Comunicato Stampa: 'Sottosuoni', suoni e segnali dal sottovuoto urbano

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"Sottosuoni"
Suoni e segnali dal sottovuoto urbano
XII edizione
Cagliari, 28 novembre > 15 dicembre 2006

Comunicato stampa del 14 dicembre 2006 “Sottosuoni”, domani a Cagliari la finalissima.
Cinque band in lizza più due gruppi ospiti: The Hormonauts e il debutto dei Rolling Gangsters, il nuovo progetto di Nicola Macciò/Joe Perrino.

* “Sottosuoni” giunge al suo clou, la finalissima. E domani sera (venerdì 15 dicembre), a partire dalle ore 21, chiama cinque gruppi a contendersi la palma della vittoria sul palcoscenico del “Transilvania Live” di Cagliari (in via Contivecchi): Reggae Family, 21 Grammi, I 5 dell'oca giuliva, Lost Brand, Sistema.

Uno tra loro sarà il vincitore della dodicesima edizione della rassegna-concorso dedicata alle band emergenti nel panorama sardo della musica indipendente, organizzata dalla cooperativa Vox Day con il contributo della Regione Autonoma della Sardegna (Assessorato allo Spettacolo e Attività Culturali e Assessorato alla Programmazione), della Presidenza della Provincia di Cagliari e del Comune di Cagliari (Assessorato alla Cultura e Assessorato alle Politiche Giovanili), e con la collaborazione di Videolina.

Su quaranta band in lizza quest’anno, le cinque finaliste sono approdate alla sfida di domani (venerdì 15) in forza dei voti della giuria “tecnica” e del pubblico presente al “Transilvania Live” nelle serate eliminatorie delle settimane passate, ma anche grazie ai “televoti” espressi dai telespettatori (via SMS) che ne hanno seguito la sintesi in onda giovedì scorso sulle frequenze di Videolina.

La Reggae Family (arriva da Mandas e dintorni), come suggerisce il nome, trova nella musica di origine giamaicana il suo campo d’azione; il rock italiano è il genere di riferimento per 21 Grammi (da Decimomannu e vicinanze) e Sistema (da Suelli); rock melodico, invece, per Lost Brand (Sestu), e rock “demenziale” per I Cinque dell’Oca Giuliva (da Barumini e altri centri della Marmilla).

Anche nella finalissima di domani sera, come nelle eliminatorie che l’hanno preceduta, ogni gruppo avrà a disposizione un quarto d’ora di tempo massimo per mettere in mostra il meglio della propria musica. Stavolta, però, conteranno solo i voti dei giurati (giornalisti e addetti ai lavori) e degli spettatori in sala: in palio, con l’alloro della vittoria di “Sottosuoni 2006”, c’è l’opportunità di suonare su un palcoscenico nazionale gemellato al concorso sardo.

Ad arricchire di ulteriore interesse la serata (ingresso a 8 euro), la presenza di due gruppi ospiti: The Hormonauts, travolgente rock’n’roll trio italo-scozzese, e i Rolling Gangsters, la nuova creatura di Nicola Macciò, alias Joe Perrino, qui al debutto ufficiale: sul palco insieme al rocker cagliaritano (attualmente impegnato anche con un proprio progetto solistico), i chitarristi Gianluca Galletti (ex Frogs) e Gianluigi Carta (Out), Franco Onnis al basso e Riccardo Sedda alla batteria (entrambi ex Rod Sacred, gruppo storico del panorama metal isolano). “Hard’n’roll” potrebbe essere definito il genere dei Rolling Gangsters, una miscela di hard-rock, heavy metal e rock’n’roll anni Settanta e Ottanta affine a quella di band come AC/DC, Rose Tattoo, Kiss et similia.

Più lungo e collaudato, naturalmente, il cammino degli Hormonauts, formazione nata nel 1999 intorno a “Sasso” Battaglia, contrabbassista tra i più apprezzati nel circuito rock’n’roll europeo, al chitarrista e cantante scozzese Andy MacFarlane, membro della storica famiglia dei Mutoids, e Paolo Peddis, successivamente sostituito dall’attuale batterista, il funambolico Mattia “Pinna” De Paola. The Hormonauts si mettono subito in luce (nel 2000) con la prima uscita discografica, l’autoprodotto “Hormone Hop”, e con l’energia delle tante esibizioni dal vivo, in giro per l’Europa. Piace la freschezza della loro proposta: partendo dal rockabilly, mescolano l’aggressività del punk/rock, la leggerezza del rocksteady e la morbidezza del country, con il giusto condimento di una sottile vena ironica.

Chiuso un contratto discografico con la Ammonia Records (una delle più importanti label indipendenti italiane), pubblicano nel 2003 “Mini-Skirt”; l’anno dopo è la volta di “Hormone Airlines”, che esce direttamente per la multinazionale V2. Il gruppo colleziona importanti successi: suona nei più grossi festival italiani, apre i concerti di Manu Chao, The Cramps e Rancid, mentre il singolo e il video della versione “elettro-western” di “Staying Alive” diventano un hit radiofonico e televisivo. Preceduto dalla cover di “My Sharona”, lo scorso febbraio è uscito il quarto album, “Hormonized”: per qualcuno è il migliore nella discografia degli Hormonauts, di certo un ulteriore tassello che consolida la fama del trio italo-scozzese.
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