Sanremo 2006: Carlo Fava, ‘cambiare formula al Festival’

Sanremo 2006: Carlo Fava, ‘cambiare formula al Festival’
Se le esclusioni da parte delle giurie demoscopiche di Luca Dirisio e Spagna erano nell’aria, meno prevedibile era la bocciatura per Carlo Fava, Noa e i Solis String Quartet. Alcune indiscrezioni relative alle somme dei voti raccolti durante le prime tre serate rendono ancora più amaro il verdetto. Pare, infatti, che senza la divisione in due gruppi la canzone “Un discorso in generale” sarebbe passata alle semifinali a scapito di quella presentata dagli Sugarfree.

Una brutta sorpresa, per voi, questa eliminazione...
“E’ stata inaspettata, lo confesso. Ci spiace soprattutto perché non abbiamo avuto la possibilità di portare sul palco dell’Ariston, nella serata di venerdì, due artisti del calibro di Gil Dor e Richard Galliano. Credo che il pubblico abbia perso una bella occasione”.

Noa come ha preso l’esclusione?
“Quando abbiamo deciso di partecipare non ci siamo posti problemi di genere, e quindi di classifica. Riteniamo di aver presentato una bella canzone, e che sia stato giusto proporla a una platea importante e numerosa come quella del Festival. Noa è dispiaciuta come me, ma sa bene che Sanremo è sempre un azzardo”.

Però eravate seccati: non vi siete presentati sul palco dopo l’annuncio dei risultati...
“L’idea della gara in sé non è sbagliata: quello che trovo irriguardoso nei confronti degli artisti è questa tendenza al reality show, la volontà di cogliere degli aspetti che nulla hanno a che vedere con la professionalità. Abbiamo preferito disertare, ma senza fare polemiche”.

Continuerà la collaborazione con Noa?
“Le occasioni per stare insieme sono poche, ma la volontà non manca. Nel suo prossimo album, interamente dal vivo con i Solis String Quartet, inserirà anche il nostro brano di Sanremo, e stiamo organizzando cinque o sei serate insieme nel mio tour estivo. E’ un’artista molto sensibile e con me si è dimostrata sempre molto tenera. Le sono grato perché in un certo senso mi ha estirpato dalla mia piccola nicchia di pubblico”.

Quale sarebbe secondo te la formula giusta per un Festival rinnovato?
“Ripeto: la formula della gara va benissimo, forse i criteri dovrebbero essere un po’ meno crudeli. Mi piacerebbe un Festival di Sanremo stile Festival del Cinema, con una competizione meno simile a una gara sportiva e maggiore attenzione al lavoro di tutti quelli che sono coinvolti nella costruzione di un brano musicale, con premi per arrangiamenti, produzione, testi... In qualsiasi caso l’esperienza è stata positiva. L’obiettivo era quello di far ascoltare la nostra musica a una platea di alcuni milioni di persone, e l’abbiamo raggiunto”.

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