Giangilberto Monti: in ‘Maledette canzoni’ fa rivivere i chansonnier francesi

“Maledette canzoni” è il titolo del nuovo album di Giangilberto Monti, lo chansonnier milanese che tra cabaret e spettacoli teatrali ha sempre trovato il tempo per dedicarsi alla musica e a progetti discografici.
L’ultimo dei suoi lavori è un cd dedicato agli chansonnier francesi Boris Vian, Leo Ferré e Serge Gainsbourg: “Questo album è il risultato di anni di ricerca”, spiega l’artista a Rockol, “Nel ‘95 ho pubblicato il mio primo album dedicato a Boris Vian, ‘Boris Vian Le canzoni’, seguito dal secondo disco, un’opera musicale, pubblicato qualche anno fa dal titolo ‘La belle epoque della Banda Bannot’. Il lavoro vero e proprio su Gainsbourg l’ho intrapreso invece due anni fa, inizialmente in solitaria, poi con Alessio Lega (già vincitore di una Targa Tenco nel 2005) col quale ho scoperto di avere un mondo in comune e lo stesso rigore nell’adattare i testi. Questa è una caratteristica fondamentale, perché bisogna rispettare il lavoro di chi ha scritto una canzone. Una volta lavorato sui testi si passa all’aspetto musicale”, prosegue Monti, “altrettanto importante perché altrimenti sarebbe diventato un cd di cover, e non era quello il mio obiettivo. E’ interessante cercare le differenze musicali e di arrangiamento rispetto all’epoca in cui sono state scritte le canzoni. Sono tre artisti che lavoravano in ambiti musicali differenti: Vian era jazzista, Ferré era più orchestrale, mentre Gainsbourg era molto sperimentale”.
L’album contiene venti brani: “Les pirates”, “Je suis snob”, “La java des bombes atomiques”, “Le déserteur”, “Quand j'aurais du vent dans mon crâne” di Boris Vian, “L'étrangère”, “C'est extra”, “La vie d'artiste”, “Avec les temps”, “Les anarchistes”, “Paris Canaille”, “Les poètes” di Leo Ferré e “Le poinçonneur des Lilas”, “La chanson de Prèvert”, “Je suis venu te dire que je m'en vais”, “L'accordéon”, “Ces petits riens”, “Rock around the bunker”, “L'alcool”, “My lady héroïne” di Serge Gainsbourg.
“Scegliere e selezionare i brani non è stato semplice”, spiega l’artista, “Mi sono basato su diversi criteri e argomenti comuni come la storia, l’amore, la poesia, e la società. Il maledettismo che accomuna questi tre artisti riconduce ai poeti francesi della seconda metà dell’Ottocento, come ad esempio Charles Baudelaire. Questi poeti sono stati senza dubbio una grande fonte di ispirazione per gli chansonnier”.
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