Microsoft: 'Con Zune puntiamo a essere i numeri due'

Intervistato dalla testata specializzata Hollywood Reporter, il responsabile global marketing (divisione entertainment) di Microsoft, Chris Stephenson, ha spiegato che con il nuovo lettore Zune (vedi News) l’azienda di Bill Gates punta, realisticamente, a una posizione di inseguitore della lepre Apple sul mercato della musica digitale. “Loro hanno il 78 % di market share, e per noi la cosa più importante è diventare un numero due di peso”, ha ammesso il manager di Redmond (che vanta notevole esperienza in campo musicale, avendo lavorato per Mtv e House Of Blues). “E’ questo il nostro scopo. L’iPod ha prodotto un vantaggio concorrenziale straordinario, e Apple ha delineato da sola questo mercato”.
Detto questo, Stephenson è convinto che Microsoft abbia in mano due armi competitive importanti: la funzionalità wireless dei suoi dispositivi (“i consumatori continuano a dirci che vogliono sbarazzarsi di fili e di cavi”) e lo sviluppo, attraverso di essa, della “socialità” e della condivisione di file tra gli utenti… L’intervistatore, Paul Bond, passa poi a domane più specifiche. Il video? “Per ora ci concentriamo sulla musica. Le nostre ricerche di mercato ci indicano che i consumatori sono più interessati ai ‘corti’, roba interessante che si trova on-line come i podcast, i contenuti autoprodotti dagli stessi utenti e i video musicali. Però con Hollywood abbiamo già cominciato a parlare”. La musica in abbonamento?: “Non è ancora decollata, credo, per la semplice mancanza di un’offerta chiara e facilmente comprensibile dal pubblico. Zune diventerà il più importante protagonista di questo segmento di mercato”. La compatibilità con altri dispositivi? Stephenson spiega che al momento non è previsto un lettore-telefono o un apparecchio in grado di funzionare come radio via satellite; però “Xbox e Zune sono fratello e sorella e col tempo tra i due ci sarà maggiore integrazione. Già adesso gli utenti possono usufruire dei servizi di entrambi con un unico account”. Un’ultima domanda riguarda la spartizione delle vendite del lettore con le case discografiche (“Non solo con Universal, abbiamo proposto condizioni simili alle altre major e alle etichette indipendenti. Vogliamo che gli artisti vengano ricompensati”). Non è antieconomico, chiede il giornalista? “Abbiamo costruito il nostro modello economico e la nostra strategia di investimento complessiva sul lungo termine e con molta cura”, risponde Stephenson. “Naturalmente, abbiamo fatto in modo di garantire i nostri obiettivi di ricavo”.
Dall'archivio di Rockol - Music Biz Cafe, parla Andrea Micciché (NUOVOIMAIE)
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