I Muse adottati dall'Italia: 'Mauro Pagani ci ha fatto scoprire nuova musica'

I Muse adottati dall'Italia: 'Mauro Pagani ci ha fatto scoprire nuova musica'
Gli inglesi, si sa, esagerano. Per cui il fatto che un noto settimanale d'oltremanica definisse il concerto milanese dei Muse di ieri sera, 7 giugno, “uno dei più attesi degli ultimi mesi”, va preso con le pinze. Qualcosa, però, vuole dire: la data è stata un'anteprima mondiale del tour di una band che negli ultimi ha avuto un successo esponenziale e il cui quarto disco, “Black holes and revelations”, in uscita a fine mese, promette altrettanto.
“Pressione?”, sorride il leader Matthew Bellamy, che oggi ha incontrato la stampa italiana insieme al resto della band, Dom e Chris. “Inizio a sentirla adesso che mi si racconta di quest'attesa. In realtà abbiamo lavorato a questo disco isolandoci dal mondo, girando varie città, e sopratutto suonando per il piacere di farlo”.
Di certo, “Black holes and revelations” segna un deciso passo avanti nel percorso artistico di una band che inzialmente sembrava uno dei tanti cloni dei Radiohead. Si parte dal singolo “Supermassive black hole” (con i suoi suoni e il falsetto quasi alla Prince) o dal rock melodico di “Sunlight” per arrivare al finale sperimentale e progressive di “Hoodoo” e “Knights of Cydonia”. “Sono i due lati della creatività della band”, spiega Bellamy. “Quello più diretto delle prime canzoni, e quello più esoterico delle ultime. Molto è dovuto anche ai luoghi in cui le abbiamo registrate: New York ci ha dato energia, ritmo; l'Italia ci ha fatto scoprire nuovi suoni e nuovi arrangiamenti”.
Un rapporto speciale quello con l'Italia. Non solo perchè il pubblico locale ha adottato la band fin dagli esordi, ma perchè ormai Matthew vive qui, a Como, dove spesso viene raggiunto dai compagni: “Mi sono trasferito seguendo la mia ragazza, che ho conosciuto a Londra. Lei è italiana, si stava specializzando in psicologia in Inghilterra e ora lavora in un ospedale a Milano, così ho deciso di trasferirmi qui per stare con lei”. La ragazza lo porta spesso ai concerti a Milano, tanto degli Strokes quanto di Ligabue a San Siro (“Lei è una sua fan... L'ho conosciuto al Festivalbar, è una bella persona. Mi piace la sua musica anche se solitamente io ascolto cose più sperimentali”, dice di lui); nei giorni scorsi all'Alcatraz di Milano hanno fatto le prove del tour. Ma sopratutto, hanno registrato parte del disco alle Officine Meccaniche, gli studi di registrazione sui Navigli di Mauro Pagani: “Mauro è una persona speciale”, sottolineano i tre Muse. “Ha arrangiato gli archi di 'City of delusion', perchè è uno splendido suonatore di violino'', racconta Dom. Ma sopratutto, sottolinea ancora Matthew, “Mauro ci ha fatto scoprire musiche nuove, dischi folk che poi hanno influenzato alcune atmosfere delle canzoni; anche musica napoletana di un cantante a cui stava lavorando, e che mi è piaciuto parecchio”. Bellamy non ricorda il nome di questo fantomatico cantante: se fosse Massimo Ranieri - i cui ultimi dischi dedicati alla canzone napoletana sono stati lavorati proprio da Pagani – sarebbe uno strano percorso...
Una chiara inflenza sul disco sono invece i Queen: echi di “Bohemian rhapsody” si sentono proprio in “Knights of Caledonia”. “Capisco questo collegamento”, spiega Bellamy. “Mi piace molto Freddie Mercury, e anche lui ascoltava musica classica come me, cose tipo Berlioz. Credo che più che un'influenza diretta, siano delle fonti musicali che abbiamo in comune”.
Nonostante non si dicano attivamente impegnati politicamente, “Black holes and revelations” è un disco dai forti toni poltici, in più di un'occasione. “Mi piace raccontare la vita di ogni giorno”, spiega Bellamy, “Ma anche aspetti meno diretti. Il titolo viene da questa duplicità: da un lato ci sono le rivelazioni di ogni giorno, gli aspetti quotidiani ma anche l'inquietudine di questo periodo, in cui certe volte non si capisce cosa stia succedendo”.
Una certezza dei Muse è il tour: quest'estate suoneranno nei principali festival europei (con l'aggiunta, per la prima volta, di un tastierista aggiunto che ha debuttato ieri sera). Il tour vero e proprio partirà dall'autunno, con diverse date in Italia a dicembre.
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