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NEWS   |   Industria / 15/03/2006

Musica digitale, la nuova legge francese contro i sistemi chiusi alla iTunes

Musica digitale, la nuova legge francese contro i sistemi chiusi alla iTunes
Sull’onda delle proteste che il progetto ha suscitato nella comunità artistica e nell’industria musicale, i legislatori francesi sembrano avere definitivamente accantonato l’idea di una licenza a pagamento per lo scambio peer-to-peer di musica e film su Internet (vedi News); restano invece fermi nell’intenzione di obbligare aziende informatiche e negozi digitali a consentire la libera circolazione dei file regolarmente acquistati in Rete. Una norma ad hoc è inclusa nella bozza di legge che l’Assemblea Nazionale si appresta a ridiscutere in questi giorni e il cui bersaglio indiretto è fin troppo evidente: la Apple Computer di Steve Jobs, che insiste nell’uso di un sistema a circuito chiuso in base al quale i brani acquistati sui negozi iTunes possono essere ascoltati solo ed esclusivamente sugli iPod, i lettori di casa.
Senza mai nominare esplicitamente l’azienda californiana, il parlamentare francese Christian Vanneste, uno dei promotori della riforma, ha confermato all’agenzia Reuters che la nuova legge nazionale sul copyright “obbligherà alcuni sistemi proprietari ad aprirsi. Bisogna essere messi nelle condizioni di riprodurre su qualunque tipo di dispositivo digitale i contenuti scaricati da Internet”. La legge, che prevede un nuovo sistema sanzionatorio per i reati di pirateria (multe di 38 euro per il download illegale di file, di 150 euro per il file sharing non autorizzato e fino a 300 mila euro, più detenzione in carcere fino a tre anni, per chi distribuisce programmi illegali per il downloading), consentirebbe invece ai consumatori di eludere i codici di protezione incorporati nei file legali quando lo scopo dell’operazione è appunto quello di convertirne il formato di compressione in modo da consentirne la riproduzione su qualunque tipo di lettore. Una specie di “crack” autorizzato, insomma, giustificato dall’interesse prevalente del consumatore e dalla volontà di imprimere un’altra accelerazione alla domanda di musica digitale.
Se passerà anche al Senato, la legge potrebbe entrare in vigore a partire dal mese di giugno. Come reagirà la Apple? Secondo alcuni osservatori, potrebbe decidere di chiudere l’iTunes francese, in segno di protesta o più pragmaticamente per proteggere i suoi affari sugli altri mercati: ma anche questo potrebbe rivelarsi un palliativo, dal momento che chi ha convertito i brani di iTunes in altri formati potrebbe renderli disponibili (seppure illecitamente) anche al di fuori dei confini nazionali.