L'Antitrust condanna Rai e Mediaset: pubblicità ingannevole sulle suonerie

Le trasmissioni musicali televisive CD: Live (in onda su RaiDue) e Top Of The Pops (Italia 1) sono colpevoli di pubblicità ingannevole: lo ha stabilito l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, accogliendo un ricorso presentato da Sony BMG in merito ai messaggi in sovrimpressione che, durante le esibizioni dei cantanti, invitano a comporre un determinato numero telefonico o a inviare un sms per scaricare la suoneria del brano appena ascoltato. L’oggetto del contendere riguarda più precisamente le puntate dei due show andate in onda tra il 23 aprile e il 14 maggio del 2005, e a cui parteciparono Francesco De Gregori, La Differenza e L’Aura (tutti artisti Sony BMG) rispettivamente con i brani “Vai in Africa Celestino”, “Che farò” e “Radio star”: i “banner” in sovrimpressione apparsi durante le loro esibizioni, ha sostenuto Sony BMG, erano fuorvianti perché, oltre a non informare chiaramente il pubblico sui costi dell’operazione di download, non avvertivano che le suonerie in oggetto erano monofoniche o polifoniche e non del tipo “master tones”, le uniche contenenti frammenti originali del brano e detenute in esclusiva dalle etichette titolari delle registrazioni sonore.
    Le trasmissioni musicali televisive CD: Live (in onda su RaiDue) e Top Of The Pops (Italia 1) sono colpevoli di pubblicità ingannevole: lo ha stabilito l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, accogliendo un ricorso presentato da Sony BMG in merito ai messaggi in sovrimpressione che, durante le esibizioni dei cantanti, invitano a comporre un determinato numero telefonico o a inviare un sms per scaricare la suoneria del brano appena ascoltato. L’oggetto del contendere riguarda più precisamente le puntate dei due show andate in onda tra il 23 aprile e il 14 maggio del 2005, e a cui parteciparono Francesco De Gregori, La Differenza e L’Aura (tutti artisti Sony BMG) rispettivamente con i brani “Vai in Africa Celestino”, “Che farò” e “Radio star”: i “banner” in sovrimpressione apparsi durante le loro esibizioni, ha sostenuto Sony BMG, erano fuorvianti perché, oltre a non informare chiaramente il pubblico sui costi dell’operazione di download, non avvertivano che le suonerie in oggetto erano monofoniche o polifoniche e non del tipo “master tones”, le uniche contenenti frammenti originali del brano e detenute in esclusiva dalle etichette titolari delle registrazioni sonore.

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