Arriva l'album del ritorno dei Take That. Una chiacchierata con Rockol

Arriva l'album del ritorno dei Take That. Una chiacchierata con Rockol
Rockol ha incontrato -con altri colleghi- i Take That in occasione della promozione dell'album, "Beautiful world", che segna il loro ritorno sulle scene dopo dieci anni. Ci è sembrato opportuno pubblicare una breve cronaca del meeting adesso, con il CD "caldo" e pronto ad essere consegnato alle rivendite.
Nel cortile dell'etichetta discografica dei TT, nel centro di Milano, attende un gruppo di fan dell'ex boyband. Sono tutte ragazze. Sembra il 1995, invece è il 2006. Il gruppo è al primo piano. Ci colpisce il fatto che tutti, tranne Gary Barlow, abbiano conservato il loro accento regionale.
Come è andato il vostro grande tour britannico?
"E' stato piuttosto strano. Piacevole, anche se c'era così tanta gente che a volte faceva paura. E' stato un mix di sensazioni. La sorpresa maggiore? Molti giovani, ed anche qualche ex fan che, diventato genitore, ha portato i figli. Siamo sempre stati orgogliosi del nostro stage show. A guardare le registrazioni di allora, certo, usavamo molta energia. Energia c'è anche adesso, ma la usiamo maggiormente nei momenti giusti. Ci concentriamo di più sugli aspetti vocali".
Ma Robbie Williams lo sentite?
"Siamo felici per Robbie, sì, siamo in contatto con lui. Siamo felici per il suo successo, ma non lo invidiamo. Probabilmente è dura essere nella sua posizione. L'abbiamo incontrato in un hotel a Londra, è lo stesso vecchio Robbie che ruba i drink nel minibar della stanza. Segretamente crediamo che voglia essere di nuovo nei Take That".
Vi vedremo in tour in Italia?
"Prima vediamo come funziona l'album, poi penseremo al tour in Europa"
Ora si può ragionevolmente affermare che siete tornati per restare?
"Il ritorno è stato un processo naturale. Non sappiamo per quanto staremo ancora insieme, adesso ci godiamo ogni singola giornata".
Come è nato il nuovo album?
"A metà del tour britannico ci siamo presi una settimana di intervallo, siamo andati in studio ed abbiamo composto delle canzoni tutti assieme. 'Patience', il primo singolo, è una canzone che è piaciuta subito, sia a noi sia all'etichetta. E' un brano che costituisce un ponte tra passato e presente. Stavolta abbiamo puntato su un sound più organico, anche perché abbiamo dieci anni di più. Un suono che non vuole necessariamente far parte del trend presente".
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