MantovaMusicaFestival: da Bindi alla Nannini, tante 'Italie' a confronto

MantovaMusicaFestival: da Bindi alla Nannini, tante 'Italie' a confronto
Mantova atto terzo: e, anche stavolta, nella babele di spettacoli, happening, reading letterari e tributi, nella folla di musicisti, scrittori, giornalisti, comici e operatori culturali, si fa prima a dire chi non c'è. Dopo l'esordio "contro" (il Sanremo di Tony Renis) e una seconda edizione servita per sganciarsi dalla polemica politica, il terzo anno parte alll'insegna di un tema unificante, "Italia Italie". Cioè "la ricucitura delle differenze", come spiega il condirettore artistico Vittorio Cosma. Ma anche stavolta la politica, se non in senso lato, non c'entra niente. "Qui", spiega Nando Dalla Chiesa, uno degli ideatori della manifestazione, "non pensiamo certo a ricomporre l'Italia spaccata dalle elezioni, piuttosto vogliamo mettere a confronto le differenze musicali esistenti tra culture che si affiancano, intrecciano, distanziano, contaminano. Geograficamente, con molta attenzione alle musiche dialettali, e temporalmente, in un percorso che parte dall'Italia del dopoguerra e arriva a quella di oggi, muovendo dalla grande canzone d'autore anni '50 e '60 per arrivare alle proposte musicali delle nuove etnie che anche musicalmente si insediano sul nostro territorio". Di qui l'idea di aprire la cinque giorni, mercoledì 24 maggio in Piazza Sordello, con un omaggio a Umberto Bindi (presenti il suo paroliere storico Giorgio Calabrese, Franco Battiato, Bruno Lauzi, Gino Paoli, Antonella Ruggiero, Morgan, il jazzista Renato Sellani, la cantante/sassofonista Cristiana Polegri che eseguirà un pezzo inedito e Ricky Gianco, altro condirettore artistico del Festival che ricorda di avere incontrato lo scomparso cantautore alla tenera età di 17 anni). E' uno dei due unici concerti a pagamento, insieme a quello che Gianna Nannini terrà in chiusura di manifestazione: proprio lei, la rockeuse toscana tornata recentemente agli onori delle classifiche: "Ma di quello non ci curiamo", precisa la presentatrice Pamela Villoresi. "Se c'è un senso politico, in questo festival, è quello di essere totalmente svincolato da logiche di mercato". Ecco, allora, un programma ricco di performance uniche e speciali ("In piazza e non più a teatro", sottolinea Cosma, "per renderle più accessibili a tutti"), rassegne di classica contemporanea e jazz (la chiuderà il curatore Gaetano Liguori (la chiuderà lui stesso con un'esibizione multimediale ispirata al cinema di Kurosawa), la "musica d'autore" di Pacifico, Carlo Fava e Ivan Segreto, i concerti di Dolcenera, Giovanni Allevi, Mauro Pagani, Simone Cristicchi, Max Gazzè, Niccolò Fabi e Mario Venuti, il laboratorio di "Hyde Park" con il "palco rock" di Giuliano Palma & the Bluebeaters, Caparezza, Baustelle e spazio a "dilettanti non allo sbaraglio", come dice Dalla Chiesa, per lo più dell'area mantovana. E poi ancora incontri di musica e parole, presentazioni di libri, concerti improvvistati di piazza, cori e spettacoli di bambini e l'usuale concorso riservato a 18 nomi emergenti scelti dalla commissione selezionatrice (il programma completo è disponibile sul sito ufficiale della manifestazione, mantovamusicafestival.it). I promotori vengono gratis, gli artisti, spiega Dalla Chiesa, partecipano a rimborso spese o cachet ridotto all'osso. "Il tutto costa sui 400 mila euro. Quasi un miracolo, considerata la qualità degli interventi e l'intensità del programma".
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