EMI volta pagina: fuori i 'duri' Alain Levy e David Munns

EMI volta pagina: fuori i 'duri' Alain Levy e David Munns
Esce di scena la coppia di ferro della EMI (formatasi ai tempi della vecchia PolyGram), messa alle strette dal fallimento della "campagna natalizia" e da un secondo semestre 2006 "al di sotto delle precedenti aspettative", come recita il comunicato aziendale che dà notizia del loro licenziamento con effetto immediato: il ruolo di chief executive officer, finora ricoperto da Levy, è stato immediatamente assunto da Eric Nicoli, che ha contestualmente abbandonato la poltrona di presidente (e sarebbe lui stesso a rischio, secondo alcuni osservatori, soprattutto dopo il fallimento definitivo dei tentativi di "merger" con la Warner). Si vocifera già, anche, della imminente assunzione a tempo pieno di un altro manager esperto di cose musicali (a differenza di Nicoli, che arriva dall'industria alimentare): si tratterebbe di Roger Ames, ex dirigente PolyGram e Warner, che con EMI ha attualmente un rapporto da consulente esterno.
Levy e Munns erano stati ingaggiati dalla casa discografica inglese nell'ottobre del 2001, dopo l'allontanamento (da parte dello stesso Nicoli, in carica dal 1999) del ceo Ken Berry. Ma evidentemente anche loro, accompagnati dalla fama di "duri", non sono riusciti a consolidare l'azienda dopo la gestione giudicata troppo "allegra" del predecessore, tanto che il nuovo "profit warning" emesso dalla EMI ammette oggi il mancato raggiungimento degli obiettivi, a causa delle "deboli condizioni di mercato, particolarmente durante il periodo natalizio" e pronostica un calo tra il 6 e il 10 % del fatturato per l'anno finanziario che chiude a fine marzo.
I programmi immediati della EMI prevedono ora un nuovo giro di vite sui costi, con l'obiettivo di risparmiare 110 milioni di sterline, oltre 166 milioni di euro all'anno da qui al marzo 2009. Inevitabile, a questo punto, anche una nuova tornata di licenziamenti: secondo il Financial Times i posti di lavoro a rischio, nelle varie sedi EMI nel mondo, sarebbero centinaia.
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