Olanda, un sito invita il pubblico a investire in nuovi artisti

In Inghilterra stanno convincendo il pubblico a giocare con la “fantamusica” (vedi News), una specie di “fantacalcio” legato alle classifiche dei singoli e degli album più venduti con ricchi premi in palio dispensati dagli sponsor. In Olanda, invece, hanno deciso di fare sul serio: da qualche mese è nato un sito Web, Sellaband (www.sellaband.com), che offre agli appassionati di musica la chance di investire denaro vero in gruppi o solisti meritevoli ma privi di contratto discografico. I fan, o meglio “believers” (credenti) come li chiamano gli organizzatori dell’iniziativa, possono destinare al loro artista preferito un minimo di 10 dollari o multipli di quella cifra (ma anche spostare l’investimento da un destinatario all’altro, nel momento in cui lo ritengano opportuno): una volta che il gruppo o solista iscritto al programma ha racimolato la somma di 50 mila dollari può accedere a uno studio di registrazione professionale e a una produzione discografica con tutti i crismi, lanciandosi sul mercato senza bisogno di sottoporsi alla solita, e spesso inconcludente, trafila della ricerca di una etichetta.
Dietro l’originale progetto di finanziamento “partecipativo”, che finora aveva precedenti solo nel campo di artisti già famosi (Marillion, Blixa Bargeld: vedi News), si muovono, tra gli altri, due ex discografici della Sony BMG, Johan Vosmeijer (ad della nuova società) e Adam Sieff, già a capo della divisione jazz della major in Europa e Gran Bretagna. “Non sarà l’unico modo, ma in un settore che è alla disperata ricerca di un nuovo modello di business offre ai musicisti un’altra opportunità”, ha spiegato quest’ultimo. Nel suddetto “business model” sono naturalmente coinvolti gli investitori iniziali, che riceveranno una copia omaggio del cd, sconti su altri eventuali acquisti e, soprattutto, una quota proporzionale degli introiti pubblicitari incassati dal sito; quest’ultimo tratterrà per sé il 40 % dei diritti editoriali delle canzoni pubblicate e gli interessi sulle somme depositate in banca, ma neanche un euro sul denaro incassato dalla vendita dei dischi.
I primi risultati sembrano incoraggianti: da quando Sellaband.com è entrato in funzione, il 15 agosto scorso, 600 band e solisti si sono iscritti ricevendo circa 150 mila dollari di finanziamento complessivo da parte di 3 mila investitori privati; una band goth-rock olandese al femminile, le Nemesea, è molto vicina al raggiungimento dei 50 mila dollari necessari alla registrazione del disco grazie all’interessamento, in particolare, di due soli fan desiderosi di accaparrarsi la fetta maggiore dell’ “affare”. L’iniziativa sta interessando anche veterani dell’industria, produttori e artisti, che non si riconoscono più nei meccanismi del mercato mainstream: “Sellaband democratizza la musica e auspicabilmente mostrerà che ci sono altri modi di finanziarla e di portarla alla gente anche senza vendere milioni di dischi”, ha dichiarato alla Reuters Tony Platt, produttore del best seller “Back in black” degli AC/DC, che si offre come consulente alle band che decidono di tentare la nuova avventura.
Vosmeijer, dal canto suo, promette di non cedere alle lusinghe delle società di venture capital che avrebbero già bussato alla sua porta per comprare l’impresa.
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