NEWS   |   Industria / 06/09/2006

Accordo Mescal-EMI: alla major Perturbazione, Cristina Donà e parte del catalogo

Accordo Mescal-EMI: alla major Perturbazione, Cristina Donà e parte del catalogo
Ecco una storia esemplare sul quanto sia difficile, oggi, fare dischi da indipendenti: la Mescal ha ceduto i contratti artistici di Perturbazione e Cristina Donà alla Capitol, etichetta del gruppo EMI, vendendo alla major di Piazza San Babila anche una fetta consistente del suo catalogo discografico (una cinquantina di master su un totale di 180 circa: sono esclusi dall’accordo, per esempio, quelli di Morgan e dei Modena City Ramblers). La società di Valerio Soave continuerà a pubblicare dischi in proprio, seppure a ritmo più ridotto, ma concentrerà d’ora in poi sforzi e denaro (incluso quello intascato dalla EMI, presumibilmente non meno di qualche milione di euro) nella produzione esecutiva, nel management e nell’organizzazione dei concerti dei suoi artisti (inclusi i due appena “ceduti”), attività meno costose e più lucrative per un’azienda con i suoi budget e delle sue dimensioni.
L’operazione di compravendita, come anticipato dal mensile Rumore, riguarda i dischi di catalogo dei Subsonica (oggi sotto contratto con la Virgin, altra etichetta della EMI che così avrà a disposizione l’intero repertorio del gruppo piemontese), ma anche quelli di Afterhours, Cesare Basile, Marco Parente, Yo Yo Mundi e Mau Mau, oltre che degli stessi Donà e Perturbazione. “A parte questi ultimi due casi, però, abbiamo ceduto il solo repertorio, non il parco artisti”, ha spiegato Soave a Rockol. “E neanche per intero: ho voluto conservare la proprietà dei titoli pubblicati nell’ultimo anno e su cui stiamo ancora lavorando in promozione, come l’ultimo dei Mau Mau e l’album in inglese degli Afterhours. Con gli artisti passati alla EMI continueremo a lavorare come produttori esecutivi, manager e agenzia live, con un coinvolgimento sul piano strategico e operativo: nel caso per esempio in cui la EMI decida di non esercitare l’opzione di pubblicazione all’estero, saremo liberi di concordare noi eventuali licenze con etichette indipendenti interessate”. Perché questa scelta radicale? “Perché fare certi dischi, per noi, non era più economicamente vantaggioso. I tempi sono cambiati, e anche in prospettiva dei nuovi media digitali una major ha molte più chance di far fruttare al meglio un patrimonio discografico”.
Quanto al “trasferimento” in EMI di Perturbazione e Cristina Donà, spiega Marco Alboni (general manager della Capitol) “abbiamo sfruttato un’opportunità che si era creata nell’ambito della trattativa avviata con la Mescal, e non escludo che qualcosa possa concretizzarsi in futuro anche con la Virgin. Non tutti gli artisti, ovviamente, si trovano nella stessa situazione contrattuale: tra quelli che erano disponibili io ho espresso il mio interesse nei confronti di due nomi che considero tra i più validi della scena italiana contemporanea. Soave li assisterà nella realizzazione dei loro prossimi lavori: così sarà garantita continuità con il passato e avremo modo di confrontare e condividere con lui esperienze e punti di vista”.