Comunicato Stampa: Festival internazionale 'Time In Jazz', XIX edizione

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festival internazionale
Time In Jazz
XIX edizione:
"Cookin’ Jazz"
Berchidda (Olbia-Tempio), 10>15 agosto 2006
con la direzione artistica di Paolo Fresu

Comunicato stampa del 22 marzo 2006
A Berchidda dal 10 al 15 agosto la diciannovesima edizione
del festival Time in Jazz.

Una manciata di spaghetti in cottura dentro un’insolita pentola: la campana di uno strumento a fiato. In alto campeggia una scritta rossa, tracciata a mano con la salsa di pomodoro: "Cookin’ Jazz". Ecco immagine e titolo del prossimo festival Time in Jazz, che a mezza estate celebra la sua diciannovesima edizione. Il periodo è quello consueto, intorno a ferragosto. E Berchidda, al confine fra Gallura e Logudoro, nel nord-est della Sardegna, ne è come sempre l’epicentro: nel paese natale di Paolo Fresu, ideatore e direttore artistico della manifestazione, si concentra infatti la maggior parte degli eventi in programma.

Ad ospitarli, tanti "teatri" diversi e spesso inusuali: il palco centrale in Piazza del Popolo, naturalmente, luogo deputato per i concerti serali, clou della manifestazione. Ma anche i boschi e i selvaggi pendii del Monte Limbara, e le chiesette campestri nei dintorni del paese e dei centri più o meno vicini toccati da questo o quell’appuntamento: Tempio Pausania, Ozieri, Oschiri, Monti, Nughedu San Nicolò e la "new entry" Pattada. E non finisce qui, perché il calendario promette musica anche a bordo di un treno in arrivo da Cagliari, di una nave in viaggio nel Tirreno e all’aeroporto di Olbia. La durata del festival si adegua alle circostanze andando ad abbracciare l’arco di sei giorni, dal 10 al 15 agosto, con una "coda" all’alba del 16: il tempo giusto per apprezzare il fitto cartellone di concerti e il consueto apparato di mostre, esposizioni ed eventi raccolti sotto l’insegna del P.A.V., la costola di Time in Jazz dedicata alle arti visive.

"Cookin’ jazz", dunque: ovvero, jazz e cucina, jazz e gusto. Sull’abbinamento di due termini apparentemente lontani, il festival gioca quest’anno le sue carte per proseguire il percorso, da sempre caro a Time in Jazz, del confronto fra musica e altri codici. Ma il connubio in questo caso è particolarmente intrigante e appetitoso, tanto più se può celebrarsi nel clima di accoglienza e ospitalità tipico di quest’angolo di Sardegna. Terra di forti tradizioni: culturali, musicali, ma anche e soprattutto enogastronomiche.

Oltre all’indispensabile contributo delle Istituzioni che sostengono la manifestazione – il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, l’Assessorato allo Spettacolo e Attività Culturali e quello al Turismo della Regione Autonoma della Sardegna, il Comune di Berchidda, la Provincia di Olbia-Tempio, la Comunità Montana del Monte Acuto e le Amministrazioni Comunali dei diversi centri interessati – il festival si affaccia alla sua diciannovesima volta con la preziosa collaborazione di un folto stuolo di enti e aziende: Fondazione Banco di Sardegna, Ente Foreste della Sardegna, ERSAT, Istituto Superiore Regionale Etnografico, Trenitalia e RFI, Meridiana, GEASAR, Gambero Rosso, Fondazione Fabrizio De André, Cantina Sociale Giogantinu, Nuova Casearia, Rau Arte Dolciaria, Distilleria Lucrezio R, FAB Autoservizi, Pincar, Cooperativa La Memoria Storica, Ente Musicale di Nuoro, Associazione Blue Note Orchestra Associazione Culturale TiConZero.

Time in Jazz può così imbandire una tavola come sempre ricca di prelibatezze musicali (e non solo) da assaporare in luoghi e orari differenti, dalla mattina a notte fonda, col previsto contorno di una serie di iniziative come degustazioni ed esposizioni di prodotti tipici dell’enogastronomia berchiddese (già collaudato con successo lo scorso anno) e isolana.

Il menù dei concerti offre l’imbarazzo della scelta. Il piatto forte, si sa, sono gli appuntamenti serali in Piazza del Popolo, al via sabato 12 agosto. Ma già nei due giorni precedenti il festival avrà vissuto alcuni dei suoi momenti più interessanti. Come il concerto in programma il 10 pomeriggio (ore 18) all’Agnata, la località nei pressi di Tempio Pausania che il grande Fabrizio De Andrè elesse a uno dei suoi luoghi di ritiro preferiti. Il successo che l’anno scorso raccolse da queste parti Danilo Rea col suo omaggio al cantautore scomparso, invita a ripetere l’esperienza: protagonista, stavolta, l’affiatatissimo duo della cantante Maria Pia De Vito con la pianista Rita Marcotulli.

Anche il concerto in programma la sera dopo (venerdì 11, ore 21.30) si candida a restare nell’album dei migliori ricordi: nella Chiesa di N.S. di Monserrato, a Ozieri, tengono banco il trombettista norvegese Arve Henriksen, una delle espressioni più originali del nuovo jazz scandinavo, e l’americano Jan Bang ai sampler.

Ritroveremo i due anche nel set che inaugurerà, sabato 12, la serie di serate in Piazza del Popolo, cuore del festival nel cuore di Berchidda, quest’anno all’insegna delle produzioni originali (e tutte con inizio alle 21.30). Si affida infatti al contributo di Henriksen e Bang il percussionista Paolo Vinaccia per condire di sonorità elettroniche il suo progetto "The Receipe": polpo con uva passa e pinoli è la ricetta in questione, e chiama in scena anche una coppia di attori litigiosamente divisi, dietro i fornelli, su ingredienti e modalità di cottura.

I brindisi più noti della lirica sono invece lo spunto tematico de "Il vino all’opera", altro progetto speciale proposto la stessa sera del 12 dal P.A.F. trio: Paolo Fresu (tromba e flicorno), Antonello Salis (pianoforte) e Furio Di Castri renderanno un giocoso omaggio al nettare di Bacco pescando da classici come Donizetti, Rossini, Mascagni e Verdi, e trovando un degno complemento visivo nelle immagini create all’impronta dall’artista Alex Pinna.

Evocano incroci fra jazz e palato anche i due set al centro dei riflettori domenica 13: si intitola "Bere, mangiare, cantare" quello che avrà per protagonisti Peppe Servillo (cantante e fondatore degli Avion Travel) e gli argentini Javier Girotto (ance) e Natalio Mangalavite (pianoforte); mentre si annuncia come un "Concerto per quintetto e catering" quello del pianista Stefano Bollani alla testa di una formazione che schiera Mirko Guerrini e Nico Gori alle ance, Ferruccio Spinetti al contrabbasso e Cristiano Calcagnile alla batteria.

"In cerca di cibo" era il titolo di una riuscitissima incisione di qualche anno fa (per la ECM) del duo formato da Gianluigi Trovesi e Gianni Coscia: il sassofonista e il fisarmonicista ne rispolvereranno il titolo per aprire la serata del 14. Serata che, nel set successivo, sarà illuminata dalla presenza di un’autentica protagonista del jazz degli ultimi quattro decenni, Carla Bley. La pianista, compositrice e arrangiatrice americana arriva a Berchidda in compagnia di un altro nome storico, il bassista Steve Swallow, e del sassofonista inglese Andy Sheppard, per congiungersi con l’Orchestra Jazz della Sardegna e dare forma a un altro progetto originale del festival, "Dinner Music": una coproduzione di Time in Jazz, dell’associazione Blue Note Orchestra di Sassari e dell’Ente Musicale di Nuoro, che prende in prestito il titolo, anche in questo caso, da un disco di ieri (del 1976, per l’esattezza) della Bley.

L’ultimo appuntamento in Piazza del Popolo (la sera del 15) è come sempre all’insegna della festa: a menare le danze sarà la Gangbé Brass Band, in arrivo dal Benin con la sua travolgente miscela a base di jazz e di ritmi e sonorità della sua terra. Alla formazione africana spetterà la parte del leone in questo festival: ad essa sono infatti affidate le consuete parate che ogni giorno, all’imbrunire, precederanno i concerti serali, ma anche una serie di esibizioni "extra moenia". A partire da quella con cui accompagnerà la sua traversata in nave dalla penisola verso la Sardegna, il 10 agosto. Ottoni e percussioni raccolti sotto le insegne della Gangbé Brass Band saranno anche protagonisti di due "Concert-azioni" in programma all’aeroporto di Olbia: il pomeriggio del 10 agosto (alle 16) e la mattina del 15 (ore 12:45).

Sul filo del viaggio prende le mosse anche un altro progetto originale del festival, "Suoni in transito", in programma la mattina dell’11 su un treno appositamente allestito per l’occasione da TrenItalia con la collaborazione di RFI (Rete Ferroviaria Italiana), che da Cagliari porterà a Berchidda. A bordo, insieme ad Alessandro Olla, curatore del progetto, un manipolo di musicisti acustici ed elettronici, tra cui Victor Nubla e Tim Hodgkinson. Ma saranno soprattutto i suoni del treno, trattati in tempo reale, a fornire il materiale di base per questa performance coprodotta da Time in Jazz e dall’associazione TiConZero di Cagliari.

Tanti, come sempre, i concerti del mattino e pomeridiani in programma nelle chiese campestri intorno a Berchidda e alle altre località coinvolte. Vi ritroveremo alcuni dei nomi già al centro dei riflettori sul palco di piazza del Popolo: Antonello Salis e Stefano Bollani, per esempio, impegnati a dialogare sulle tastiere dei loro pianoforti nel Santuario di San Paolo Eremita, nei pressi di Monti, la mattina del 13 (ore 11); e ancora Bollani, stavolta in esibizione solitaria a Nostra Signora di Castro, nei pressi di Oschiri, il 14 (ore 18). Si rivedranno anche Gianluigi Trovesi e Gianni Coscia: a loro è affidato il consueto appuntamento nell’Arboreto mediterraneo della Foresta Demaniale Monte Limbara Sud, la mattina di ferragosto a partire dalle 11. E, nel pomeriggio dello stesso giorno, Carla Bley, Steve Swallow e Andy Sheppard in trio nella chiesa di Chiesa di Santa Caterina (ore 18) per ripercorrere i passi di "Songs With Legs".

Fuori dai ranghi del P.A.F. trio, ecco anche Furio Di Castri unirsi ad Ares Tavolazzi, Salvatore Maltana e Paolino Dalla Porta per un inedito quartetto di contrabbassi: sabato 12 nella Chiesa di San Michele, vicino a Berchidda (ore 11). Doppio impegno per il chitarrista Bebo Ferra: l’11, nella chiesa di San Michele a Pattada (ore 18), nel collaudato duo con Paolino Dalla Porta; e il giorno dopo (stessa ora) in compagnia del suo solo strumento nella chiesa dei Santi Cosma e Damiano a Nuchis.

Del tutto atipico il concerto in programma il pomeriggio del 13 a Nughedu San Niccolò, nella chiesa di Sant’Antonio Abate (ore 18): a tenere banco, accompagnato dal chitarrista Matteo Turella, sarà infatti Gianfranco Grisi, specialista di due strumenti davvero poco comuni come la concertina inglese e il cristallarmonio, una variante moderna (da lui stessa brevettata) della glassharmonica, uno strumento a base di bicchieri di cristallo cui Mozart dedicò alcune delle sue pagine più belle. Per Grisi impegno previsto anche in serata, sul palco di Piazza del Popolo, con un intervento nel progetto "Bere, mangiare, cantare" di Peppe Servillo, Javier Girotto e Natalio Mangalavite.

Tra gli appuntamenti musicali consueti di Time in Jazz, il concerto aperitivo che ogni anno propone dal vivo a Berchidda la più recente produzione discografica di gruppi e musicisti sardi; quest’estate è la volta del NAT Trio di Marcella Carboni (arpa), Elisabetta Lacorte (basso) e Simone Dionigi Pala (sassofoni), formazione nata tre anni fa durante i Seminari Jazz di Nuoro e fresca del debutto su cd, che verrà proposto il 14 (intorno a mezzogiorno) al Museo del Vino. A precedere (alle 11) il concerto, la presentazione di un’altra nuova pubblicazione, "Paolo Fresu, Talkabout" una "biografia a due voci" curata da Luigi Onori e dallo stesso trombettista berchiddese per le Edizioni Stampa Alternativa/Nuovi equilibri. Abbinato al libro un DVD prodotto dalla PAO film.

Dai Seminari Jazz nuoresi arrivano anche gli allievi che nella scorsa edizione dell’iniziativa didattica hanno ottenuto le borse di studio per la formazione di un gruppo ad hoc: a loro è affidato il compito di animare le nottate al jazz club, dopo i concerti in piazza del Popolo.

Ma il diciannovesimo Time in Jazz vuole rendere omaggio anche a un grande amico che non c’è più, il batterista Roberto "Billy" Sechi, uno dei protagonisti della scena jazzistica sarda degli ultimi vent’anni, scomparso lo scorso autunno. Lo farà dedicando alla sua memoria due diversi concerti all’alba (intorno alle 6 del mattino) nello scenario naturale del Montalvu, sui pendii del Limbara. Protagonista, venerdì 11, un inedito ensemble di percussionisti composto da Francesco Sotgiu, Carlo Sezzi, Gianni Filindeu, Roberto Pellegrini, Pier Francesco Loche, Alessandro Garau e Luca Piana. A Rita Marcotulli, invece, il compito di accompagnare in solitudine, col suo pianoforte, il sorgere del sole per quello che di fatto sarà l’ultimo appuntamento del festival, mercoledì 16.

Come sempre ricco, dunque, il versante musicale del festival, al quale si affianca tutta una serie di altri appuntamenti. Ogni sera, come "antipasto" per i concerti sul palco di Piazza del Popolo, l’attore Enzo Decaro regalerà al pubblico dei brevi interventi a tema. Ma non è tutto. Legato al compianto Massimo Troisi da amicizia e dagli esordi (insieme a Lello Arena) del trio comico La Smorfia, Decaro ha registrato un disco, "Poeta Massimo" (in uscita a giugno), che recupera note e testi nati dalla passione giovanile per la musica che condivideva con l’attore napoletano scomparso: lo presenterà il pomeriggio del 14 a Nostra Signora Di Castro (Ozieri), subito dopo il concerto solistico di Stefano Bollani.

Altre schegge di teatro al festival: il giorno di ferragosto (ore 13), l’attore e regista trentino Antonio Caldonazzi si esibisce nel monologo "Vino dentro" (prodotto dal Teatro Stabile di Bolzano), un "viaggio surreale" nel mondo del nettare di Bacco, nella cornice più adatta alla situazione: la Cantina Sociale Giogantinu di Berchidda.

Stessa data, ma luogo (i giardini della Casa di Riposo per Anziani) e orario diversi (ore 20), per un altro appuntamento abituale di Time in Jazz, la gara di poesia in lingua sarda curata da Paolo Pillonca: Salvatore Scanu e Giuseppe Porcu i poeti improvvisatori di scena quest’anno, oltre a un terzo nome ancora da annunciare.

Da definire anche i titoli dei film che andranno a comporre il cartellone de "Il gusto della vista", la rassegna di cinema etnografico sulla cultura del cibo, curata dal regista Gianfranco Cabiddu in collaborazione con l’Istituto Superiore Regionale Etnografico.

Al leitmotiv del festival si uniformerà, come sempre, la consueta serie di iniziative che rientrano nell’ambito del P.A.V., il versante di Time in Jazz dedicato alle arti visive e curato da Giannella Demuro e Antonello Fresu. Il tema del cibo (e dintorni) verrà dunque esplorato non solo attraverso opere pittoriche, fotografiche e video, ma soprattutto con videoinstallazioni e interventi performativi progettati dagli artisti appositamente per l’occasione. L’interesse dimostrato, soprattutto nelle più recenti edizioni, per Berchidda e i suoi luoghi, e la curiosità suscitata dalle tematiche del festival, stanno infatti orientando sempre più gli eventi del P.A.V. verso la produzione di progetti "site specific". Anche quest’anno, dunque, verrà dato grande spazio alle opere "dedicate" con il progetto Lavori in corso: installazioni, interventi e performance nelle vie e nelle piazze del paese, realizzati ad hoc e in sintonia con il tema di questa edizione.

Come ormai da diversi anni, il P.A.V. si avvarrà della collaborazione di curatori di fama nazionale e internazionale, e della partecipazione di realtà museali e espositive che operano sul territorio nazionale: tra questi, il critico ed estetologo Valerio Dehò e "Merano Kunst Halle", il museo di arte contemporanea di cui Dehò è direttore.

Eventi espositivi, interventi e performance saranno allestiti in spazi "recuperati", case e edifici "prestati" all’arte, come la Casa Sanna, antistante la piazza del Popolo, e la suggestiva Casara, una vecchia struttura industriale.

Sul versante più prettamente espositivo, l’appuntamento cardine di quest’anno si annuncia la mostra Cookin’ visual (titolo provvisorio), rassegna internazionale d’arte contemporanea articolata in più sezioni, dislocata in varie sedi, e incentrata sul rapporto arte/cibo/gusto, esplorato attraverso opere pittoriche, fotografiche e video, tra le più interessanti della sperimentazione contemporanea. In mostra artisti nazionali ed internazionali accanto ad alcuni nomi isolani.

Coinvolgerà artisti in arrivo dalla penisola e dall’estero anche Video/azioni (titolo provvisorio), rassegna dedicata alla più recente produzione di opere video. Tutta incentrata invece sui giovani talenti emergenti BabelFish, mostra collettiva a cura di Valerio Dehò. Come negli ultimi anni, alcuni degli artisti che parteciperanno alle mostre saranno presenti anche sul palco di piazza del Popolo con Arte tra le note, scenografie d’artista realizzate appositamente per i concerti serali del Festival.

Prosegue poi il progetto stabile del P.A.V. Semida, il Museo di arte ambientale nato nello splendido scenario del Demanio Forestale del Monte Limbara in collaborazione con il Comune di Berchidda e l’Ente Foreste della Sardegna: nuove opere verranno presentate al pubblico in occasione del tradizionale "concerto di Semida", in programma il 15 agosto, con Gianluigi Trovesi e Gianni Coscia. Infine, consueto spazio alla fotografia con Racconti di Jazz (titolo provvisorio), mostra allestita nelle sale del Museo del Vino.

Per aggiornamenti, approfondimenti e informazioni utili sul festival, si consiglia di consultare periodicamente il sito www.timeinjazz.it.

Time in Jazz fa parte del Sardinia Jazz Network insieme ai festival Jazz in Sardegna di Cagliari, Ai confini tra Sardegna e Jazz di Sant’Anna Arresi, Musica sulle Bocche di Santa Teresa Gallura e Calagonone Jazz.

* * * Per informazioni:
Associazione culturale TIME IN JAZZ
via Europa, 3 - 07022 BERCHIDDA (SS)
tel. 079 70 30 07 - fax 079 70 31 49
E-mail: info@timeinjazz.it
Web: http://www.timeinjazz.it
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