Comunicato Stampa: 'Musica per i tuoi occhi', relazioni fra suono e arte visiva

Comunicato Stampa: 'Musica per i tuoi occhi', relazioni fra suono e arte visiva
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Musica per i tuoi occhi

30 MAGGIO 2006
H.21.30
SERATA DI INAUGURAZIONE
AB +
PIAZZA CESARE AUGUSTO ANG. VIA PORTE PALATINE

Musica per i tuoi occhi, un progetto sperimentale, nato dalla collaborazione che si sviluppa in quel territorio di frontiera dove sono possibili tutte le relazioni esistenti fra suono e arte visiva.
Il progetto intende evidenziare i rapporti fra le due discipline che possono trovare punti di contatto e di scambio nella contaminazione fra spazi fisici, sonori e visivi venendo a sottolineare quell’unione intrinseca della Musica con le Arti Visive.
Tre tempi musicali, scelti dal curatore Antonio La Grotta, “allegro ma non troppo”, “adagio con espressione” e “presto agitato”, dettano il ritmo delle opere che gli artisti espongono. Il tempo “presto agitato” è stato interamente interpretato dagli studenti del corso di fotografia dell’ Istituto Europeo di Design di Torino.
Tre tempi che dettano la colonna sonora della mostra a cura di tre artisti dell’etichetta discografica Mescal.
Tre tempi che vivranno anche attraverso tre diversi allestimenti curati dal laboratorio di architettura Maas in collaborazione con Lattore Ambientazioni.
Tre tempi che troveranno tre differenti spazi per la loro esposizione: gli uffici MO Vi DA e Mescal (C.so San Martino 4) ospiteranno le opere degli studenti dello IED.,il tempo “adagio con espressione” la farà da padrone nello Studio + (Via Parma 52) , mentre “l’allegro ma non troppo” sarà il tema all’ AB+ noto locale nel cuore di Torino che ospiterà inoltre la serata di inaugurazione il 30 maggio.
Dalle h. 21,30 del 30 maggio Lele Battista, Cristina Donà e i Perturbazione incanteranno il pubblico con i loro set acustici creati ad hoc.

Introduzione storica
Molte riflessioni teoriche sulle arti visive dell’avanguardia primo-novecentesca, vedevano nell’essenza della musica la condizione di astrazione cui aspirare. Una simbiosi dell’energia del suono con la forza del segno poiché entrambi indirizzati all’immaginazione, all’interiorità.
Il musicista è il pittore dell’immaginazione che per cogliere la passione deve passare per l’immagine. Così Rossini non fa metafore quando afferma che la musica parla agli occhi, che l’opera buffa dipinge con tutta la possibile larghezza del pennello. L’oggettività, come punto cardine, viene messa in discussione fino disgregarsi in una sinfonia di suoni, incanalati su binari paralleli riconducibili al Simbolismo, al Blauer Reiter, al Cubismo, al Futurismo.
Kandinskij utilizza la musica come modello cui richiamarsi nel processo di definizione di un’arte pittorica completamente indipendente dal referente naturalistico, capace quindi di trovare nella specificità dei propri mezzi di espressione nuove possibilità formali. Ma la relazione tra musica e arte non è da intendersi in maniera diretta e biunivoca. Kandinskij si muove sempre all’interno di un orizzonte pittorico dove le analogie e le somiglianze delle due arti sono stimoli di riflessione.
La percezione della realtà è di ordine pittorico-musicale: ciò che si vede si trasforma in suoni, canti, sinfonie. La visione si traduce in esperienza psichica, una sorta di sinfonia di colore. Nella teoria armonica del colore, Kandinskij accosta colori e timbri prodotti da strumenti musicali. Questo sistema cromatico deriva dal principio della risonanza interiore: ogni colore produce un effetto psichico sullo spettatore, un’emozione, che sta alla base del cerchio cromatico e dei rapporti tra i colori.
Compositori come Wagner, Mussorgskij, Debussy, hanno seguito un percorso analogo a quello di Kandinskij nel campo della musica: un suono puro senza alcuna funzione descrittiva.
Anche Schoenberg, con cui Kandinskij ha molte affinità teoriche, lo si può inserire all’interno di quella riflessione primo-novecentesca dell’arte monumentale di tradizione del romanticismo tedesco.
Le dissonanze compositive di Kandinskij, l’espressione intuitiva, inconscia di Schoenberg costituiscono l’opera astratta, un’opera inesplorata, dove lo spettatore ha il compito di completare l’atto creativo.
Così come nella pittura e nella musica anche la Fotografia cerca di descrivere il mondo reale attraverso l’immaginazione dell’uomo e quindi anche dalla scelta che l’obiettivo faceva del particolare.
In contrapposizione al Pittorialismo di fine ottocento, A. G. Bragalia teorizzava nel volume Fotodinamismo futurista del 1911, insieme a fotografi come Laszlo Moholy-Nagy, Man Ray, Luigi Veronesi, l’importanza essenziale della ricerca che riaffermava o giungeva all’astrattismo.
Fu questo il punto di partenza di ogni avventura e ricerca successiva, testimoniate dall’attività di innumerevoli artisti e movimenti: gli esperimenti di John Cage e l’Happening, la prevalenza di suoni e rumori rispetto al linguaggio verbale; Fluxus, il flusso continuo fra musica, poesia e teatro; l’espressività materica dei pittori informali, uniti dall’idea di un’avventura totale; gli sperimentalismi del gruppo Fotoform e la Subjective Fotografie, e via dicendo.
Dopo l’inaugurazione sarà possibile visitare la mostra per venti giorni previo appuntamento telefonico.
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