Comunicato Stampa: 'Domenico Modugno - Radio Show' della collana 'Via Asiago 10'

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AUDIOTECA RADIO DELLA RAI – RADIORAI
e
TWILIGHT MUSIC

PRESENTANO

“DOMENICO MODUGNO – RADIO SHOW”

CD 9 della COLLANA DISCOGRAFICA VIA ASIAGO 10

Venerdì 24 febbraio sarà in tutti i negozi di dischi “DOMENICO MODUGNO – Radio Show”, la nuova uscita della collana discografica “Via Asiago 10”(pubblicata da Twilight Music e distribuita da Halidon). Una vera “chicca” per chi ama il grande Domenico Modugno. Il disco, infatti, alterna registrazioni storiche di suoi concerti (radiofonici) in Rai a interviste, curiosità e interventi vari, tra cui un commento su Modugno da parte del poeta Salvatore Quasimodo.

Mi si chiede un giudizio tecnico. Io non sono un critico musicale. Modugno a me piace perché l’ho considerato sempre un rapsodo, un cantante di monodie o di architetture corali. Io do valore a tutto ciò che come canto sorge dall’animo popolare.

Salvatore Quasimodo

Realizzata con il sostegno dell’IMAIE e della SIAE, “Via Asiago 10” è la label nata dalla collaborazione tra la Twilight Music, l’Audioteca Radio della Rai e Radioscrigno. Da dicembre 2004 pubblica in esclusiva mondiale una serie di registrazioni radiofoniche effettuate nelle varie sedi Rai italiane dal 1924 ad oggi e custodite nell’Audioteca storica della Rai di via Asiago a Roma. I cd contengono materiale Rai riscoperto nell’archivio e riportato ad antico splendore grazie a tecniche molto sofisticate. Nonostante tutto alcuni difetti orginali sono rimasti a testimonianza dell’età e dell’autenticità di un prodotto esclusivo.

Il cd “DOMENICO MODUGNO – Radio Show” raccoglie 17 canzoni inedite, eseguite dal vivo negli studi radiofonici della Rai tra il 1977 e il 1982. Dall’Archivio radiofonico anche: la diretta della finale del Festival di Sanremo 1958 con la proclamazione della canzone vincente, “Nel blu dipinto di blu”. Ed ancora: “Sole, sole, sole” dalla trasmissione “Schermi e ribalte” registrata al Teatro Gerolamo di Milano nel 1958; 4 interviste del periodo 1958-1961 tratte dall’Archivio del Giornale Radio e i “saluti” del grande cantautore che aprono e chiudono a sorpresa il nostro cd…

I protagonisti dei cd contenuti nella collana “Via Asiago 10” appartengono tutti alla storia della musica, alcuni di loro sono vere e proprie icone. Le prime otto uscite sono state dedicate a: Frank Sinatra, Louis Armstrong, Juliette Greco, al festival di Sanremo del 1955, Nunzio Rotondo, Enrico Simonetti, Bruno Canfora e Lelio Luttazzi.

“Via Asiago 10” approda ora anche in edicola e sul web: il 27 febbraio, infatti, sarà acquistabile insieme alla nuova rivista Radiostar (edita da Cigra) l’uscita dedicata a Sanremo del 1955, e dal 15 marzo sarà online il nuovo sito www.twilightmusic.it dove si potranno ordinare le uscite della collana “Via Asiago 10”. Roma, 23 febbraio 2006 Radioscrigno Staff: 06.36864762 – 328.6136076 Dalle note di copertina:
< Il 12 settembre 1961 Domenico Modugno debuttava a Torino con “Rinaldo in Campo”, un momento molto felice della sua carriera. Non solo per i trionfi ricevuti un po’ ovunque, ma anche perché la compagnia era fatta di tutti amici, da Delia Scala a Paolo Panelli, dal veterano Giuseppe Porelli ai debuttanti Franco Franchi e Ciccio Ingrassia. Un cast d’eccezione, per uno spettacolo d’eccezione, scritto dalla coppia d’oro della commedia musicale, Garinei e Giovannini, con le coreografie del mago di Broadway Herbert Ross e le scene del mago di casa nostra Giulio Castellacci.
L’intervista di Leoncino Leoncilli inserita in questo cd si riferisce proprio a quel 12 settembre, un servizio del Gr di grande importanza.
“Rinaldo in Campo” riuscì magicamente a riunire quello che allora era il meglio della rivista italiana. Modugno amava ricordare come, paradossalmente, proprio nel momento più tragico dello spettacolo, quando il suo luogotenente, Paolo Panelli, moriva in scena, lui, secondo copione, doveva mettere la mano sulla sua ferita. Ebbene, ogni volta, il perfido Panelli, nascosto fra le vesti, gli faceva trovare un cuoricino di carta, di merletti o altro ancora… e ogni volta erano sforzi incredibili per riuscire a controllarsi e non scoppiare a ridere. Insomma, l’armatura di Rinaldo, brigante e paladino, resta appesa tra i suoi ricordi più belli.
Dopo la prima edizione, nel 1961, in cui lo spettacolo girò l’Italia per circa dieci mesi, venne ripreso nel 1966, con la Rai che ottenne i diritti dello spettacolo e lo trasmise per ben sei volte. L’anteprima della commedia musicale “Rinaldo in Campo”, con interviste allo stesso Domenico Modugno, Delia Scala, Paolo Panelli e Giuseppe Porelli, tratta da “Novità da vedere”, non è la sola chicca di questo cd. Un disco che si apre e si chiude con due frammenti colti da “Il mio spettacolo”, del 28 ottobre 1961, di Gian Francesco Luzi, un periodo straordinario per il Mimmo nazionale, fra trionfi sanremesi e riconoscimenti internazionali, a cominciare da quelli statunitensi. Una gloria americana che altri noti artisti italiani, nel corso dei decenni, non raggiungeranno mai. E a proposito di chicche e successo americano non poteva mancare la proclamazione della vittoria al Festival di Sanremo del 1958: 1 febbraio 1958. Ad annunciarla la voce di un presentatore atipico, ma perfetto per i momenti epici, Gianni Agus. Partì da lì, proprio quella sera, l’eterna più che lunga avventura di “Nel blu dipinto di blu”, un’interpretazione che il critico letterario Giulio Nascimbeni valutò come un’esecuzione sommaria di tutto ciò che l’aveva preceduta: “Caddero il patetismo, le castrazioni e le frustrazioni degli amanti eternamente ingannati. Caddero le barche che tornavano sole, i campanari, gli scarponi e i tamburini, l’edera, le colombe e i papaveri. A parte la novità della musica e delle parole, Modugno compì un gesto al quale oggi guardiamo come ad un’impresa corsara. Al momento del ritornello, del –Volare oh, oh/ cantare oh, oh, oh, oh!-, anziché stringere le mani sul cuore nella vecchia mossa tribolata all’italiana, Modugno spalancò le braccia: o meglio, ancora, le sguainò verso l’alto come le spade.”
Uno sforzo che valeva la pena compiere, anche perché, ancora oggi quella canzone continua a divertire e a commuovere al tempo stesso. Del resto Mimmo era un Capricorno, sapeva imporsi dei sacrifici. Le difficoltà lo hanno sempre spronato, come dimostrano altri momenti del cd. Per esempio, un Modugno già celebrità internazionale, abituato a vendere milioni di dischi, n.1 nelle hit di tutto il mondo, non perde di vista il lato profondamente autorale e cantautorale della sua professione: eccolo in una versione di “Sole, sole, sole”(e vene ‘o sole), scritta insieme all’amico di sempre Riccardo Pazzaglia, colta al volo in un recital al Teatro Gerolamo di Milano il 7 giugno 1958. Due anni più tardi, nell’altrettanto fortunato 1960, eccolo alle prese con “Le morte chitarre”, dove affronta addirittura una lirica di Salvatore Quasimodo, fresco di Nobel. Il brano commuove anche per la presenza dell’indimenticabile voce di Mario Riva, che purtroppo sarebbe prematuramente scomparso soltanto qualche mese dopo, oltre che per la stessa voce del poeta in collegamento da Milano.
Quattro grandi classici, appartenenti ad epoche diverse, sono tratti dal programma “Show Down” del 1977: “Vecchio frack”, “Stasera pago io”, “Il vecchietto” e “La donna riccia”, una canzone che andrebbe fortemente rivalutata e che, forse pochi sanno, fu tra le prime composizioni dell’autore pugliese. Quando arrivò a Roma, nel 1950, il primo Anno Santo dopo la guerra, si finse un pellegrino per essere ospitato nel convento dei Carmelitani. Lì, in un cortile colmo di faggi, pensò alla sua prima canzone: “La donna riccia”.
Agli inizi degli anni Ottanta Domenico Modugno è naturalmente un artista appagato, carico di gloria ma ancora curioso, stimolato dai cambiamenti non solo dei nuovi protagonisti della canzone d’autore – tutti gli devono qualcosa e lo riconoscono in ogni occasione – ma in qualche modo attratto dalla trasformazione di tutto l’ambiente musicale. Le sue osservazioni non sono mai superficiali, come pure i suoi ammonimenti, riguardo l’eccessiva introspezione di alcuni seppur meritevoli cantautori. Pone l’accento anche su quello che si rivelerà il grande handicap degli anni futuri: l’omologazione interpretativa. Viene ascoltato, anche con grande attenzione, forse più per rispetto che per convinzione, anche se i nodi al pettine arriveranno puntuali. Ma intanto non perde di vista il suo proverbiale attivismo, la sua smania di fare: dischi, tour, televisione. Fortunatamente anche radio. Lo ritroviamo nel 1982 protagonista del programma “Le indimenticabili”, dove è ottimamente assecondato dall’Orchestra della Rai di Roma diretta dal maestro Gino Conte. Fra i brani in rilievo “Io”, motivo che il cantante avrebbe dovuto portare al Sanremo del 1960, se solo avesse seguito il suggerimento della moglie (e avrebbe fatto bene) e che comunque fece innamorare anche Elvis Presley, che ne realizzò una versione memorabile.
Allo stesso anno appartiene il repertorio tratto dal programma “Via Asiago Tenda”, dove è possibile ascoltare il Modugno folk pre-Sanremo anni Cinquanta di “Lu pisce spada”, ma anche quello che ritrova nella piena maturità il gusto della hit parade con “Meraviglioso”, che attirò molte critiche ma anche episodi di esasperata invidia. Tutto questo passando per la doppia collaborazione con Enrica Bonaccorti, ovvero “La lontananza” e “Amara terra mia”, per concludere con una particolare versione di “Tu si ‘na cosa grande”, canzone vincitrice al Festival di Napoli del 1964, qui introdotta da Stefano Satta Flores che intervista il cantante. Non sono poi molte le interviste radiofoniche concesse. Nel disco ce ne sono alcune di alto valore storico, o per veemenza dell’intervistatore, Sandro Ciotti, o per la semplicità e l’estrema lucidità delle risposte, sempre puntuali, asciutte, ironiche, accompagnate sempre dalla proverbiale schiettezza del cantante.
L’immagine e la credibilità folk di Domenico Modugno rappresentano un altro lato, soprattutto dopo l’ascolto di questo disco, da rivalutare in termini storico-critici. Modugno, la moglie e i suoi biografi lo sanno bene, avrebbe preferito fare l’attore più che cantare e difatti i suoi primi anni di permanenza a Roma, dal 1950 al 1955, presentano un’attività cinematografica discretamente intensa, a fronte di quella cantautorale solo minimamente espressa in quel periodo. Bene, la “difesa” artistica di Mimmo fu allora quella di personalizzare fortemente le sue interpretazioni, includendo in qualche modo la valenza recitativa. Il lato folk – ma non sempre negli anni Cinquanta veniva indicato con questo termine – rimanda al Modugno più emotivo, legato alla sua regione e soprattutto alla Sicilia, forse più generosa in fatto di tradizioni poetico-strumentali. Non a caso all’inizio il cantante, come molti suoi colleghi legati alla tradizione popolare, appare in pubblico con la fisarmonica. Al suo paese era l’unico a possedere una fisarmonica: andava ai matrimoni, ai battesimi, gli davano le mance perché cantava forte, fin da allora, così forte che non si sentiva più l’organo e il prete protestava. Gli sposi gli riempivano le tasche di confetti d’argento e lui ne faceva delle collanine da regalare alle morose.
Forse aveva ragione Maurizio Costanzo quando, molti anni fa, nel commentare un album del cantante pugliese con arrangiamenti e orchestrazioni di Luis Bacalov scrisse: “Domenico Modugno rappresenta la memoria di molti italiani. Chi ha più di cinquant’anni ha avuto la fortuna di una colonna sonora scritta da un grande artista. Alcune generazioni sono state meno fortunate.”
Un consiglio per l’ascolto: non preoccupatevi più di tanto di distinguere i brani famosi da quelli che rischiavano l’oblio. Canzone dopo canzone, frammento dopo frammento, vi accorgerete che Domenico Modugno ha raccontato la vita. La sua ma anche la nostra.

Dario Salvatori

Grazie a Franca Gandolfi per aver sostenuto, incoraggiato e intuito da subito la passione e l’entusiasmo per questo lavoro: nelle sue parole abbiamo “riscoperto” tutta l’energia e la vitalità del grande Mimmo.

Radioscrigno Staff Domenico Modugno RADIO SHOW

La tracklist

INTRO

1) Io, Modugno 0’45’’
da Il mio spettacolo a cura di Gian Francesco Luzi.Trasmissione del 28/10/1961

ESECUZIONI DAL VIVO IN RADIO

2) Nel blu dipinto di blu (Volare) (Franco Migliacci - Domenico Modugno)
con Alberto Semprini e i suoi solisti. Da Festival di Sanremo 1958, VIII edizione – Archivio GR. Gianni Agus annuncia e proclama la canzone vincente.
Trasmissione del 1/02/1958 2’19’’

3) Sole,sole,sole (Riccardo Pazzaglia - Domenico Modugno)
da Schermi e ribalte - Archivio GR.Servizio sul Recital di Domenico Modugno al Teatro Gerolamo di Milano. Trasmissione del 7/06/1958 2’41’’

4) Le morte chitarre (Salvatore Quasimodo – Domenico Modugno)
da Solo contro tutti - Archivio GR. Mario Riva presenta Salvatore Quasimodo in collegamento da Milano.
Trasmissione del 1960 4’29’’

5) Vecchio Frack (Domenico Modugno) 3’48’’
da Show Down. Trasmissione del 5/03/1977

6) Stasera pago io (Domenico Modugno) 3’11’’
da Show Down. Trasmissione del 5/03/1977

7) Il vecchietto (Domenico Modugno) 3’05’’
da Show Down. Trasmissione del 5/03/1977

8) La donna riccia (Domenico Modugno) 1’47’’
da Special Modugno.Trasmissione del 27/11/1977

9) Notte di luna calante (Domenico Modugno) 3’42’’
Orchestra della Rai di Roma diretta dal Maestro Gino Conte.
Da Le indimenticabili, 1982

10) Musetto (Domenico Modugno) 2’44’’
Orchestra della Rai di Roma diretta dal Maestro Gino Conte
Da Le indimenticabili, 1982

11) Io (Domenico Modugno) 2’51’’
Orchestra della Rai di Roma diretta dal Maestro Gino Conte
Da Le indimenticabili, 1982

12) Strada ‘nfosa (Domenico Modugno) 2’19’’
Orchestra della Rai di Roma diretta dal Maestro Gino Conte
Da Le indimenticabili, 1982

13) ‘O ccafè (Riccardo Pazzaglia - Domenico Modugno) 2’56’’
Orchestra della Rai di Roma diretta dal Maestro Gino Conte
Da Le indimenticabili, 1982

14) Lu pisce spada (Domenico Modugno) 3’46’’
da Via Asiago Tenda. Intro di Stefano Satta Flores con la poesia di Umberto Saba Bocca.
Trasmissione del 27/01/1982

15) La lontananza (Enrica Bonaccorti - Domenico Modugno) 3’39’’
da Via Asiago Tenda. Trasmissione del 26/01/1982

16) Amara terra mia (Tradizionale - Enrica Bonaccorti - Domenico Modugno)
da Via Asiago Tenda. Trasmissione del 26/01/1982 3’36’’

17) Meraviglioso (Riccardo Pazzaglia - Domenico Modugno)
da Via Asiago Tenda. Trasmissione del 28/01/1982 4’04’’

18) Tu si ‘na cosa grande (Roberto Gigli - Domenico Modugno)
da Via Asiago Tenda.Intro e intervista di Stefano Satta Flores.
Trasmissione del 28/01/1982 3’29’’
< INTERVISTE DELL’ARCHIVIO GR

19) Domenico Modugno al Teatro Gerolamo
da Schermi e ribalte - Servizio GR. Contiene Monologo del Sole di Achille Millo.
Trasmissione del 7/06/1958 4’34’’

20) Sandro Ciotti intervista Domenico Modugno
Servizio GR - Trasmissione del 23/06/1959 5’26’’

21) Chi è Domenico Modugno?
da Mondorama - Servizio GR . Sandro Ciotti intervista Domenico Modugno.
Trasmissione del 10/01/1960 4’10’’

22) Rinaldo in campo – Anteprima
da Novità da vedere - Servizio GR . Leoncillo Leoncilli intervista Domenico Modugno, Delia Scala, Paolo Panelli e Giuseppe Porelli.
Trasmissione del 12/09/1961 5’58’’

SALUTI

23) Ciao, ciao Modugno!
da Il mio spettacolo a cura di Gian Francesco Luzi.
Trasmissione del 28/10/1961 0’21’’
Music Biz Cafe, parla Ghemon
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