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NEWS   |   Industria / 05/05/2006

Warner riduce il deficit (e obbliga EMI ad alzare il prezzo dell'offerta)

Warner riduce il deficit (e obbliga EMI ad alzare il prezzo dell'offerta)
Al momento giusto (quando cioè si tratta di alzare la posta per un'eventuale vendita alla EMI), il gruppo discografico guidato da Edgar Bronfman Jr. sforna risultati migliori del previsto, riducendo significativamente il disavanzo di gestione nel secondo trimestre di esercizio a 7 milioni di dollari, 5 centesimi per azione contro i 15 pronosticati dai principali analisti: merito soprattutto del mercato emergente della musica digitale e dei numeri di vendita registrati dagli ultimi best seller di Madonna, James Blunt e Sean Paul. "Questo significa che la EMI dovrà pagare tra i 30 e i 33 dollari ad azione", ha osservato Laura Martin, analista per conto di Soleil Media Metrics (invece dei 28 dollari e mezzo previsti dalla prima offerta di acquisto).
Dovesse andare in porto la vendita, il pacchetto di azioni in possesso di Bronfman gli assicurerebbe una buonuscita di 3-400 milioni di dollari; al suo vice Lyor Cohen spetterebbero tra i 60 e i 100 milioni.