NEWS   |   Press Kit / 27/02/2006

Comunicato Stampa: Arezzo Wave, 'Musica per tutti' 2006

Comunicato Stampa: Arezzo Wave, 'Musica per tutti' 2006
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DALLA GIORNATA DI STUDIO “MUSICA PER TUTTI” PROPOSTE DI AIUTO ALLE INDUSTRIE MUSICALI ITALIANE: LEGGI REGIONALI E TASSAZIONI PER SOSTENERE LA MUSICA.
Ad Arezzo, organizzato dalla Fondazione Arezzo Wave Italia,
confronto serrato tra rappresentanze della filiera musicale italiana, forze politiche, esperienza francese.

Si è svolta ieri 24 Febbraio ad Arezzo MUSICA PER TUTTI, giornata di studio organizzata della Fondazione Arezzo Wave Italia che ha visto tra gli ospiti la presenza di Sylvie Castel e Clair Lyse Chambron dal Ministero della Cultura e Comunicazione Francese, del Dott. Paolo Carini dal Ministero dei Beni Culturali italiano e dei rappresentanti della filiera musicale del nostro paese: FIMI, AFI, PMI, SIAE, IMAIE, ASSOMUSICA, AUDIOCOOP, SUPERCLUB. Tra gli ospiti internazionali anche Jean Francois Michel, direttore generale dell’Ufficio Europeo per la Musica (EMO), David Godevais (presidente di CALIF, etichette indipendenti francesi), Bernard Batzen (Vice presidente di “Music Manager Forum France” e direttore di Azimuth, società di produzione). Tra gli ospiti italiani anche Vincenzo Vita (Assessore alla cultura della Provincia di Roma), Enzo Brogi (Consigliere regionale della Toscana), Sergio Natucci (RNA, Radio Nazionali Associate).
Si è parlato di aiuti all’industria musicale, tutela del repertorio nazionale e quote radiofoniche. La presenza della delegazione parigina ha permesso una panoramica sui meccanismi di aiuto all’industria musicale francese: l’intervento di Chambron e Castel hanno messo in evidenza l’esperienza della Francia in campo musicale, il sostegno economico del Ministero che ha permesso l’apertura di uffici in diversi paesi stranieri per l’esportazione delle musiche nazionali, l’incentivo alla mobilità dei professionisti e delle opere musicali, oltre che la recente firma presso l’Unesco di una convenzione per la difesa delle diversità culturali, che dovrà essere ora adottata dai singoli paesi. La Forza della Francia tuttavia come illustrato da Chambron e Castel, come di qualunque paese europeo che si muova per l’esportazione, si ferma laddove non c’è stretta collaborazione con Bruxelles. Si è infatti evidenziato la necessità di aiuto economici e livello europeo, per questo è in atto uno sviluppo dell’Ufficio Europeo per la Musica (EMO), struttura della Commissione Europea. J.F. Michel, direttore generale dell’EMO ha quindi confermato l’importanza di muoversi a livello europeo per la promozione della musica all’interno e fuori dall’Europa stessa.

Tra gli interventi delle rappresentanza italiane in molti hanno concordato nella necessità di un appoggio europeo e nazionale, ma quello che l’industria musicale italiana sta cercando è un aiuto non di tipo assistenziale, ma piuttosto un rapporto attivo di partnership con lo Stato, per un co-investimento a favore delle nostre produzioni musicali. Caterina Caselli, presente al convegno come presidente onorario della PMI e discografica, ha sottolineato nel suo intervento la necessità di aiutare in primo luogo i nuovi talenti del nostro paese attraverso le radio e le televisioni, dar loro la possibilità di esportare le nostre nuove produzioni anche all’estero, come la Sugar sta progettando di fare con i Negramaro. Anche Limongelli (PMI) ha ribattuto sui problemi che i produttori indipendenti incontrano per esempio con le radio nel promuovere i nuovi artisti. Sergio Natucci (RNA) d’accordo con la sig.ra Caselli per quanto riguarda la necessità di aiutare i nuovi talenti, non concorda invece con l’introduzione di quote radiofoniche fisse per la musica italiana nei network radiofonici, così come illustrato dai colleghi francesi. Nonostante il successo della vicina Francia, nella quale, come hanno illustrato Castel e Godevais, l’introduzione delle quote radiofoniche ha avuto riscontri positivi e ha incentivato le politiche pubbliche a favore della cultura nazionale, Natucci ritiene che il mercato francese abbia caratteristiche non esportabili e che il sistema di network radiofonici italiani già operi nella direzione del sostegno alla musica italiana e dell’aiuto alle nuove promesse del nostro panorama musicale. Il problema non è quindi, secondo Natucci, quello della promozione della musica nazionale, per cui le quote radiofoniche non aiuterebbero il sistema, ma la necessità a livello europeo di darsi un progetto comune sui contenuti.

Naturalmente si è parlato anche di FUS, il Fondo Unico per lo Spettacolo del Ministero dei Beni Culturali. Il Dott. Paolo Carini, capo del dipartimento per lo spettacolo e lo sport, ha evidenziato nel suo intervento le destinazioni dei finanziamenti del FUS. Vincenzo Vita (Provincia di Roma) ha sottolineato come il FUS non basti e come sia necessario aumentare la quota pubblica. Vita si è fatto anche portatore di diverse proposte di tassazione i cui proventi possano essere di sostegno alla musica. Anche nell’intervento di Ilaria Gradella, presidente di Assomusica, l’intento è stato di tipo propositivo. Dato per assunto che la diversità culturale di cui tanto si parla in Francia, dove trova la sua giusta valorizzazione, da noi in Italia non ha alcun tipo di dignità, Gradella propone che una legge per la musica sia intanto formulata e applicata a livello regionale. A livello centrale infatti la musica leggera non riceve finanziamenti dal FUS, il vuoto normativo che investe la musica in Italia riguarda non solo i musicisti e le imprese ad essi connesse, ma anche i tecnici e tutte le figure professionali collegate alla musica dal vivo. Che siano quindi le Regioni a farsi carica della legislazione musicale.

Si è parlato a più riprese di deregolamentazione, così come recentemente proposto da Bruxelles, ma tutti gli intervenuti sono stati concordi nell’individuare in questa soluzione solo un danno alle imprese musicali e allo spettacolo dal vivo. Le stesse associazioni che curano i diritti d’autore, così come puntualizzato da Manlio Mallia della SIAE, vivrebbero uno sconvolgimento totale portato dalla concorrenza e dalla competizione transfrontaliera. Alla deregolamentazione Enzo Mazza (FIMI) risponde proponendo invece la defiscalizzazione degli oneri investiti. E’ sempre Mazza a introdurre nella giornata di studi anche il tema delle nuove tecnologie, e della necessità di tutelare i contenuti e la proprietà intellettuale nell’epoca della digitalizzazione della musica.

La giornata di studio, fitta di spunti di riflessione e forte del confronto tra tutti gli attori della filiera musicale dal nostro paese dal punto di vista imprenditoriale, associativo, politico, e forte del confronto con l’esperienza francese si è conclusa con un concerto presso il centro Affari di Arezzo, per la serata denominata TOSCANA WAVE dove si sono esibiti alcuni gruppi emergenti locali e a seguire Baustelle, Sud Sound System e Howie B.

Per avere gli atti del convegno: press@arezzowave.com