Dj Jad: 'Con 'Milano - New York' ho realizzato il sogno della mia vita'

Dj Jad: 'Con 'Milano - New York' ho realizzato il sogno della mia vita'
Dj Jad, il virtuoso dei piatti degli Articolo 31, ha pubblicato “Milano – New York”, un progetto discografico che ha coinvolto artisti americani di fama internazionale come Psycho Les, la giamaicana Sasha, Keith Murray e altri ancora.
“Questo progetto è totalmente viscerale”, ha spiegato Jad a Rockol, “E’ da quando sono bambino che sogno di fare una cosa simile, di unire la mia anima con l’anima degli artisti con cui ho lavorato. Coltivo tutto questo da anni, ed è anche grazie a Polo – artista napoletano trasferitosi in America, già al lavoro in Italia con il gruppo napoletano La Famiglia – che sono riuscito a realizzare l’album. Quando ero in studio”, ha continuato Dj Jad, “e stavo componendo i primi pezzi, mi veniva in mente il volto dell’artista con il quale avrei voluto collaborare, quello che ritenevo più idoneo a quel pezzo. Allora chiamavo Polo e lui contattava l’artista. In quel periodo continuavo a viaggiare avanti e indietro da New York: oltreoceano ovviamente non ero conosciuto, ma nonostante ciò ho avuto un’accoglienza strepitosa. Quando facevano sentire ad un artista il mio pezzo, o la mia linea melodica, era uno scambio continuo di complimenti. Hanno lavorato a questo disco con una spontaneità e una passione che in certi posti, come a volte qui in Italia, non trovi. Mi sono stancato della musica ‘fast food’, vale a dire quella che ti ascolti e poi butti via. Non voglio essere presuntuoso, ma sono convinto che questo album possa lasciare un solco nella storia della musica. Me lo sento anche perché nessun artista, nessun dj, nessun produttore italiano è mai riuscito a mettere insieme una compilation come questa. C’è stato uno scambio culturale enorme, io che facevo sentire a voce agli artisti la musica che avevo in mente, e loro che si esaltavano, mi facevano i complimenti ed erano già lì a scrivere le parole o gli arrangiamenti. Ho avuto poi la fortuna di lavorare con James “Bonzai” Caruso, che è un tecnico del suono di fama mondiale, con due nomination ai Grammy Awards all’attivo. E’ stato grandioso, con questo disco ho realizzato il sogno della mia vita. Inoltre mi sono appena sposato, ed io e mia moglie aspettiamo una bambina: sono l’uomo più felice del mondo”.
“Con questo disco”, ha aggiunto l’artista, “sono riuscito a creare un ponte tra Milano e New York. Lì è tutta un’altra cosa rispetto a qui da noi. Se in Italia nasci postino morirai postino. In America, ma a New York soprattutto, puoi fare quello che consegna la posta negli uffici di un grattacielo, e il giorno dopo puoi diventare il direttore di tutto il palazzo. Lì ti danno un’opportunità, ma diventi importante solo se ne hai le capacità. Gli artisti con cui ho lavorato sono tutti dei professionisti, e lo sono stato anche io. Ho cucito addosso a loro la mia musica, gliel’ho composta su misura, come farebbe un sarto con un abito, infatti l’album avrei voluto intitolarlo ‘The Tailor’, il sarto”.
L’album è stato pubblicato anche in versione Dual Disc, ed è stato anticipato dal primo singolo estratto “This feeling”, inciso con Maya Azucena e Krumbsnatcha: “Come ogni cosa appena nata”, ha precisato Dj Jad, “anche questo album deve imparare a camminare da solo. Per il momento sto facendo un mini tour promozionale nelle librerie e nei negozi di dischi, e sono anche andato ospite ad alcune trasmissioni televisive. Il Dual Disc”, ha poi aggiunto, “da una parte ha il CD audio con diciassette tracce incise, mentre dall’altra, c’è un DVD che, oltre a contenere un lungo backstage e una galleria fotografica, contiene quattro tracce inedite: ‘Hello Vito’, che raccoglie i ringraziamenti agli artisti che hanno collaborato, ‘Stranger in Babylon’, che è stata una delle prime canzoni che ho registrato a New York, ‘Living in the edge’, che è interpretata da Myself, giovane artista della scena underground newyorkese, e ‘Water to win’, una ninna nanna eseguita da Maya Azucena”. Durante l’intervista è intervenuto anche Polo: “Jad non poteva raccontare meglio quest’esperienza”, ha dichiarato l’artista, “C’è solo una parola per definire tutto: collettività. Il gruppo, lo stare insieme, il muoversi nella stessa direzione. Come la squadra della Nazionale di calcio, non c’è nessuno che gioca meglio o peggio, ma giocano tutti insieme con lo stesso obiettivo. Molti artisti con cui Jad ha lavorato non lo conoscevano nemmeno, eppure si sono dimostrati disponibili in tutto e per tutto, apprezzandolo per le sue qualità artistiche. Io faccio hip hop da quando sono bambino, e cinque anni fa mi sono trasferito qui negli USA, dove ho avuto l’occasione di conoscere molti artisti. Diciamo che ho fatto da tramite, da ponte, tra Dj Jad e New York”.
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