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NEWS   |   Industria / 09/03/2006

Podcast musicali: ormai sono un business

Podcast musicali: ormai sono un business
Nato come strumento di libera espressione e circolazione delle idee, il podcast sta rapidamente diventando un business, anche musicale. Tanto che, dopo l’iTunes della Apple, anche una catena commerciale (ultimamente piuttosto in disarmo, vedi News) come Tower Records ha deciso di inserirlo tra le sue offerte nella speranza di attrarre nuovi consumatori: al South by Southwest di Austin la società di Sacramento, California, presenta un nuovo sito Internet, TowerPod.com, che offre programmi gratuiti di mezz’ora l’uno (aperti e chiusi da messaggi pubblicitari) confezionati attingendo ad un archivio di 6 mila canzoni organizzato da Independent Online Distribution Alliance, un servizio di musica digitale che raccoglie materiale appartenente a editori indipendenti.
Intanto in Gran Bretagna la MCPS-PRS è la prima società di “collecting” europea a introdurre una licenza a pagamento per i podcast, come avviene per le tradizionali trasmissioni radiotelevisive che fanno uso di musica. “Il podcasting”, ha spiegato il direttore generale della società Steve Porter, “è realmente esploso nell’arco degli ultimi sei mesi, e da un’iniziativa volontaristica di pochi appassionati si è trasformata in un metodo accettato per distribuire contenuti. Introduciamo questa licenza il più velocemente possibile per permettere ai podcaster di musica di agire nel rispetto della legalità” (e cioè pagando i titolari dei diritti delle canzoni trasmesse).