Pearlman (Backstreet Boys): 'Creerò la nuova Jive'

Lou Pearlman, il celebre "inventore" di boy band come Backstreet Boys e ‘N Sync, ha un sogno: rinverdire con la sua Transcontinental i fasti della vecchia Jive di Clive Calder, la indie che negli anni ’90 seppe rivaleggiare con le major del disco prima di finire assorbita da una di loro (vedi News). Con questo obiettivo ben chiaro in mente, ha appena aperto in Inghilterra una filiale della sua holding musicale attiva dal 1996 e ne ha affidato la gestione all’esperto Steve Gilmore, titolare della agenzia di management Asylum; ma la sua intenzione è di mettere sotto contratto artisti indipendentemente dalla loro nazionalità e di allargare la sua presenza in tutto il mondo operando in piena autonomia e scegliendosi i partner di volta in volta più adatti per la promozione e la distribuzione dei suoi prodotti.
L’ultima scoperta di Pearlman, gli US5, hanno già venduto 500 mila singoli negli Stati Uniti e 350 mila album in Germania, e in occasione dell’imminente lancio inglese saranno protagonisti di un reality show televisivo per Mtv, in onda a partire dalla fine di giugno. “La gente mi chiede spesso quando finirà tutta questa storia delle boy band. Io rispondo sempre che succederà solo quando Dio la smetterà di creare le ragazzine” ama ripetere il magnate americano, convinto che la formula che gli ha dato tanto successo in passato sia ancora in grado di riservargli grandi soddisfazioni.
Dall'archivio di Rockol - Music Biz Cafe, parla Paolo Salvaderi (Radio Mediaset)
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