Ciro Perrino: ‘La rivisitazione de ‘L’isola’? Più terrena e carnale’

“L’isola” è il nuovo progetto discografico pubblicato da Ciro Perrino . Il disco è la nuova versione del suo album omonimo precedente, “L’isola”, uscito nel 2002: “Il primo album”, ha spiegato a Rockol Perrino, “Era nato come progetto orchestrale. Ho sentito l’esigenza di rivisitarlo per motivi compositivi e pratici, perché andare in giro con i trenta elementi che formavano l’orchestra diventava un po’ difficile, così ho pensato di fare una versione più concreta dal punto di vista musicale, con soli 13 musicisti”.
“L’isola” è un progetto nato grazie all’Isola di S.Giulio, sul Lago d’Orta in provincia di Novara. Al centro dell’isola si erge un antico monastero del diciassettesimo secolo, e lungo le mura del monastero ci sono due sentieri: il primo percorso si chiama “La via del silenzio” e propone, grazie a dei cartelli affissi, dieci pensieri sul silenzio, mentre il secondo sentiero, “La via della meditazione”, è caratterizzato da altri dieci pensieri inerenti alla riflessione.
“Sono dei percorsi interessanti che mi hanno ispirato le musiche dell’album”, ha precisato l’artista, “Chiunque, a prescindere dalla propria fede e dalla propria religione, è d’accordo su una frase: ‘Ascolta il silenzio’. Durante la visita al monastero ho appuntato alcune frasi su un foglietto che inizialmente ho messo da parte. Quel pezzo di carta ha poi cominciato a cadere per terra, a ripresentarsi davanti ai miei occhi nei momenti più diversi: ho capito così che era un segnale, e sono proprio le riflessioni che avevo scritto che mi hanno iniziato a questo progetto nel 2002”.
“La prima versione de ‘L’isola’”, ha aggiunto Perrino, “era molto eterea, sognante, priva in qualche modo di parte terrena e carnale. Le percussioni erano state utilizzate in un certo modo, e si era dato spazio per la maggior parte agli archi. Ho provato a rileggere i venti brani, uno per ogni cartello dei due sentieri del monastero. Ho inserito diverse sezioni ritmiche, volevo dare a ‘L’isola’ pubblicata ad aprile un’espressione diversa, più carnale, più concreta. Ho lasciato il contrabbasso e il violoncello, che si sposano benissimo con le percussioni: mi sembrava di ritornare ai miei esordi quando avevo uno stile prog-rock”. “Non sono cambiato molto dai tempi dei miei primi dischi”, ha tenuto a precisare l’artista, “ho solo modificato il mezzo con cui propongo la mia musica. Cambia l’espressione in base agli strumenti che si utilizzano, ho suonato con chitarre, con i synth, ma so benissimo che quei suoni posso anche riprodurli e riarrangiarli con gli archi e con i vari strumenti da orchestra. L’impatto è certamente diverso, cambia il timbro, si lavora su un tappeto statico dove nulla sembra muoversi, ma se si ascolta con attenzione e passione allora si percepiscono gli arpeggi e i loop che si creano e che danno ritmo al brano. La musica è energia, e io sono solo lo strumento con cui questa energia cerca di esprimersi. Il brano ha una propria anima, ed è lui stesso che ti fa capire che hai ancora molte atmosfere da sperimentare e mille chiavi di lettura con cui suonarlo”.
Diversi album di Ciro Perrino sono stati pubblicati anche all’estero: “In Giappone ho riscosso molto successo”, ha spiegato l’artista, “Lì hanno una mentalità aperta, e acquistano ancora oggi alcuni dei miei primi album prog. Negli USA invece è un discordo diverso, anche lì sono stati distribuiti alcuni miei progetti, ma per sapere davvero quanto vendi e se piace o meno, conviene gestirsi da soli e prendere in mano la situazione di persona”.
L’album verrà promosso attraverso un tour che partirà a settembre: “Ho voluto aspettare che tutti i musicisti fossero liberi da tournée estive. Non mi andava di sostituirli per il tour, sono musicisti che si sono appassionati al progetto e che vorrei al mio fianco nella promozione dell’album. Per quanto riguarda i concerti abbiamo pensato ad uno spettacolo di atmosfera, morbido e semplice, come richiede il progetto. Ci sono varie opzioni, come quella di lavorare ed interagire con dei mimi. Ci sarà anche un piccolo intervallo tra le due fasi dell’album per dare un maggiore significato ai due pensieri”.
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