 18 febbraio fra Cagliari, Quartucciu e Monserrato. Lo organizza, sotto la direzione artistica del musicista Alessandro Olla, l’associazione culturale TiConZero, sodalizio cagliaritano attivo da oltre dieci anni nella produzione di performance, sonorizzazioni, incontri di ricerca, laboratori musicali e teatrali.

Musica d’avanguardia, dunque, ma non solo. Perché SIGNAL punta ad esplorare le connessioni e le interazioni fra suoni, arti performative e linguaggi visivi. Accanto a concerti e performance musicali, ecco allora uno spazio dedicato alla videoarte con una rassegna dentro la rassegna che anche nel titolo, SIGNAL/segnali video, sottolinea l’appartenenza a un progetto comune. Curata da Elisa Marras, proporrà lavori di Nico Vascellari, Michael Fliri, Shoggoth, Fluid Video Crew, Nark BKB, Sabrina Mezzaqui, mercoledì, Bulba, Francesco Lauretta, Al:Arm!, Dafne Boggeri, Andrea Dojmi: artisti che operano con il video e la performance, in ambiti ibridi legati all’arte contemporanea, con pratiche spesso sconfinanti nella musica a partire dalle arti visive e viceversa, trovando nell’esperienza sonora un elemento indispensabile per la loro ricerca. Ad ogni concerto del festival è abbinato uno dei video della rassegna, mentre tutti i lavori potranno essere visti insieme in una serata in programma il 19 di questo mese all’Auditorium del Tiscali Campus a Sa Illetta.

Negli intenti degli organizzatori, SIGNAL punta a diventare un appuntamento stabile: quello in programma nelle prossime settimane si presenta infatti come un banco di prova per un festival di arti performative, musicali e visive ancora più ampio e articolato, previsto già per l’autunno. Ma intanto SIGNAL vara la sua prima uscita ufficiale, mettendo in tavola un fitto calendario di eventi che andranno in scena in diversi spazi negli immediati dintorni di Cagliari e nello stesso capoluogo sardo: la Casa Angioni a Quartucciu, un antico edificio nobiliare, e gli stabilimenti industriali dell’Ex Vetreria di Pirri, entrambi ristrutturati e adibiti a luoghi di fruizione culturale; il Museo delle Ferrovie della Sardegna a Monserrato, la chiesa cagliaritana di Santa Chiara, a un passo dalla centralissima Piazza Jenne, oltre al già citato Tiscali Auditorium a Sa Illetta, a due chilometri dal capoluogo. Luoghi diversi, dunque, come a sottolineare il desiderio di SIGNAL di inserirsi nel territorio e di sfruttare le differenti possibilità sceniche e acustiche che ogni spazio può offrire.

Si comincia questo sabato (13 gennaio) nella Casa Angioni, a Quartucciu, con il concerto di uno degli artisti più interessanti della ricerca musicale nata in Sardegna e decollata verso scenari internazionali, Paolo Angeli, con la sua ingegnosa “chitarra sarda preparata”: uno strumento orchestra - ibrido tra chitarra baritono, violoncello e batteria - dotato di martelletti, pedaliere, 7 eliche, 14 pick up. Su di essa, il musicista gallurese di Palau ha modellato uno stile e una tecnica del tutto originali, sospesa tra free jazz, folk noise, pop minimale, sintesi della sua conoscenza della chitarra sarda e di una lunga frequentazione degli ambienti della musica improvvisata e di artisti come Fred Frith, su tutti, ma anche Hamid Drake, Janet Fader e Camel Zekri, Pat Metheny, Jon Rose, Otomo Yoshide e molti altri.

Sette sere dopo - sabato 20 gennaio - al Museo delle Ferrovie della Sardegna a Monserrato, scende in campo MOEX, l’ensemble elettroacustico capeggiato da Alessandro Olla, per una performance di musica e video. Gioca dunque “in casa” il complesso (a geometria variabile) in cui suonano diversi volti noti della sperimentazione musicale (ma anche del jazz) isolana: oltre allo stesso Olla (qui alle prese con laptop e tavola acustica), ne fanno parte Silvia Corda (tastiere e oggetti sonori), Adriano Orrù (contrabbasso), Monica Serra (voce) e Simon Balestrazzi (laptop). Nato tre anni fa intorno a un eterogeneo gruppo di artisti, sotto l’impulso del musicista catalano Victor Nubla, MOEX è un progetto aperto alla contaminazione linguistica e alla multimedialità: vi hanno collaborato infatti musicisti come Tim Hodgkinson, Jean-Marc Montera, Henning Frimann, Yo Casino, Elio Martusciello, ma anche danzatori, videoartisti, scultori. Nella sua apparizione per SIGNAL, l’ensemble MOEX dividerà la scena con SIGNORAFRANCA – ovvero Dubmode (Michele Casanova) e Mantaraffu (Marcello Cualbu) – un duo cagliaritano nato nel 2003 e che conta diversi audio/video liveset e djset, anche con altri musicisti e vj.

Intrigante la performance d’improvvisazione di Elio Martusciello e Økapi (alias Filippo Paolini), in programma il 25 gennaio a Quartucciu (Casa Angioni). Il primo è uno dei nomi di spicco della musica elettroacustica italiana, come attesta il suo ampio curriculum di esperienze (e di riconoscimenti): membro fondatore di progetti come IATO, IXEM, BOWINDO, OSSATURA, SCHISMOPHONIA (con Mike Cooper), TAXONOMY e BINDOU ENSEMBLE, con i suoi “live-electronics” ha collaborato con musicisti del calibro Eugene Chadbourne, Alvin Curran, Michel Doneda, Wolfgang Fuchs, Michel Godard, Fernando Grillo, Jean-Marc Montera, Tony Oxley, Evan Parker, Walter Prati, Giancarlo Schiaffini, Z’ev.

Turntablist e manipolatore di suoni con il nome d’arte Økapi, il romano Filippo Paolini ha fondato una decina d’anni fa il duo METAXU con Martux_M (alias Maurizio Martusciello) e, nel 2000, il trio DOGON (con lo stesso Martux_M e Massimo Zu), e ha collaborato con artisti come Mike Cooper, Eugenio Colombo, Vittorino Curci, Luca Venitucci e Christian Marclay prima di dare alle stampe (l’anno scorso) il suo il primo cd solistico, “Where’s the Beef?”, che ha raccolto un successo di portata internazionale. Per Filippo Paolini-Økapi, altro impegno, in coppia stavolta con la vj spagnola PintayColorea, nel dj set in scaletta la sera dopo, il 26 gennaio, sempre nella Casa Angioni a Quartucciu.

Il mese di febbraio per SIGNAL si apre con Alessandro Carboni e Danilo Casti, ovvero OOFFOURO, progetto di ricerca artistica sulla danza-movimento e sul suono improntato sul “Sistema Trilite”, una metodologia originale che ne connota tutte le produzioni. “AU.BO: Towards Etimo” il titolo del lavoro di scena venerdì 2, all’Ex Vetreria di Pirri, che combina in tempo reale le musiche e gli ambienti sonori di Danilo Casti con la coreografia e i movimenti di Alessandro Carboni.

MODULAR ENSEMBLE è il nuovo progetto capeggiato da Roberto Pellegrini, percussionista sardo apprezzatissimo sia in ambito “colto” (suona con orchestre classiche e formazioni di musica contemporanea), sia sul fronte del jazz e dei suoi immediati dintorni (ha collaborato a lungo con il sassofonista Enzo Favata, e da una dozzina d’anni è membro del trio del chitarrista Massimo Ferra). La sua partecipazione a SIGNAL, il 4 febbraio a Quartucciu (Casa Angioni) si annuncia all’insegna di “Drumming”, la nota composizione di Steve Reich, forse il lavoro più emblematico e compiuto del processo di “phasing” elaborato dal grande musicista americano.

Il 9 febbraio, all’Ex Vetreria di Pirri, arriva AIXÒNOÉSPÀNIC, un trio formato da personaggi chiave della sperimentazione musicale di Barcellona degli ultimi decenni e che propone una musica libera ed energica, con elementi di improvvisazione e composizione. Insieme ad Albert Guitart, un ingegnere del suono e bassista impegnato in una personale ricerca, ne fanno parte due musicisti che hanno legato il proprio nome a un centinaio di dischi e a tanti progetti: Victor Nubla, al clarinetto elettrico, un curriculum denso di esperienze con gruppi come Macromassa, Leonidas, Dedo e European Improvisors Orchestra, e con musicisti come Tim Hodgkinson, Robin Storey, Kasper T. Toeplitz, Francisco López, Markus Breuss, Mark Cunningham, Raoul Björkenheim; e il batterista e percussionista Quicu Samsò, anche lui già nei ranghi di Macromassa e di diverse altre formazioni - Koniec, Moisés Moisés, Obmuz - conta collaborazioni con John Zorn, Agustí Fernández, Hiroshi Kobayashi e Pascal Comelade.

La serata successiva – il 10 febbraio nella Chiesa di Santa Chiara a Cagliari - vede di scena un altro trio, questa volta locale: J e t è e è un nuovo progetto sospeso tra musica e suggestioni cinematografiche, con Daniele Ledda all’elettronica, Marco Meloni al pianoforte e Marcello Mameli alle percussioni. Omaggio sonoro al cineasta Chris Marker, la performance sarà una reinterpretazione musicale delle immagini del suo film “La jetée”, del 1962, considerato uno degli esempi più alti di cinema della modernità.

Chiusura in bellezza, il 18 febbraio, all’insegna della chitarra, proprio come per l’apertura di SIGNAL: al centro dei riflettori dell’Ex Vetreria di Pirri, Marc Ribot, uno dei massimi protagonisti dello strumento a corde degli ultimi due decenni. Chitarrista eclettico, classe 1954, Ribot vanta nel suo curriculum collaborazioni con artisti come Wilson Pickett, Elvis Costello, Marianne Faithful e Tom Waits, ed esperienze con nomi eccellenti della scena downtown newyorkese e del jazz contemporaneo: Lounge Lizards, Arto Lindsay, Don Byron, Anthony Coleman, Evan Lurie, Bill Frisell, Fred Frith e soprattutto John Zorn. Un eclettismo che si riflette nella vasta produzione - solistica o alla testa di gruppi come Rootless Cosmopolitans, Shrek e il recentissimo Ceramic Dog – del chitarrista americano, spaziando dalle riletture di standard classici alla sperimentazione più radicale, dagli omaggi al free jazz di Albert Ayler alla musica cubana, dal solo all’orchestra sinfonica. Una produzione testimoniata da una quindicina di dischi come leader (o co-leader), ma anche da colonne sonore per la danza (per coreografie di Yoshiko Chuma e Wim Vanderkeybus), il cinema documentario e quello di fiction (come nella colonna sonora dell’ultimo film di Scorsese, “The departed”).

Nel suo impegno a Cagliari per SIGNAL, Marc Ribot apparirà affiancato sul palco da Syntax Error, ovvero l’elettronica di Alessandro Olla e Daniele Ledda, le percussioni di Roberto Pellegrini e la chitarra di uno dei più interessanti talenti nostrani dello strumento a corde nel campo della musica d’avanguardia, il napoletano Marco Cappelli.

Organizzata con il contributo dell’Assessorato allo Spettacolo e Attività Culturali della Regione Autonoma della Sardegna e con il patrocinio del Comune di Quartucciu, la prima edizione di SIGNAL si avvale della collaborazione di Multiforme, Conservatorio di Musica “G.P. da Palestrina” di Cagliari, Ferrovie della Sardegna, Ex Libris e Nuova Special Car.
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