Tornano i Sophia: 'Il giorno della fine non ti servirà... la tecnologia'

“Senza la poesia è come se fossimo morti”. Così canta Robin Proper-Sheppard in “Pace”, il secondo brano di “Technology won’t save us”, nuovo disco dei Sophia, in uscita il prossimo 19 gennaio. Il disco arriva a quasi 3 anni dal fortunato “People are like seasons”, che nel 2004 aveva reso il gruppo un fenomeno di culto con il suo pop-rock malinconico.
“In che senso la tecnologia non ci salverà? La tecnologia ci rende sicuramente la vita più semplice, fa parte tutti i giorni anche della mia vita. Con le e-mail, per esempio. Ma è un modo triste per affrontare la quotidianità”, dice Proper Shepard, che Rockol ha incontrato la settimana scorsa, in occasione dell'uscita del disco. Il titolo è infatti ispirato ad un fatto di cronaca: un padre e suo figlio morti affogati durante un’escursione lungo le coste britanniche e che è stato impossibile salvare, nonostante avessero un cellulare, a causa delle avverse condizioni climatiche. Ecco perché Robin Proper-Sheppard canta di poesia, arte, musica e bellezza, come se fossero condizioni necessarie per la vita dell’uomo.
“Avevo già scritto tutto il disco, ma non ero soddisfatto. Così ho gettato via il lavoro di mesi e mesi per ricominciare dall’inizio su nuovi brani con il mio batterista, Jeff Townsin”. Per i Sophia la conseguenza di questa operazione è stato creare musica e disegnare atmosfere in un completamente modo diverso. “Era dai tempi dei God Machine che non avevo un approccio così 'da band' e Jeff si è concentrato sul lavoro con grande impegno e dedizione. Credo che sia questa la principale differenza rispetto ai dischi precedenti. Il tipo di songwriting, in fondo, è lo stesso di sempre, nonostante alcuni esperimenti nel precedente 'People don’t like season'”.
”Tecnology won’t save us” è caratterizzato da splendidi arrangiamenti orchestrali che si apprezzano già nell’omonimo brano di apertura. “E’ un pezzo strumentale che serve per ricreare l’atmosfera drammatica dell’affogamento che ha ispirato il titolo del cd. Ma dopo questo pezzo è come se iniziasse un altro disco. E’ un preludio, qualcosa di completamente separato da ciò che segue”.
Sicuramente significativo a tal proposito è “Lost”, un brano dove Robin Proper-Sheppard parla di angeli e bellezza. “Si tratta di un ricordo di mia madre morta di cancro qualche anno fa.”Lost” è un pezzo atipico nella mia produzione. Solitamente ogni mia canzone nasce da me stesso e racconta la mia vita. In questo caso mi sono trovato a scrivere con un punto di vista che non è il mio. Ma è stato semplice, perché le parole me le ha dette mia madre stessa prima di morire.”
Nonostante i continui riferimenti all’arte e alla bellezza, il disco a livello tematico si presenta comunque stratificato. “Non credo sia possibile definire o spiegare il disco con una sola parola. Piuttosto c’è un verso di una canzone, 'Birds', al quale sono particolarmente affezionato: 'isn’it beautiful lack of control'. Sono parole particolarmente significative perché esprimono perfettamente ciò che provavo mentre stavo scrivendo il disco”.
Per il futuro non sa se ci sarà ancora spazio per l’insolita parentesi di un disco come “The May Queen”, una inusuale esplorazione del mondo punk-rock nonostante la line-up della band sia la stessa dei Sophia. “Ho appena finito questo disco e non so nemmeno come sarà il prossimo. E’ davvero impossibile immaginare se ci sarà un altro episodio come 'The May Queen'. Di sicuro c’è solo che, una volta finito questo mini-tour promozionale solista, da aprile sarò in giro con la band per suonare dal vivo”.
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