Legge sulla musica: l'industria bussa di nuovo alla porta dei politici

Discografici (FIMI, PMI, Audiocoop), musicisti (Assoartisti), organizzatori di concerti (Assomusica), gestori di locali (Superclub) e circoli Arci approfittano della data simbolica del 21 giugno, festa europea della musica, per presentare a Governo e Parlamento una “piattaforma istituzionale per il rilancio del settore”. Il programma, articolato in dieci punti tutti invocati a più riprese dagli addetti ai lavori (vedi News), propone il riconoscimento del valore sociale e culturale di tutte le forme di musica, l’inserimento delle stesse nei programmi didattici delle scuole, l’incentivazione delle nuove tecnologie e della digitalizzazione dei repertori, misure di defiscalizzazione a favore delle attività di ricerca e sviluppo di nuovi talenti, la parificazione tra supporti musicali e altri prodotti culturali sul piano dell’Iva, l’apertura di nuovi spazi per la musica dal vivo (con incentivi fiscali e semplificazione delle procedure amministrative), la parificazione tra video musicali e le altre forme di cinematografia, la promozione all’estero della musica nazionale nell’ambito del “made in Italy”: proposte e suggerimenti che, si augurano i firmatari della piattaforma, la nuova compagine di governo prenderà in considerazione per formulare la tanto agognata “legge per la musica”.
Dall'archivio di Rockol - Music Biz Cafe, parla Enzo Mazza (FIMI)
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