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26/06/1999
Cronaca del Celentano-day
I giornali descrivono il "Celentano-day" radiofonico del 25 giugno. Secondo "La Repubblica", «Una valanga di fax, e-mail e telefonate ha travolto Radiodue, con il Molleggiato protagonista in diretta di una intera giornata dedicata all'uscita del suo nuovo album, "Io non so parlare d'amore". Adriano Celentano ha risposto a decine di domande scelte tra il migliaio abbondante spedite dai fan del poliedrico artista, che ha parlato ai microfoni di Radiorai in diretta dal suo studio a Milano, non lontanissimo dalla via Gluck. "Quando stavamo lavorando alla canzone L'arcobaleno, Mogol mi disse: ‘Ho un'idea forte’. Leggendola la prima volta ho capito che l'aveva scritta di getto. Pensando a questo ‘amico’ che dice di aver nostalgia di non poter più toccare le persone a cui tiene, ma è felice di essere in un mondo migliore, ho preso Giulio Rapetti per un braccio e gli ho detto: "Qui c'è Battisti che parla a Mogol". Lui mi ha risposto così: "Tu pensa quello che vuoi". (...) Celentano ha anche ricordato l'emozione provata quando ha suonato al concerto di fronte al Papa: "Quando l'ho abbracciato, gli ho sussurrato "Ti voglio bene" in un orecchio". Non è mancata una frecciata al festival di Sanremo: "La giuria di esperti che ha fatto arrivare Nada ultima, tanto esperta non deve essere. Anche ‘Il ragazzo della via Gluck’ arrivò ultima: un verdetto confermato anche da una giuria di giornalisti, che grazie al regolamento di quell'anno poteva ripescare una canzone. Ma anche i giornalisti mi bocciarono"».