Il 'Luna park' degli Après La Classe: 'L'importante è non arrendersi mai'

Il 'Luna park' degli Après La Classe: 'L'importante è non arrendersi mai'
Come in tanti parchi di divertimenti di cinematografica memoria, è un "Luna Park" allegro e allo stesso tempo inquietante quello descritto dagli Après La Classe nel loro nuovo album, da poco disponibile nei negozi: "Certo, alcune cose si fa fatica a tenerle fuori dalla propria vita", ci risponde Valerio, bassista dell'enseble pugliese che Rockol ha raggiunto telefonicamente appena fuori dallo studio di registrazione dove la band, attualmente, sta raccogliento appunti e nuove idee da sviluppare in progetti futuri. "Dalla delicata situazione politica mondiale (alla quale si fa cenno ne 'La grande mela') all'alienazione di chi, per divertirsi, non può fare a meno di piste innevate che non si percorrono con gli sci ma con le narici ('L'era del fiore'), gli aspetti meno belli del mondo che ti circondano non fanno fatica ad imporsi alla tua attenzione se sei sveglio: viviamo tutti in Salento, e ci piacerebbe cantare solo di mare, di sole e di belle ragazze, ma purtroppo non ci riusciamo. Non sarebbe onesto, perché - come gruppo - certe cose le sentiamo in maniera corale, ed è impossibile tenerle nascoste". Come gruppo, specifica Valerio: "Sì, perché da un po' di anni a questa parte la line up degli Après La Classe si è stabilizzata, e questo ci ha dato molta più sicurezza nei nostri mezzi. Innanzitutto dal vivo, nostra dimensione ideale, dove riusciamo a dare sempre il meglio di noi stessi, ed in secondo luogo in studio. Per 'Luna park' non abbiamo avuto un produttore artistico: non ne avevamo bisogno, perché in una manciata di giorni le canzoni hanno preso forma da sole, durante lunghe jam session. Lavorare in completa autonomia, per una realtà come la nostra, è l'ideale: non siamo vincolati da accordi, e - cosa più importante - abbiamo piena libertà artistica. Nessuno ci parla di 'suoni attuali' e di 'appeal radiofonico': facciamo quello che ci pare, e basta". In effetti di appeal presso il pubblico, gli Après La Classe, ne hanno già parecchio, vista la loro attività live intensa e senza mai una sosta. "Non ci fermiamo mai perché non sentiamo il bisogno di allontanarci della musica, che è la nostra unica grande passione: ci auguriamo di migliorare sempre in studio, di evolverci sempre, ma il concerto rimane per noi il traguardo più importante da tagliare. E' lì che hai il contatto col pubblico, che ti scambi vibrazioni con chi ti sta davanti: non ci sarà mai Cd, DVD, mp3 o iPod che potrà rendere l'emozione di un live ben riuscito". Come, ad esempio, quello tenuto lo scorso 30 settembre nella loro Puglia per festeggiare i 10 anni di attività, al quale hanno partecipato illustri conterranei come - ad esempio - Caparezza: "E' stato un giorno perfetto, di più non saprei dirti. Abbiamo suonato davanti a 10.000 persone, ai nostri fan più fedeli. Ed è stato fantastico perché sembra strano, a pensarci, che un gruppo dopo 10 anni di attività esista ancora: oggi vivere di musica è sempre più difficile, gli spazi sono sempre meno, i soldi anche, e le band spesso appendono gli strumenti al chiodo, frustrate dalla situazione. Noi siamo in giro da 10 anni ed abbiamo ancora voglia di continuare, perché l'importante è non arrendersi mai alle difficoltà, ma lottare sempre". E cosa pensa, Valerio, della fiorente "scena pugliese", che negli ultimi anni ha regalato alle chart italiane artisti come Negramaro, Caparezza, Sud Sound System e molti altri? "Da queste parti non c'è mai stata carenza di creatività: è con la carenza di mezzi che ci siamo sempre dovuti confrontare. Il periodo felice che sta vivendo il Salento a livello turistico sta dando una mano a molti, anche se è difficile che - da queste parti - un produttore investa su una band con l'idea di farla crescere. In molti preferisco prendere il treno ed andare a Roma e Milano, a proporsi alle case discografiche. Che però, di questi tempi...".
Dall'archivio di Rockol - Après La Classe, "Voliamo via" #NoFilter per Rockol
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