Superospiti a Sanremo: 'Non è l'Oscar della musica', dicono i discografici

Il mantra sanremese è sempre quello: riportare i big della musica italiana sul palco dell’Ariston, spalancandogli la porta aperta lo scorso anno, quando sulla riviera dei fiori calarono, per cantare e ricevere pubbliche onorificenze, Bocelli, Pausini e Ramazzotti. Il direttore artistico dell’edizione 2007, Pippo Baudo, ci sta lavorando sodo e in un’intervista al Tg1, qualche giorno fa, ha già estratto dalla manica un mazzo di nomi stuzzicanti (anche se poi Ligabue s’è chiamato fuori: vedi News), protagonisti annunciati di una serata di gala, quella del venerdì, che per il suo alone celebrativo qualcuno - su Il Messaggero del 30 novembre - ha già paragonato a un “Oscar del disco”, da noi mai decollato, dei “Grammy italiani”. Enzo Mazza, presidente dell’associazione di categoria, FIMI, che ha ideato e organizzato in passato gli Italian Music Awards (ora in naftalina, e a tempo indeterminato), non la vede così: “Per i superospiti di Sanremo non sono state istituite commissioni e selezioni, né ci saranno premi, e dunque parlare di Oscar e di Grammy è inappropriato. Noi”, rivela, “avevamo fatto una proposta ancora più radicale all’organizzazione del festival: limitare la gara ai soli giovani e sfruttare la presenza dei big come una seconda occasione promozionale delle novità discografiche, dopo il periodo natalizio. La Rai l’ha ritenuta eccessiva, almeno per il momento, ma intanto ci sembra sia stato fatto un passo avanti. Cinque serate di festival non hanno senso, se non si inventa qualcosa di nuovo, e credo che su questo punto sia d’accordo lo stesso Baudo. Per il futuro ci auguriamo innovazioni anche più spinte”.
Piena fiducia nel nuovo direttore artistico, “un esperto di musica che sa quello che fa”, esprime il presidente dell’AFI Luigi Barion: “Da regolamento il venerdì dovrebbe restare la giornata dei giovani, e sarebbe bello se ognuno di loro avesse un superospite a fargli da testimone. Poi, nulla da obiettare se ai grandi artisti invitati a Sanremo verrà lasciato tempo e modo per esibirsi. La formula mi sembra azzeccata, l’importante è che ai giovani non venga rubata tutta la scena: ma su questo sono tranquillo, so che Baudo ci tiene molto a tutelarli e per questo motivo si è prodigato per far sì che i loro passaggi non avvengano più a notte fonda”.
Mario Limongelli, presidente di PMI (l’ultima nata tra le associazioni di categoria), si spinge più in là: “Sarebbe bello che i grandi artisti ci venissero, a Sanremo, per duettare con i giovani. Quanto alla scelta del cast, come associazione non entriamo nel merito: ma se la cosa serve a portare nuova attenzione e prestigio al festival ben venga. L’importante è che gli ospiti non vadano all’Ariston solo per promuovere i loro dischi. Ci vuole un evento straordinario, irripetibile: e questo è l’unico suggerimento che mi permetto di dare al direttore artistico”.
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