Alegre y sabroso: Compay Segundo a Villa Arconati

Più di duemila persone (e altre duecento rimaste fuori cercavano in ogni modo di entrare) per il concerto di Compay Segundo al Festival di Villa Arconati, a Castellazzo di Bollate: un trionfo per Francisco Repilado, classe 1907, la cui fama per il mondo viaggia oggi sulle note del "Chan chan" reso noto e portato in classifica dal progetto "Buena Vista Social Club". Ma per Compay quello è ormai un progetto appartenente al passato, visto che neanche una parola spende per ricordare che, proprio a pochi chilometri da lì, a Torino, il gruppo Buena Vista Social Club si stava esibendo al Pellerossa Festival (c'è da pensare che probabilmente non lo sapesse neppure): piuttosto, ampio spazio durante il concerto viene dedicato alle canzoni presenti sul suo nuovo album "Calle salud", invidiabile prosecuzione di una carriera al suono di una musica che è ormai un classico. Dopo l'omaggio iniziale al precedente lavoro, "Lo mejor de la vida", salutato con l'esecuzione di "Es mejor vivir asì" - sul disco interpretata in duetto con la cantante flamenca Martirio, qui egregiamente sostituita dal maestro di cerimonia Hugo Garzon - e alla sua prima fidanzata, ricordata in "Macusa", si passa alle canzoni incise di recente come "Saludo a Chango", "Maria en la playa", "Versos para ti", il classico "Lagrimas negras", "Balcon de Santiago" e "Morir de amor" - brano, quest'ultimo, che sul nuovo album vede la partecipazione di Charles Aznavour. Ad accompagnare Compay - in ottima forma, allegro e con una forza comunicativa che conquista da subito tutti i presenti: è il nonno che tutti vorrebbero avere - una band in cui spiccano il chitarrista Benito Suarez e il contrabbassista Salvador Repilado (suo figlio), mentre c'è tempo anche per l'innesto di una sezione fiati e di due voci femminili, quelle di Vionaika Martinez e Mayelin Perez. Il gran finale di questo concerto arriva, neanche a dirlo, con la stranota "Chan chan", cui segue "Saludo Compay" e poi, come ultimo bis, il classico "Guantanamera". Sul palco sventola la bandiera cubana, mentre tra il pubblico c'è chi s'è portato il rum da casa o ha rispolverato la propria passione per i sigari cubani, a testimonianza di un amore tutto italiano per l'Isola. Si finisce tutti in coro con "Volare": Compay saluta e torna in camerino per ricevere le congratulazioni di turno, mentre il pubblico lo acclama a lungo. Accanto a lui, nel ruolo di assistente personale, la sua giovane moglie, con cui Compay dice di essere in procinto di fare un sesto figlio. Quanta energia, Compay!
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