Dalla Norvegia un ultimatum ad Apple: 'iTunes è illegale'

L’Europa sta accerchiando la Apple di Steve Jobs, rea di tener chiusi i “lucchetti” di iPod e iTunes impedendo la libera circolazione dei file musicali che i suoi clienti acquistano regolarmente su Internet.
La notizia più clamorosa arriva dalla Norvegia, dove il difensore civico dei consumatori ha dichiarato proprio per questo motivo l’illegalità di iTunes intimando all’azienda di Cupertino un ultimatum: entro il 1° ottobre 2007, se non vuole continuare a violare le norme che nel paese scandinavo tutelano i consumatori, dovrà mettere i suoi codici e la sua tecnologia di protezione (FairPlay) a disposizione delle società concorrenti, così da permettere la riproduzione della musica scaricata dalla piattaforma su ogni tipo di lettore portatile; in caso contrario verrà portata in tribunale, multata e, infine, obbligata a chiudere.
Non è tutto, perché l’iniziativa norvegese sembra destinata ad allargarsi a macchia d’olio nel Vecchio Continente per iniziativa di diverse associazioni dei consumatori: a quelle di Norvegia, Svezia e Danimarca, che già si erano attivate l’estate scorsa, si sono appena unite quella francese (UFC-Que Choisir) e quella tedesca (VZBV), firmatarie anch’esse di un documento congiunto in cui sostengono che gli utenti hanno il diritto di ascoltare la musica regolarmente acquistata on-line sul lettore portatile di loro scelta e che “le clausole contrattuali che lo rendono impossibile o troppo sconveniente sono ingiuste e dovrebbero essere revocate”. Il fronte comune, ha spiegato un rappresentante dell’associazione norvegese al Financial Times, “significa che oltre 100 milioni di consumatori europei stanno chiedendo ad iTunes di essere trattati equamente”.
Per Apple, sostengono le associazioni dei consumatori, la soluzione sarebbe a portata di mano: rinegoziare i contratti con le case discografiche e convincerle a vendere tutti i brani senza protezione DRM (al recente Midem di Cannes Rob Glaser di RealNetworks ha detto che, in base alle informazioni in suo possesso, la cosa potrebbe effettivamente accadere da qui a un paio d’anni). Da Cupertino, per il momento, nessun commento alla notizia, ma è chiaro che Jobs e il suo staff cominciano a sentirsi addosso una forte pressione: al settimanale Billboard risulta che alcuni delegati della Apple abbiano già incontrato un paio di volte le autorità antitrust scandinave per cercare di chiarire la posizione dell’azienda.
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