Casa del Vento: 'Il balzo in avanti del 'Grande niente''

Casa del Vento: 'Il balzo in avanti del 'Grande niente''
E' lo stesso Luca Lanzi, voce e compositore della Casa del Vento, a raccontarci telefonicamente, dalla sua casa di Arezzo, la genesi di "Il grande niente", nuovo album della formazione toscana edito in questi giorni da Mescal: "Le canzoni le abbiamo scritte tra la fine dell'estate e lo scorso autunno, per poi spostarci in studio in inverno. La scommessa era quella di utilizzare gli strumenti e gli arrangiamenti in modi che - rispetto a quanto realizzato in passato - risultasse alle nostre orecchie non convenzionale. Ecco, quindi, le sezioni di archi al posto del classico violino di sapore 'irish', ed i muri di chitarre elettriche nei brani più movimentati. Certo, le ballate che recuperano le atmosfere che caratterizzavano i nostri vecchi dischi non mancano, ma l'ultima cosa che volevamo fare era tornare sui nostri passi". Una sola rimane la costante, quindi, nella musica della Casa del Vento: l'atteggiamento "combat" e idealmente barricadero che da sempre caratterizza la produzione del collettivo. Uno spunto, questo, per parlare dello stato di salute della canzone di protesta all'alba del 2007... "Sicuramente nella nostra musica - come in quella di 99 Posse, Bisca e di tutti gli altri gruppi fortemente connotati politicamente - c'è una forte alchimia tra potenza della musica e energia delle parole. I nostri maestri (penso alla scuola cantautorale degli anni Settanta) erano decisamente più celebrali e raffinati: noi, invece, cerchiamo di essere far muovere - oltre al cervello - anche la pancia. Credo sia questo lo stato di un certo songwriting, ad oggi, anche se", specifica Luca, "dedicarsi alla canzone di protesta, in Italia, ha anche il suo lato negativo. Molti giornali, anche sulla carta bendisposti nei tuoi confronti, fanno passare sotto silenzio il tuo lavoro perché ti considerano 'di nicchia': così l'attenzione ti viene riservata solo dalle testate di settore, a discapito del pubblico più generalista. Del resto oggi, in certe realtà editoriali, sembra funzionare solo la logica del 'nome grosso'...". Ma la sua rivincita, la Casa del Vento, se l'è presa in sala di incisione: "Tuttavia", continua Luca, "esposizione mediatica o meno la bontà di un progetto artistico emerge in qualsiasi caso. Noi, mentre lavoravamo ai brani, abbiamo immaginato di ospitare delle voci che si adattassero particolarmente a determinate canzoni: così, una volta stabilita la tracklist, abbiamo contattato un sacco di amici e colleghi, da Erriquez della Bandabardò a Ginevra Di Marco, da Betty Vezzani a Cisco, per proporgli una collaborazione. Tutti hanno accettato senza riserve, divertendosi e uscendo dallo studio appagati. E' una grande soddisfazione, sia per noi che per loro: questo dimostra che contattare il 'nome noto' per dare lustro al proprio lavoro non serve a nulla. Mentre quando la partecipazione al progetto è sincera, sentita e - soprattutto - si basa sulla reciproca stima, tutto va per il meglio...". Inevitabile, in questi giorni di sentenze e ricorsi nei processi di Calciopoli, una domanda su "Ala sinistra", brano dedicato all'attacante del Livorno Cristiano Lucarelli: "Non è originalissimo utilizzare il calcio come metafora della vita, ma mai come in questi giorni è più calzante: non ci voleva molta fantasia per immaginare che ci fosse qualcosa di strano nella nostra massima divisione, anche se solo pochi potevano immaginare che ci fosse tanto marcio in serie A. Restituire a questo sport il proprio significato e la dignità che merita non è solo una questione di principio, ma è anche un dovere sociale: se il calcio tornasse ad essere veramente calcio vinceremmo tutti".
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