CAROLINE, NO
È una scelta coraggiosa, come pezzo di chiusura. Brian l’ha spesso citata come la sua canzone preferita, forse perché è stata concepita come un progetto da solista.
Brian ricorda di come fosse la melodia, più che l’arrangiamento, ad esaltarlo.
Da notare che il cuore del protagonista non è stato spezzato dall’infedeltà di Caroline, ma dal fatto che lei è cambiata, si è tagliata i capelli corti ed è cresciuta.
Questa splendida ballata dolceamara (US TOP 40 nelle classifiche) fu pubblicata come singolo solista di Brian.
Il Fender bass di Carol Kaye, le chitarre di Glen Campbell e Barney Kessel, le percussioni di Frank Capp, la batteria di Hal Blaine vedono Brian che sovraincide una seconda tastiera, un secondo basso, una batteria nella tomaia e i sassofoni.
Come per “Surfin’”, il padre di Brian, Murry Wilson, insistette affinché il master del brano fosse accelerato di un tono in modo da rendere e far credere Brian più giovane. L’abbaiare dei cani di Brian Wilson, Banana (un beagle) e di Louie (un Weimaraner) concludono il brano e l’album.