Beatles contro la EMI: royalty non pagate e frode contabile

Beatles contro la EMI: royalty non pagate e frode contabile
La EMI rischia di perdere i gioielli del suo catalogo, gli album e le canzoni dei Beatles. L’ipotesi è ancora remota ma non è campata in aria, ora che il giudice Karla Moskowitz della Corte Suprema di New York ha dato il via libera a una causa per frode e violazione di contratto intentata da Paul McCartney, Ringo Starr, Yoko Ono, gli eredi di George Harrison e le società Apple Corps., Apple Records e MPL Communications contro la Capitol, l’etichetta che pubblica gli album dei Fab Four sul mercato nordamericano (un’azione corrispondente è in corso in Gran Bretagna contro la casa madre EMI Music). Citando un presunto ammanco di circa 30 milioni di sterline (44 milioni di euro) in termini di royalty non versate, gli ex Beatles e i loro eredi pretendono infatti dalla major anche la restituzione dei master originali delle loro registrazioni.
La disputa, che fa seguito a episodi analoghi avvenuti in passato (sfociati in due accordi “amichevoli” tra le parti, uno nel 1989 e l’altro nel 1995), riguarda le vendite di cd dei Beatles avvenute tra il 1994 e il 1999 e si basa su presunte manovre contabili scorrette e poco trasparenti da parte della EMI, che oltre ad occultare i dati effettivi di vendita avrebbe tratto profitto dallo smercio di dischi promozionali e di copie fatte passare per difettose o per resi destinati al macero. La casa discografica aveva proposto un arbitrato extragiudiziale della vertenza, che i legali del gruppo e della Apple hanno tuttavia rifiutato; una portavoce della major dà per probabile la presentazione di un ricorso contro la decisione del giudice newyorkese.
L’altra grande battaglia giudiziaria che i Beatles hanno in corso, quella contro la Apple Computer per motivi riguardanti i diritti d’uso dei rispettivi marchi e la legittimità dell’operato di iTunes (vedi News), ha visto trionfare in prima istanza Steve Jobs: alla Apple dei Beatles sono state addebitate spese processuali per oltre 2 milioni di sterline.
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