Comunicato Stampa: Simone in tour, il debutto posticipato a giovedì 6 giugno

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IL DEBUTTO DEL TOUR DI SIMONE
“SESSO GIOIA ROCK ‘N ROLL”
E’ SPOSTATO DA MARTEDI 4 LUGLIO A GIOVEDI 6 LUGLIO

SIMONE a un mese dalla pubblicazione del cd “SESSO GIOIA ROCK ‘N ROLL”, (suo terzo album) debutta in tour Giovedi 6 Luglio 2006 dalla Arena Civica di Milano in occasione del Football Beer Festival.
Inizio concerto ore 22.00 con ingresso gratuito

" SESSO GIOIA ROCK ' N ROLL "

band
Andrea Ge batteria
Ferari Piersandro basso
Manno Samuele chitarra
Borghi Riccardo tastiere
Epifani Daniele chitarra

Il tour proseguirà sino alla fine di Settembre.
Per aggiornamenti sulle località del Tour informazioni sul sito:

www.simoneweb.it

“SESSO GIOIA ROCK ‘N ROLL”( Prodotto da Makno Music e Bollicine e Distribuito da Deltadischi) si e’ classificato ai primi posti nelle classifiche di vendita dei Megastore con 25.000 copie vendute, mentre il dvd musicale “SIMONE LIVE05 ALCATRAZ MILANO” è a quota 5.000 copie.

“SESSO GIOIA ROCK’N’ROLL”

Era ora che qualcuno rispolverasse un dogma dell’immaginario giovanile d’altri tempi - «sesso, droga e rock ‘n’ roll», recitava - depurandolo dei suoi bagliori sinistri: bastava sostituire «droga» con «gioia», che è concetto sano e non fa male né al corpo né all’animo.
Ben venga dunque questo nuovo lavoro di Simone, che intitolandosi «Sesso gioia rock’n’roll» propone una sua ricetta del buon vivere, facile a sottoscriversi non solo dal mondo dei giovani, cui lo stile dell’album sembra indirizzarsi, ma da chiunque trovi nell’intreccio di musica, felicità e amore un appropriato carburante dell’esistenza.

Solarità, istinto, allegria, giovinezza sono le parole cui Simone più volentieri ricorre, per connotare la sua forse schematica, ma precisa ed univoca filosofia di vita. Sicché «non piangere mai» è il suo consiglio per chi debba frequentare - dai banchi ma anche, perché no, dalla cattedra – «la scuola della vita»: l’unica, davvero, «che non puoi bigiare». E dalla quale si impara la più ardua, e insieme più semplice, delle nozioni: ti insegna infatti «a cercarti la tua strada, a non voltarti comunque vada/ segui sempre quello che hai dentro/ ti aiuterà quando avrai tutti contro».

C’è una saggezza antica e inattaccabile, in questo invito che nasce non da elucubrazioni astratte – quelle non appartengono al repertorio del rock -, ma da una nitida visione dell’esistenza e da un buon senso popolaresco, dunque solido. Saggezza che in tempi di complesse dissertazioni etiche ci propone la via mediana d’una morale pulita ma non bigotta, quella appunto della gioia: di vivere, dei sensi, della fantasia liberata, della naturalezza. Dell’anticonformismo, in definitiva, come scelta responsabile e autonoma: non per niente tra gli estimatori di Simone, fin dai tempi del suo esordio sanremese e del suo passaggio a ‘Music farm’, c’è Vasco Rossi, che di queste cose è maestro e che più volte ha chiamato il giovane emulo ad aprire i suoi concerti.
Ma a rendere l’album ancora più accattivante, c’è il candore giovanile che lo attraversa. La lieta ‘sorpresa’ che, nel brano iniziale, caratterizza l’incontro con l’amore, e con essa l’energia limpida del ritmo e il felice, carnale sfrenarsi delle chitarre secondo la grammatica antica e sempre nuova del rock. E poi tutta una serie di bozzetti semplici ma emblematici, e di slogan d’immediata efficacia: ancora le euforiche, un po’ misteriose sensazioni dell’amore nascente in ‘Fuori come un balcone’ (‘Ogni giorno, anche il più stronzo/ sembra sempre che è Natale’); il realismo consapevole di ‘Testa o croce’; la grazia pensosa e il lirico crescendo di ‘Scuola della vita’, appunto, con quel lento fluire di suoni; la confidente intensità di ‘A te’; i corsi e i ricorsi della memoria in ‘Vieni vieni bambina’.
E ancora, ecco la sognante evasione di ‘Questa notte’ (‘un delirio pazzesco/ dove mi guardo dentro, entro ed esco/ dove scappo piano piano/ da quel tran-tran quotidiano’). E in ‘Burattini e marionette’, ma anche in ‘Grido disperato’, la fame di libertà delle giovani generazioni, rispetto al mondo adulto, alle sue ipocrisie e ai suoi diktat. Con la rivendicazione di quel diritto alla sensualità che trova nella conclusiva ‘Sesso’ la sua espressione più esplicita, e che costituì fin dai remoti anni Cinquanta la carta vincente, e la componente più rivoluzionaria dell’allora nascente rock’n’roll. E che ispira anche l’irruenza selvatica di ‘Tra le mani’ e la sensualità trasognata di ‘Pura follia’.
Poi c’è l’apparato musicale: melodie lineari, a pronta presa, cui l’apporto di musicisti di vaglia – Roberto Colombo in un brano, e Vince Tempera negli arrangiamenti e nella produzione dell’intero album – annettono un valore aggiunto di suoni, ritmi, trasparenze, impazienze, comunicatività.
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