Neffa presenta il nuovo album: 'Ecco il futuro che non mi piace'

Neffa presenta il nuovo album: 'Ecco il futuro che non mi piace'
Si parte da suggestioni letterarie, in particolare da Aldous Huxley (a cui rimanda il titolo del singolo "Il mondo nuovo") e Louis-Ferdinand Cèline (come non associarlo al titolo dell'album, "Alla fine della notte"?) per parlare della nuova fatica di Neffa, tornato sulle scene con un album di inediti dopo tre anni di silenzio discografico: "Ero piccolo negli anni Settanta", ci racconta l'artista, che Rockol ha incontrato in un hotel milanese, "e allora il futuro era proiettato verso il cosmo, verso lo spazio. Pensavamo alle macchine volanti, ai viaggi intergalattici, alle ambientazioni, insomma, proprie della fantascienza classica. Oggi, invece, mi sembra che il futuro sia da dipingere a tinte più fosche: al posto di proiettarci verso l'esterno e lo sconosciuto tendiamo sempre di più a scavare in noi stessi. Non ci vediamo più come esseri umani, ma come 'portatori sani di euro', come risorsa da sfruttare. Pensavo che il futuro portasse con se un nuovo umanesimo, invece...".
Dal punto di vista musicale, Neffa non perde il vizio di miscelare stili ed atmosfere, senza preoccuparsi troppo di cosa possano pensare gli ascoltatori meno "elastici": "Dal soul al pop, passando per l'hardcore, non ho fatto altro che passare in rassegna tutte le mie esperienze come musicista. A me interessa la musica, tutta la musica. Non mi interessa seguire codici per i quali - ad esempio - una batteria elettronica possa rendere moderno un brano: nel mio nuovo disco la batteria è acustica ma il basso è synth, e non ho idea di come questa scelta possa essere interpretata dalla gente. A me piaceva, e basta". La genesi di "Alla fine della notte" è stata suggestiva: "Ero stanco, non 'staccavo' da un pezzo e volevo andare al mare. Puddu, il mio chitarrista, mi aveva parlato di Formentera, già meta di artisti come Dylan e Plant: ci era sembrata un'ottima idea per gettare le basi per il nuovo disco, così siamo partiti, non sapendo però di ritrovarci, di lì a poco, in una delle località preferite dal turismo di massa italiano. Nonostante tutto lo stare nella stessa casa, per un po' di tempo, ci ha permesso di lavorare al materiale per l'album: le esperienze che abbiamo passato insieme sono state fondamentali nella scrittura di 'Alla fine della notte'". Altrettanto fondamentale è stato l'apporto della band, che ormai accompagna Neffa in studio e dal vivo da diversi anni: "Non avevo intenzione di mettere insieme un gruppo di musicisti, ma di riunire personalità forti e differenzi: da solo, infatti, farei fatica ad avere una visione completa ed imparziale dei frutti del mio lavoro. Con il gruppo, invece, ho una tale varietà di punti di vista e pareri differenti da potermi permettere di valutare serenamente la resa delle canzoni". Tutto pronto per il tour, quindi? "Sì, ma non voglio che l'agenzia di concerti mi imponga su certi palchi", precisa Neffa: "Non voglio essere 'siringato' sotto le luci della ribalta per ragioni 'musical-politiche', quindi a breve non ho programmi precisi. Ma se ci sarà gente disposta ad ascoltarmi, sono pronto a saltare sul furgone con la band anche domani".
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