Musica digitale, nel 2007 'il muro del DRM comincerà a crollare'

Musica digitale, nel 2007 'il muro del DRM comincerà a crollare'
Cresce, di numero ma anche in autorevolezza, il movimento degli addetti ai lavori che si dichiarano contrari o quantomeno perplessi a riguardo dei tradizionali sistemi anticopia (DRM, Digital Rights Management) che continuano a limitare la circolazione dei file video e musicali regolarmente acquistati su Internet: soprattutto ora che si comincia a fare i conti con un mercato digitale (legale) già prossimo allo stallo (vedi News) e con le preoccupazioni di chi teme la prospettiva di un duopolio Apple-Microsoft senza spazio per gli altri concorrenti.
Un interessante articolo pubblicato sul Web da Reuters e Billboard sostiene che il 2007 sarà l’anno in cui il muro del DRM inizierà a crollare e cita cinque aziende destinate a giocare un ruolo strategico nell’arco dei prossimi dodici mesi. Si tratta del sito indie eMusic (da sempre paladino degli mp3 senza protezione e già oggi numero due sul mercato dopo iTunes, che potrebbe vedersi costretto, anche suo malgrado, ad aprire alle major desiderose di sperimentare la nuova strada), del network p2p ed ex fuorilegge LimeWire (che deve ancora regolare i suoi conti con l’industria discografica, ma che sta lavorando al lancio di un servizio legale con test selezionati anche su brani liberi da sistemi anticopia), del popolarissimo MySpace (che con SnoCap sta sviluppando una piattaforma che consentirà agli artisti e ai loro fan di vendere direttamente musica dalle loro pagine e ‘profiles’ personalizzati), di Yahoo! Music (che ha già iniziato a sperimentare con le major la vendita di alcuni file privi di DRM: vedi i casi di Norah Jones, Jessica Simpson e Jesse McCartney) e di Amazon, che molte fonti danno prossimo all’inaugurazione di un “download store” che i suoi dirigenti vorrebbero libero dalle restrizioni del digital rights management (vedi News).
L’azienda di Jeff Bezos, in particolare, è vista dagli esperti come la vera, possibile alternativa alla leadership finora incontrastata della Apple. Oltre a vendere nel suo emporio elettronico lettori di ogni tipo, iPod ovviamente compresi, può far valere un marchio già noto e apprezzato nel mondo da chi compra musica: il ponte ideale, insomma, tra vecchia e nuova industria discografica, consumo di supporti e fruizione di musica immateriale.
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