UK, sulla pirateria on-line chiamati in causa Tiscali e Cable & Wireless

Mentre in Italia discografici e Internet service provider non si mettono d’accordo sul cosiddetto “Patto di Sanremo” e sul come collaborare nella lotta alla pirateria on-line (vedi News), anche in altri paesi si rischia lo scontro frontale: soprattutto in Gran Bretagna, dove la British Phonographic Industry ha intimato per lettera a Tiscali e Cable & Wireless di sospendere immediatamente 59 account Internet (17 e 42, rispettivamente) che ritiene essere impiegati da altrettanti utenti per mettere illegalmente in circolazione file audio. L’iniziativa segnala un cambio di strategia sostanziale da parte dell’associazione locale dei discografici, che finora aveva preso di mira i singoli file sharer ma mai gli ISP. Per individuare questi ultimi, accusati di non esercitare un controllo preventivo efficace sulle attività illegali, gli uomini della BPI hanno utilizzato gli indirizzi IP utilizzati dagli “uploader”: da questi è facile risalire all’azienda fornitrice di connettività, l’unica in grado di identificare per nome e cognome i trasgressori di legge.
“Stiamo fornendo a Tiscali e a Cable & Wireless prova inequivocabile delle violazioni di copyright che avvengono attraverso i loro servizi”, ha dichiarato il presidente della BPI Peter Jamieson. “Ora è loro compito mettere ordine in casa e togliere la spina a questa gente. E’ inaccettabile che i service provider chiudano un occhio sulle infrazioni di copyright che avvengono su scala industriale”. “Non sospendiamo automaticamente gli account dei nostri utenti su richiesta, ma lo facciamo in qualche occasione in pendenza di un’ inchiesta”, ha replicato Tiscali con un comunicato. “Stiamo studiando le informazioni trasmesse dalla BPI e risponderemo appropriatamente”.
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