Una fan dei Pink Floyd: 'In contatto con Syd Barrett negli ultimi 3 anni'

Una fan dei Pink Floyd: 'In contatto con Syd Barrett negli ultimi 3 anni'
Un recluso. No, una sorta di eremita perso nelle brume dei suoi pensieri strani. Uno che non voleva assolutamente più nulla a che vedere con il pubblico, con il mondo esterno. Uno che, dopo "Wish you were here" dei Pink Floyd, si ritirò del tutto nella sua casetta. Uno che aveva tagliato i ponti con la gente e non si allontanava mai da Cambridge. Questo il "mito" di Syd Barrett come l'abbiamo conosciuto negli ultimi trent'anni. A dissipare una parte di nebbia vi pensò sua sorella, la quale dopo la scomparsa di Roger "Syd" Barrett dichiarò che il fratello andava a fare la spesa ed ogni tanto si recava pure a Londra a vedere qualche mostra. Ora giunge la lettera di una sua fan, Michelle Pouliart da Anversa, la quale, in una missiva pubblicata sul nuovo numero del mensile britannico "Record Collector", rivela particolari veramente interesanti. La belga riferisce d'essere stata in contatto con Syd nel corso degli ultimi tre anni ed afferma che il fondatore dei Pink Floyd era una persona estremamente privata ma non certo un eremita. "In qualche occasione", scrive, "Roger riceveva qualche suo fan devoto, ma solo quelli che erano rispettosi, discreti e che lo andavano a trovare da soli. Roger di solito andava alla porta se non c'era gente (e nessun giornalista!) in giro. E' un mito infondato che non aprisse mai la porta. Gli ho mandato trenta oggetti con ricevuta di ritorno e lui li ha firmati tutti. Negli ultimi anni era diventato più aperto alle interazioni da persona a persona. Sebbene fosse spesso assorto nei suoi pensieri, poteva tornare nel cosiddetto 'mondo reale' in un secondo. Era ancora molto creativo e scherzoso, amava giocare con le parole ed i nomi. E' stato un privilegio aver potuto parlare con Roger una settimana prima che morisse. Era ancora in ospedale quel 30 giugno. Telefonai in corsia verso le dieci di mattina, dissi il mio nome ad un membro dello staff e da dove chiamavo. Fui molto commossa quando Roger si prese la briga d'alzarsi dal letto, sebbene riuscisse a malapena a camminare. Dava l'impressione d'essere stanco e debole, ma parlava chiaramente. Fui così emozionata che dovetti ricacciare indietro le lacrime".
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