Comunicato Stampa: XXV FESTIVAL SPAZIOMUSICA - 'Da Mozart alle diversità'

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XXV FESTIVAL SPAZIOMUSICA
“Da Mozart alle diversità”
Cagliari, Nuoro, Sestu, Uta, Castelsardo - 16 novembre > 23 dicembre 2006

Comunicato stampa del 13 novembre 2006
Giovedì al via a Cagliari il venticinquesimo festival Spaziomusica.
Quattordici concerti e appuntamenti seminariali per esplorare il tema “Da Mozart alle diversità”.

* "Da Mozart alle diversità": il titolo suggerisce le coordinate della venticinquesima edizione del Festival Spaziomusica, consueto appuntamento con la musica classica contemporanea, in programma a Cagliari - ma con tappe anche a Nuoro, Sestu, Uta e Castelsardo – dal 16 novembre al 23 dicembre.

Quattordici concerti in cartellone e, come sempre, un corollario di iniziative seminariali, per rendere un doveroso omaggio a Mozart nel duecentocinquantesimo anniversario della nascita, ma non solo. Se il genio di Salisburgo verrà infatti ricordato attraverso una serie di variazioni su temi mozartiani appositamente commissionate ad alcuni compositori contemporanei, il festival ruota intorno a un quesito: esistono nella musica d’oggi degli stili riconoscibili, omologati, come fu lo stile classico ai tempi di Mozart?

"Da Mozart alle diversità", dunque: un tema di volta in volta esplicito oppure "sotto traccia" nei diversi appuntamenti di Spaziomusica edizione numero venticinque. Tema apertamente dichiarato nel caso della serata inaugurale, in programma questo giovedì, 16 novembre (ore 20:30), alla Cripta di San Domenico, cornice per la maggior parte dei concerti cagliaritani. La locandina annuncia infatti, in prima esecuzione assoluta, una lunga lista di variazioni sul tema del terzo movimento della Sonata K 481 in Mi bemolle Maggiore, composta da Mozart nel 1785: piccoli pezzi scritti ad hoc su commissione di Spaziomusica da compositori come Ennio Morricone, Tòmas Marco, Gabriella Zen, Maurizio Pisati, Jesùs Villa Rojo, Massimo di Gesù, Liis Jürgens, Andrea Saba e Liviu Danceanu. Brani di breve durata ma che sintetizzano come l'eredità mozartiana sia cristallizzata nella formazione dei musicisti di oggi, e come possa essere diversametne reinterpretata. Ad eseguirli, nel corso della serata che vedrà anche un'introduzione al festival del musicologo Luigi Pestalozza, l'Ensemble Palestrina, formazione nata cinque anni fa all'interno del conservatorio di Cagliari e diretta da Riccardo Leone.

Il tema del festival caratterizza anche l'appuntamento successivo: protagonista, giovedì 23 novembre (sempre alla Cripta di San Domenico, ore 21), il pianoforte di Andrea Corazziari. Dopo tre brani di Fabrizio Casti, di Christian Lauba e di George Crumb all'insegna delle capacità virtuosistiche dello strumento, il pianista romano affronterà infatti un nuovo gruppo di variazioni appositamente commissionate, stavolta sul tema del terzo movimento (Allegretto con variazioni) della Sonata K547a in Fa Maggiore, scritto da Mozart nel 1788. A firmarle, Osvaldo Coluccino, Ghenadie Ciobanu, Maurizio Ferrari, Davide Anzaghi, Gabriele Verdinelli, Liisa Hirsch, Andrea Fontemaggi e Gabriele Manca. Altro impegno cagliaritano per Andrea Corazziari, il pomeriggio di venerdì 24, alle 18, ma stavolta all'Auditorium del Conservatorio per un concerto-seminario. Filo conduttore, in questo caso, la forma musicale dello "studio", investigata attraverso composizioni di György Ligeti, Stefano Gervasoni, Ivan Fedele, Lorenzo Pagliei, Mauro Lanza e Lucio Garau.

Sabato 25 novembre (ore 19) i riflettori si spostano nel foyer di platea del Teatro Lirico dove la rassegna "Cinque passi nel Novecento" ospita una coproduzione del Teatro Lirico di Cagliari con Spaziomusica: la prima esecuzione assoluta di una composizione appositamente commissionata dai due sodalizi musicali a Michele Dall'Ongaro. Le partiture del suo Concerto per pianoforte ed archi sono affidate al pianista Emanuele Arciuli e alla Sinfonietta del Teatro Lirico di Cagliari diretta da Riccardo Marrone, in chiusura di una serata che ha in programma anche il Concerto Grosso nr. 1 di Ernst Bloch e la Serenata in Sol maggiore per archi op. 11 di Dag Wirén.

Si torna nei più consueti spazi della Cripta di San Domenico, mercoledì 29 novembre (ore 21), per uno dei concerti più originali di questa edizione di Spaziomusica. Protagonista insieme ai quattro archi dello European Music Project, formazione di spicco nel panorama della "Nuova Musica" in Germania, è infatti Patrick Bebey, un musicista francese ma di origini africane: figlio del famoso ed eclettico Francis Bebey (musicista e musicologo, ma anche scrittore e poeta camerunese scomparso cinque anni fa), utilizza suggestioni e strumenti della tradizione africana – la sanza (un piccolo "pianoforte a pollice") e lo ndewhoo (flauto pigmeo) – accanto a quelli più propri della musica occidentale (che ama e conosce anche grazie agli studi compiuti al conservatorio di Parigi). Il tema della "diversità" che sottende il festival, in questo caso, si esprime dunque nell'incontro fra linguaggi e tradizioni musicali differenti, amalgamati ma distinti, trovando la sua esemplificazione nella maggior parte dei brani in programma: del nubiano Hamza El Din e del sudafricano Kevin Volans, oltre a tre pezzi firmati dallo stesso Patrick Bebey. Solo apparentemente estranei al clima della serata gli altri due titoli in scaletta, del tedesco Bernd Franke e del sardo Franco Oppo, perché in entrambi i casi i compositori sono stati influenzati sia dalla multietnicità che da esperienze musicali diverse.

Tiene banco ancora lo European Music Project, giovedì 30 (sempre alla Cripta di San Domenico, ore 21), ma con un organico diverso rispetto alla serata precedente e che comprende lo stesso Patrick Bebey, ma alle prese in questo caso con le tastiere. Formazione e strumenti diversi per un programma eterogeneo, con brani di Jocy De Oliveira e Juergen Groezinger che contemplano l'uso dell'elettronica, una composizione per violoncello solo di Nicoletta Andreucci in prima esecuzione assoluta e, clou del concerto, la celeberrima suite "In C" di Terry Riley, pietra miliare della "minimal music".

Doppio appuntamento con l'organista sarda Antonella Ferru: il 2 dicembre nella cattedrale di Nuoro (ore 19:30), il 7, invece, a Cagliari, nella chiesa di San Lucifero (ore 20). Il tema sacro connota naturalmente la maggior parte delle musiche in programma, spaziando nel tempo dalla contemporaneità di tre compositori sardi – Vittorio Montis, Antonio Lai e ancora Franco Oppo – a Mozart, passando per Mendelsshon, Brahms, Sibelius e Messiaen.

Il carattere religioso e un repertorio di ampio raggio cronologico caratterizzano anche i tre concerti (tutti di domenica) che vedranno di scena il coro polifonico del C.U.M., il Centro Universitario Musicale di Cagliari, e l'ensemble vocale Epigramma '98, una "costola" dello stesso coro composta da alcuni suoi elementi con una spiccata vocazione solistica: il 3 dicembre nella chiesa di Sant'Eulalia a Cagliari (ore 19:30), il 10 (stessa ora) in quella di San Giorgio nella vicina Sestu (CA), e infine, il 17 a Uta (CA) nella chiesa di Santa Maria (ore 19). Sotto la bacchetta di Matteo Martis, i due complessi si spartiranno una scaletta vasta e variegata che tocca i diversi aspetti della musica corale nel corso dei secoli, la sua evoluzione e la conservazione di alcuni elementi ricorrenti. Si va così dal Rinascimento di Pierre Bonnet ai giorni nostri – con brani di Morten Lauridsen, Mariliis Valkonen, Alejandro Consolacion, Javier Busto e del cagliaritano Marcello Pusceddu – attraverso Mozart, Gounod, Ravel, il primissimo Britten, Poulenc e Messiaen.

Si torna nella consueta cornice della Cripta di San Domenico, giovedì 14 dicembre (ore 21), con "Souffle", una performance per flauto e voce di Alessandra Giura Longo. Performance, perché il programma si sviluppa lungo il sottile confine fra musica e teatro: ecco allora la "Sequenza III" per voce di Luciano Berio, le "Récitations" di Georges Aperghis, il "solfeggio parlato" di Paolo Castaldi e la "Atem Sonate" di Andrea von Ramm, dove l'unico materiale musicale è il respiro. Anche l'omaggio a Mozart, in questo caso, ha una relazione col teatro: è infatti l'aria di Papageno dal "Flauto magico" l'oggetto delle due variazioni in programma. La prima, di Franz Anton Hoffmeister, risale proprio ai tempi del grande Amadeus; l'altra, invece, è stata commissionata per l'occasione da Spaziomusica al compositore finlandese Tommi Kärkkäinen.

Chiusura di festival nel segno della musica tradizionale della Mongolia e dell'"hoomi", il canto diplofonico caratteristico di quella terra e della confinante Tuva. Protagonista degli ultimi due concerti – il 21 dicembre a Cagliari (Cripta di San Domenico, ore 21) e il 23 a Castelsardo, in provincia di Sassari (Sala 11 del Castello, ore 18:30) - l'ensemble Transmongolia di Hosoo, autentico virtuoso del canto armonico e di gola, una tecnica vocale che consente di emettere più suoni contemporaneamente.

Con una masterclass proprio sul canto multifonico al Conservatorio di Cagliari (il 22 dicembre), Hosoo è chiamato a suggellare anche la serie di appuntamenti seminariali che accompagnano, come sempre, anche questa edizione di Spaziomusica. Inaugurata a fine ottobre da tre conferenze di David Osmond-Smith, "Research Professor" di musica all'Università del Sussex, sulle "Sequenze" di Berio, il ciclo prosegue a dicembre con il seminario "Questioni di stile. Da Mozart alla musica di tradizione orale alla contemporaneità". Il 12, l'etnomusicologo Ignazio Macchiarella e Sebastiano Pilosu affronteranno il tema dello stile nella musica tradizionale sarda e nel canto a tenore in un incontro che vedrà anche la partecipazione dei Tenores Supramonte di Orgosolo e dei Tenores S'Arborinu di Orune. Il 15 è invece il turno di Rossana Dalmonte, professore ordinario di Storia della Musica all'Università degli Studi di Trento; incentrato su Mozart, infine, il contributo di Gianluigi Mattietti (il 19 dicembre), titolare della cattedra di Composizione al Conservatorio di Cagliari e ricercatore in Storia della Musica presso la Facoltà di Scienze della Formazione.

La venticinquesima edizione del festival è organizzata dall'associazione Spaziomusica con il contributo del Ministero per i Beni e le Attività Culturali (Dipartimento dello Spettacolo), dell'Assessorato allo Spettacolo e Attività Culturali della Regione Autonoma della Sardegna, dell'Assessorato alla Cultura della Provincia di Cagliari e dei Comuni di Cagliari (assessorato alla Cultura), Sestu, Uta, Nuoro e Castelsardo, e con la collaborazione della Fondazione Teatro Lirico di Cagliari, del Conservatorio "Giovanni Pierluigi da Palestrina", dell'associazione Spaziomusica Ricerca e di Musica Experimento (Roma).

Per informazioni:
Associazione Spaziomusica - Via Liguria, 60 – 09127 CAGLIARI
tel. 070 40 08 44 - fax 070 48 54 39
E-Mail: info@festivalspaziomusica.it
Web: www.festivalspaziomusica.it

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