La 'movie lounge' di Rosalinda Celentano: 'Qui dentro ci sono io, anima e corpo'

La 'movie lounge' di Rosalinda Celentano: 'Qui dentro ci sono io, anima e corpo'
Sedici anni fa, più o meno di questi tempi, Rosalinda Celentano si trovava a Sanremo per partecipare al festival della canzone italiana. Un’edizione fortunata, quella, gestione Aragozzini: con i Pooh “Uomini soli” e vincenti, il trottolino amoroso di Minghi & Mietta, il Masini “Disperato” e primo tra i giovani; mentre del suo pezzo, “L’età dell’oro”, si persero in fretta le tracce. Non era il suo habitat, evidentemente; mentre la terzogenita della coppia più bella del mondo si muove molto più a suo agio, oggi, tra i suoni e i ritmi sinuosi di “Movie lounge”, una collezione di musiche da lei selezionata e “firmata” che viaggia fluida tra lounge, Brasile, elettronica, etnica, canzone pop, nu jazz e suggestioni classicheggianti. Altri tempi, altri luoghi, altre situazioni: “Allora avevo poco più di vent’anni, oggi ne ho trentasette. Però la musica, come la pittura, è sempre stata una passione forte. E le vere passioni non muoiono mai” dice Rosalinda con quel modo tutto suo, ingarbugliato e rapsodico, ondivago eppure irresistibilmente intrigante di raccontare se stessa, i suoi sentimenti, le sue azioni. I geni musicali, del resto, sono dalla sua parte… “Certo, quelli contano. Anche se mi sono sentita subito in dovere di reagire all’ambiente in cui sono cresciuta. Per esigenza intima e personale, mica per partito preso contro i miei genitori. Non volevo finire per scimmiottarli, non volevo ridere e parlare come loro, pensarla come loro. Se vieni da una famiglia di artisti e vuoi trovare la tua voce interiore la prima cosa da fare è andarsene di casa appena possibile. Oggi continuo a seguire le stesse regole di comportamento. Devo sempre sapere e far sapere che cosa non voglio essere per arrivare a capire chi sono”.
Anche una compilation, anche “Movie lounge”, può diventare allora uno modo per raccontare, e molto, di se stessi. “E’ una colonna sonora, come dice il titolo (e infatti gli ascoltatori stessi sono invitati a realizzarsi da sé il proprio “corto” o videoclip seguendo le suggestioni delle musiche e a spedirlo alla casa discografica: il migliore, a giudizio della stessa Rosalinda, sarà incluso come traccia video nel secondo volume della raccolta). In un certo senso, una possibile colonna sonora della mia vita. Che come tutte le esistenze è fatta di momenti, atmosfere e stati d’animo diversi. Per questo ci sono stili differenti, quel jazz che sa tanto di anni ’20 e ’30, o la musica classica che è stata la mia prima passione. Forse ho preso dai vicini, perché in casa non è che se ne ascoltasse molta… Per me tutto comincia da Schubert e da Chopin, nel 4010 saranno ancora attuali”.
A differenza di tante altre raccolte di musica “chill out” in circolazione, stile “Buddha Bar” per intenderci (“Non mi piacciono”, confessa Rosalinda. “Mi sembrano fabbricate in serie, troppo commerciali”), “Movie lounge” nasce tutta made in Italy, dal coinvolgimento di musicisti locali, giovani talenti e vecchie volpi dell’ambiente: Roberto Turatti e Carlo Frigerio, la ex cantante d’opera (e corista di Baglioni) Rosa Martirano e i Banda Verdi di Silvio Verdi, ex bassista dei Dirotta su Cuba, che si sono gettati a capofitto nel progetto facendole ascoltare ore e ore di musica. “E siccome non sono una che si accontenta, ho anche scartato tante cose conservando solo quelle che mi facevano saltare sulla sedia. Tutto è nato da un’idea collettiva, dalla collaborazione fra tante persone. Alcune le conoscevo da tanto tempo, Turatti per esempio fece Sanremo con me; altre le ho incontrate in questa occasione e sono felice di averne avuto l’opportunità. Andavo in sala ad ascoltare i pezzi, oppure erano gli autori che venivano da me a farmeli sentire. Siamo andati avanti così per un mese”. Alcune delle selezioni portano anche la sua firma: “Sì, ma solo perché in qualche occasione ho strimpellato il pianoforte, aggiunto una linea melodica qua e là. Ho studiato violino per quattro anni, da piccola, e una infarinatura mi è rimasta. Ma suono a orecchio, di istinto”. E c’è anche qualche melodia celebre, in “Movie lounge”: la “Autumn leaves” (“Les feullies mortes") di Prévert e la “Nothing compares 2 u” di Prince e Sinead O’Connor nascoste tra le pieghe di arrangiamenti creati ex novo. “Eh sì, Sinead la adoro, dai tempi di ‘Cobra’. Dovesse smettere di cantare, in molti farebbero bene a cucirsi la bocca per sempre. L’unico imbarazzo l’ho provato quando mi hanno detto che con la testa rasata le assomigliavo. Non voglio imitare nessuno, di colpo avrei voluto farmi crescere una treccia lunga fino ai piedi. Mi piace tutta la musica, da Schubert ai Nirvana. E una canzone come ‘Autumn leaves’ è fantastica perché bastano due note per creare un tormento interiore, per avvinghiarti e non lasciarti più. La versione della Banda Verdi mi è piaciuta perché è semplice e assolutamente non pretenziosa. Per me la voce è soprattutto suono, il testo viene dopo. Io non parlo l’arabo, o il francese, ma chi canta in quelle lingue può toccarmi il cuore anche se non capisco quel che dice”. E’ soddisfatta, Rosalinda, e anche un po’ stupita dei primi apprezzamenti ottenuti dal suo lavoro. “Lavoro… oddio, non lo chiamerei così. Io l’ho preso come un gioco, ma un gioco serio. Divertente ma fatto anche con grande rispetto. Ho voluto prendermi una pausa dal cinema. A volte, quando stacco dalla mia professione, finisce che dormo per tre mesi. Stavolta invece ne ho approfittato per toccare altre mie corde interiori, messe in un angolo ma mai dimenticate. Ci ho messo la faccia e il corpo, anche. Perché la musica io la ascolto attraverso gli occhi prima che con le orecchie”. A proposito di faccia e corpo: le immagini di copertina (dove è immortalata anche la sua adorata cagnetta di due anni, Vita) la ritraggono per la prima volta in vesti sexy e sbarazzine, parrucca rossa e coscia lunga esposta all’obiettivo. Rosalinda ride: “A un certo punto mi sono detta: perché dare sempre questa immagine chiusa, severa, di me stessa? Mi sono messa alla prova, ed è stata una specie di salutare terapia. E’ tutto molto autoironico, quando mia sorella Rosita l’ha vista non ci voleva credere. E pure io mi sono stupita di me stessa”.
Intanto, forte della fiducia che le hanno dato Mario e Olly Ragni della MBO Music, pensa già al passo successivo, un “Movie lounge” vol.2. “Fosse per me lo farei uscire già domani. La musica, per me, è un modo di prolungare un sentimento. Come la pittura. Il cinema no, è un lavoro. Siccome non sono autrice dei testi che recito, quando lo faccio mi sento come un’apprendista. Ci metto passione, ma finisce che sudo e che soffro moltissimo. Mentre la musica… è un ritmo interiore, incastrato nel cuore. Ascoltarla è come fare l’amore, non se ne può fare a meno. E l’arte, come l’amore, è una cosa enorme che mi fa sentire piccola piccola. Chi dentro di sé trova i mezzi per esprimerla ha il diritto e il dovere di farlo. Rinunciarci sarebbe come tagliarsi le vene ai polsi”.
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