Morpheus, WinMX, eDonkey: tutti dalla parte dei 'buoni'?

Il 2006 potrebbe essere un anno di svolta per il file sharing musicale, quasi quanto lo fu il 2001 con la chiusura del Napster prima versione, quella ideata e condotta da Shawn Fanning al di fuori dei binari della legalità (vedi News).

La sentenza della Corte Suprema americana che l’estate scorsa ha dichiarato i gestori dei programmi p2p corresponsabili per le violazioni di copyright compiute dagli utenti (vedi News) sta convincendo molti portabandiera del libero scambio in Rete ad alzare bandiera bianca di fronte alle pressioni dell’industria. Ha cominciato iMesh, accettando di saltare la barricata dalla parte della legalità e della collaborazione con i produttori di “contenuti” (vedi News), e ora sulla stessa strada sembrano volersi docilmente incanalare altri servizi assai popolari tra il pubblico: tra questi Morpheus, che starebbe cercando di dirimere fuori dai tribunali la vertenza con case discografiche e cinematografiche, e WinMX, che ha chiuso di recente il suo frequentatissimo sito Internet (senza contare KaZaA, posta davanti ad un ultimatum dai giudici australiani: vedi News). “Potremmo andare avanti per altri quattro anni a battagliare in tribunale spendendo milioni di dollari, ma è davvero quello il modo in cui desidero trascorrere il mio tempo? Meglio concentrare le energie della società nella creazione di nuove tecnologie” ha spiegato alla Associated Press Michael Weiss, presidente della società, StreamCast Networks, cui si deve lo sviluppo del software peer-to-peer di Morpheus. “Saranno le società capaci di trovare il modo più efficace per trasformare i downloader in consumatori a vincere la sfida nel 2006”. La pensa più o meno allo stesso modo anche Sam Yagan, chief executive di eDonkey: “Diventeremo legali”, ha annunciato; “la eDonkey del futuro sarà molto diversa da quel che è stata fino ad oggi e sarà modellata sui desideri dell’industria discografica”. .


Quest’ultima, per bocca del presidente della RIAA Mitch Bainwol, assicura comunque di non farsi troppe illusioni, considerando il probabile emergere di nuovi servizi pronti a prendere il posto di quelli che si trasformano o spariscono dalla piazza. “”Per quanto i Website e le aziende vengano chiusi” ha spiegato, rinforzando il concetto, Eric Garland (chief executive di BigChampagne, società specializzata nel monitorare l'attività dei siti del file sharing), “il software e i network restano in circolazione. La comunità open source continuerà a costruire nuove versioni non censurate di quei servizi”.
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