UK, troppi festival estivi in assenza di Glastonbury

Nell’estate orfana di Glastonbury gli altri grandi festival rock inglesi stanno facendo il regolare pieno di prevendite e di sold out (vedi News). Ma qualche evento più piccolo, viceversa, si vede costretto ad alzare bandiera bianca e qualcuno, oltre Manica, comincia a temere che la sovrabbondanza di offerta possa produrre effetti controproducenti sulla domanda di musica dal vivo.
“Diciamoci la verità, la bolla è scoppiata”, ha dichiarato al sito Music Week il fondatore dell’agenzia di biglietteria elettronica eFestivals, Neil Greenway: e tra le vittime della crisi strisciante il settimanale inglese cita il Lost Weekend Festival nel Devon, cancellato all’ultimo momento dopo che lo sponsor principale AEG UK ha deciso di chiudere i cordoni della borsa, spaventato dalle basse prevendite e scontento di un cast (Zutons, New York Dolls, Julian Cope, Dreadzone) privo a suo dire di nomi di grande richiamo. Costruire un cartellone di star, spiega Greenway, è assai difficile dal momento che i grossi promoter come Live Nation e MCD cercano di strappare contratti di esclusiva agli artisti più popolari (“Anche se poi”, sottolinea John Gidings di Solo Promotions, affiliata alla stessa Live Nation, “sono i gruppi a decidere dove suonare e a dettare le condizioni del mercato”). Una possibile soluzione? Organizzare eventi di nicchia e diversi da tutti gli altri, come il Latitude che Mean Fiddler organizza a Southwold, nel Suffolk, dal 14 al 16 luglio con un programma misto di musica, teatro e reading di poesia e letteratura. Nell’attesa che, il prossimo anno, torni “Glasto”. “Con la sua enorme esposizione televisiva”, sostiene uno degli organizzatori, Melvin Benn del Mean Fiddler, “crea una piattaforma di lancio per tutti gli altri festival e beneficia l’intero settore”.
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