E’ successo nel 2006: 21 aprile

E’ successo nel 2006: 21 aprile
Pearl Jam dal vivo a Londra, Rockol c'era. Ecco le date italiane (21 aprile 2006)

Un concerto in un locale storico per presentare dal vivo il nuovo, eponimo disco: ieri sera, 20 aprile, i Pearl Jam sono sbarcati all'Astoria di Londra tornando a suonare dal vivo in Europa per la prima volta dopo quasi sei anni.
L'occasione è la prima presentazione pubblica di "Pearl Jam", atteso nuovo disco della band di Seattle in uscita il 28 aprile (vedi News). Il concerto all'Astoria è indicativo del nuovo atteggiamento da parte della band, che sembra essersi liberata di vecchi incubi: i Pearl Jam hanno scelto un locale carico di storia - un vecchio cinema riadattatato a sala concerti, amatissimo dagli artisti: tanto Madonna che gli U2 hanno presentato i loro dischi qua dentro - per la prima esecuzione live dei nuovi brani, ma soprattutto per il loro primo concerto nel vecchio continente dopo quel tour europeo del 2000 che fu segnato dalla tragedia del festival di Roskilde: durante una loro esibizione morirono 9 persone. Ad agosto torneranno a suonare nei festival: dopo le date nordamericane dell'estate, il loro tour europeo partirà proprio da Reading e Leeds, per poi girare mezza Europa. Le date italiane, notizia fresca e ufficiale, saranno 5: Bologna, Verona, Milano, Torino e Pistoia (rispettivamente il 14, 16, 17, 19 e 20 settembre, organizzate da Clear Channel). Però, per il momento, hanno deciso di riprendere confidenza con il pubblico europeo poco per volta, di fronte ad una platea adorante di meno di 2000 persone.
Fuori dall'Astoria la tensione è alle stelle fin dal pomeriggio: lunghe ma ordinate code di persone in attesa di entrare circondano l'isolato (a ridosso delle centralissime Oxford Street e Charing Cross Road); qualcuno cerca disperatamente i biglietti (andati esauriti in poche ore) e gli "scalpers" (versione locale dei bagarini) arrivano a venderli anche a 300 sterline (quasi 500 euro).
Le code si esauriscono poco prima del concerto; l'inizio è una fucilata: cinque canzoni dal nuovo disco, a partire dal singolo "Worldwide suicide": cinque brani eseguiti in fila, quasi senza pronunciare una parola. "Non so se avete mai sentito queste canzoni", quasi si giustifica Vedder. "Ma va bene così, perché noi non le abbiamo mai suonate dal vivo". L'attaco del concerto conferma la ritrovata vena rock dei PJ, e soprattutto la predominanza in questa fase di Mike McCready, l'uomo dei riff e degli assoli di chitarra. La band rallenta solo per l'attacco di "Gone", ma il pubblico è talmente in adorazione che il non conoscere i brani nuovi non sembra un problema. La platea esplode alla prima "hit" in scaletta, "Even flow", dall'esordio "Ten": i brani di questo album ("Why go" e "Porch", tra gli altri) costituiranno l'ossatura dello spettacolo insieme a quelli nuovi, quasi a sottolineare una connessione diretta con le proprie origini.
Vedder, capelli lunghi e barba, va in trance agonistica fin da subito, ma offre il suo meglio soprattutto sui brani più rodati, come l'intensa "Present tense", iniziata a due con McCready. Sfoggia in diverse canzoni una chitarra Rickenbacker (quella tipica di Byrds e R.E.M.), e tra una canzone e l'altra sorseggia dalla bottiglia del vino rosso italiano. Come al solito nei Pearl Jam, il resto della band è meno appariscente ma non meno efficace: il bassista Jeff Ament sta in seconda fila, venendo davanti solo per fare i cori su qualche canzone; anche Stone Gossard e Matt Cameron stanno un passo indietro, pur essendo la vera spina dorsale della band.
Tra i brani che dal vivo rendono di più, da segnalare "Marker in the sand", significativa anche per la vena "politico-religiosa": Vedder la presenta come "un'invocazione a Dio, perché in troppi stanno usando il suo nome per uccidere", poi inciampa nel discorso commentando: "Ah, la religione". Segue, a chiusura del concerto, "Do the evolution". I bis, otto canzoni, sono un'infilata di successi e di occasioni per divertirsi sul palco. La band pensa di chiudere a luci in sala accese con "Yellow ledbetter", che permette a McCready di giocare al Jimi Hendrix, con tanto di assolo con chitarra dietro la testa. La band saluta incantata il pubblico adorante, poi mentre sta per uscire Vedder richiama tutti sul palco e parte il riff di "Alive". I Pearl Jam sono più vivi che mai: su disco e dal vivo. Le date italiane della band rischiano di diventare il tour straniero dell'anno.
Dall'archivio di Rockol - Gli esordi dei Pearl Jam
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