Usa, spettatori di concerti citano in giudizio Clear Channel e Live Nation

Clear Channel, colosso della radiofonia americana, e Live Nation, il più grande organizzatore mondiale di spettacoli, sono da qualche mese due entità separate (vedi News). Ma intanto a Denver, negli Stati Uniti, è partita contro di loro un’azione giudiziaria collettiva in nome e per conto di tutti i cittadini degli stati del Colorado, Utah, New Mexico, Arizona, Kansas, Wyoming e Nebraska che tra il giugno del 1998 e il dicembre del 2005 si siano recati a concerti promossi dalla società. La tesi degli attori in giudizio è che Clear Channel/Live Nation abbia violato le norme antitrust, limitando l’ “airplay” radiofonico di artisti che si rivolgono ad agenzie rivali per l’organizzazione dei loro concerti e gonfiando ingaggi e corrispettivi di cantanti e musicisti (“in alcuni casi di oltre il 100 % sugli incassi”, dice l’atto di citazione) in modo da sottrarli alla concorrenza: con il conseguente effetto collaterale di un aumento ingiustificato dei prezzi dei biglietti a danno degli spettatori.
L’operato di Clear Channel era già finito sotto la lente di ingrandimento del Dipartimento di Giustizia americano (vedi News): che tuttavia, a conclusione di quasi tre anni di indagini, ha recentemente archiviato la pratica non avendo riscontrato nessuna irregolarità palese nel suo comportamento. Secondo i suoi oppositori, è stata determinante in tal senso la decisione di separare le due società: nonostante questo, sostengono, "Clear Channel e Live Nation continuano ad essere dominate dagli stessi individui”.
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