Bufera mediatica su Bono: nel privato non è politicamente corretto

Bufera mediatica su Bono: nel privato non è politicamente corretto
Che il frontman degli U2, fresco di Grammy (vedi News) e di ripetuti incontri al vertice con i potenti della Terra, fosse anche un uomo d’affari capace di destreggiarsi abilmente nei meandri della new economy era risaputo: non è un mistero (http://www.rockol.it/news.php?idnews=63629) l’incarico di managing director da lui assunto un anno e mezzo fa in un’azienda della Silicon Valley californiana che sfoggia nella ragione sociale, Elevation Partners, il titolo di uno degli hit del quartetto irlandese e che è diventata in poco tempo una potenza mondiale nel settore dei videogiochi, controllando due società leader e quotate al Nasdaq come Bioware/Pandemic Studios e Homstore. Non tutti, fin da subito e forse con un pizzico di ingenuità, avevano visto di buon occhio questo sdoppiamento tra l’immagine pubblica di Bono, il promotore delle giuste cause nonché difensore dei deboli del mondo, e quella privata di Paul Hewson (il suo vero nome), scaltro operatore di Borsa e del mercato mondiale dell’entertainment. Ma ora il sempre linguacciuto New York Post di Rupert Murdoch (noto per le sue posizioni conservatrici: che abbia dei secondi fini?) ha alzato il livello della notizia e dello scontro, sostenendo che la Elevation, 1,5 miliardi di euro di capitale, sta architettando la scalata a un altro colosso del settore, Talk Two, con un’operazione da un miliardo di dollari che coinvolge anche Pequot Capital, società di investimenti che già controlla una fetta sostanziosa del suo pacchetto azionario.
A sconcertare i commentatori è soprattutto il fatto che Talk Two è l’azienda produttrice del celebre e discusso “Grand theft auto”, best seller mondiale tra i videogame ma anche quanto di più lontano ci possa essere dal politicamente corretto, con il suo corollario di sparatorie, scontri gangsteristici e violenze assortite: così realistiche da avere ispirato negli Stati Uniti, pare, gravi e recenti episodi di cronaca nera. Immediate le reazioni della stampa “liberal” americana, in particolare del San Francisco Chronicle che in un editoriale pubblicato il 7 febbraio scorso invitava il cantante a gettare la maschera, sottolineando l’incongruità tra le sue prese di posizione pubbliche contro la fame nel mondo, l’Aids e la pressione economica sui paesi poveri e il presunto cinismo delle sue operazioni economico-finanziarie. “Perché dovrebbe, Bono, abbinare il suo buon nome a un videogame pieno di violenza, omicidi e – appunto – furti?”, si chiede l’editorialista, concludendo che se il leader degli U2 ha già dimostrato in passato di poter essere contemporaneamente un pacificatore internazionale e un magnate della finanza, “questa volta non può essere entrambe le cose”. Ancora più maliziose le insinuazioni pubblicate da Dagospia, uno dei primi organi di informazione a riprendere la notizia in Italia: dopo aver ricordato che sul management di Homstore pende tuttora un’inchiesta per frode, il sito gossip di Roberto D’Agostino sottolinea l’atteggiamento altrettanto disinvolto con cui Take Two compilerebbe i suoi bilanci e trascinarebbe azionisti e risparmiatori in imprese rischiose dagli esiti non sempre felici: tanto che essa stessa, riporta lo stesso Dagospia, è stata sottoposta ad un auditing amministrativo per verificarne eventuali pratiche illecite. Una bella buccia di banana, se così davvero stanno le cose, per la più amata ed ecumenica delle rock star dei nostri giorni.
Dall'archivio di Rockol - Quel caro vecchio saggio di Bono
Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!
Scheda artista Tour&Concerti Testi
La fotografia dell'articolo è pubblicata non integralmente. Link all'immagine originale

© 2020 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche, agenti di artisti e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, in generale, quelle libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.