Modena City Ramblers: ‘Il nostro disco è da scoprire brano dopo brano’

Modena City Ramblers: ‘Il nostro disco è da scoprire brano dopo brano’
Ad un anno di distanza dalla pubblicazione di “Appunti partigiani” e a pochi mesi dall’uscita di scena del cantante Cisco, i Modena City Ramblers ritornano con un nuovo album di diciannove brani interpretati dai due nuovi cantanti Elisabetta “Betty” Vezzani e Davide “Dudu” Morandi.
“E’ stato molto naturale il mio ingresso nel gruppo”, spiega Betty, “anche perché abbiamo gli stessi ideali, ed entrambi li portiamo avanti da una vita. E’ stata una forte emozione quella di cantare con loro, soprattutto al mio battesimo con il pubblico che è stato durante il concerto del Primo Maggio”. “Sinceramente”, interviene Dudu, “non ho sentito molto l’eredità di Cisco. Siamo in due a dividercela, e sicuramente questo è stato un bene, ma non ho percepito il mio ingresso nel gruppo come una sostituzione. Conosco i ragazzi dal 1991, e mi era già capitato altre volte di cantare con loro”.
“Abbiamo cercato di pescare dei nuovi cantanti dal vivaio dei Modena”, spiega il chitarrista-violinista Francesco “Frey” Monetti, “Non ci andava di tirare sul nostro palco gente che non conoscevamo o che non avesse condiviso con noi un pezzo di strada. Abbiamo cercato di superare la separazione con Cisco come di solito superiamo gli ostacoli, cioè cercando di rilanciarci e in questo caso di ritornare alle nostre origini inserendo nella band due voci come quando c’erano Cisco e Albertone. Con Betty siamo inoltre riusciti a dare più valore a brani sentimentali e intimistici”.
“Il pubblico è stato molto importante in questo ultimo periodo della nostra carriera”, spiegano i MCR, “I fan ci sono stati molto vicini, si sono stretti intorno a noi quasi volessero proteggerci. Ci siamo un po’ reinventati i metodi e le dinamiche, ottenendo un lavoro da cui traspare questo nuovo entusiasmo: ognuno ha messo qualcosa in più per superare questo momento di transizione”. “Potevamo insistere sul nostro repertorio domestico, molto più 'combat'”, aggiunge Massimo “Ice” Ghiacci, “ma invece abbiamo pensato che fosse più importante avere argomenti e scelte espressive nuove. Le canzoni hanno elementi diversi che solo un gruppo della nostra esperienza poteva realizzare. Certo, non c’è nulla che abbiamo inventato noi per primi, ma è il modo con cui abbiamo composto i brani e le contaminazioni che abbiamo portato che danno una personalità al disco”.
Nell’album sono presenti diciannove brani: “’Le strade di Crawford’”, spiegano i MCR, “è un brano che parla di Cindy Chin, la madre di un ragazzo morto in guerra in Iraq. Questa donna ha chiesto al presidente Bush il motivo vero per cui suo figlio venne ucciso, e diede il via ad una serie di manifestazioni pacifiste contro la guerra. ‘Il paese delle meraviglie’ è una canzone invece che ci ha fatto penare quando eravamo in sala di incisione. Abbiamo dovuto tirare fuori il meglio di noi stessi. Sarà una bella sfida eseguirla dal vivo, anche perché durante il live ciò che conta più di tutto è la componente emotiva e non quella esecutiva. ‘Quel giorno a primavera’, che è poi il brano che apre l’album, è una dichiarazione politica giocata sulle metafore. Fa riferimento alle ultime elezioni avventure appunto la scorsa primavera”.
“Pensiamo che ‘Dopo il lungo inverno’", conclude la band, “sia un disco da ascoltare poco per volta. Nessuno probabilmente avrà sempre il tempo per ascoltarlo dall’inizio alla fine. Crediamo che la gente che lo compra abbia voglia di goderselo e scoprirlo piano piano”.
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