NEWS   |   Industria / 10/01/2007

Sanremo: PMI critica sul cast del Festvial, 'Se Baudo ci avesse incontrato...'

Sanremo: PMI critica sul cast del Festvial, 'Se Baudo ci avesse incontrato...'
Annunciato poco prima di Natale il cast della sezione Giovani del Festival di Sanremo 2007, s’era alzata subito la voce “contro” del paladino dell’indie rock nazionale Giordano Sangiorgi (“E’ stata punita in modo esemplare la discografia indipendente ed emergente che negli ultimi anni ha investito nel settore e ha ottenuto risultati importanti”, aveva tuonato l’organizzatore del Mei). Caduto il velo anche sui Big selezionati da Baudo e dalla commissione artistica, si odono i brontolii dei discografici associati alla PMI (che finora, con qualche partecipante ancora da accasare, ha quattro big e due giovani ammessi alla gara): anch’essi indipendenti, ma molto più vicini al mondo sanremese e abituati a frequentare i backstage dell’Ariston. Cosicché la loro è una polemica dai toni smorzati; anzi, come spiega a Rockol il presidente Mario Limongelli, “una protesta democratica” dettata dalla delusione per una scelta che, recita un comunicato diramato ieri sera (martedì 9 gennaio) dall’associazione, “fatte salve alcune apprezzabili eccezioni”, “rischia di tenere ancora più distante il Festival dal mercato della musica”. Limongelli e i suoi associati (capeggiati dalla Sugar del presidente onorario Caterina Caselli) si dolgono per non essere stati ricevuti in privata sede da Baudo e non aver così avuto modo di illustrare con la necessaria dovizia di particolari i progetti artistici (e “industriali”) che stanno, o dovrebbero stare, dietro la proposizione di un pezzo sanremese. “Intendiamoci, così come stanno le cose ha ragione Baudo”, dice Limongelli, “perché il regolamento non prevede che il direttore artistico sia tenuto a ricevere i rappresentanti delle aziende e a intrattenere con loro colloqui privati. Ma noi dobbiamo andarlo a spiegare ai nostri artisti; e siccome rappresentiamo società importanti che oggi valgono il 14-15 % del mercato, avremmo gradito da parte sua una maggiore attenzione alle nostre proposte. Nessuno mette in discussione l’insindacabilità di giudizio della commissione o la capacità di Baudo di allestire un cast curioso e interessante. Ma se la scelta si basa solo sull’ascolto di un demo e sulla lettura di una paginetta scritta, allora sembra di tornare indietro nel tempo. Baudo vuole un Festival basato sulla canzone, va bene. Ma se dietro non c’è niente? Ne può risultare danneggiata la qualità della proposta complessiva e la sua incidenza, appunto, sul mercato”. Ciò malgrado, la PMI ci tiene a non accendere troppo gli animi, e col suo comunicato “formula al Festival i migliori auguri perché la canzone italiana torni a brillare in Italia e all’Estero”. Malgrado tutto viva Sanremo, insomma: “Naturalmente”, chiosa Limongelli. “Solo, per il futuro, invitiamo Baudo o chi per lui a dialogare con le aziende indipendenti che rappresentiamo”.
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